La disperazione fatta immagini: Il cinema di Ciprì e Maresco

ciprc3ac_e_maresco
Ciprì e Maresco in una delle poche immagini reperibili in rete.

Un sodalizio artistico durato oltre vent’anni, decine di sketch televisivi, un discreto numero di corti e documentari e tre film dal modesto successo. Una carriera non proprio esaltante, a primo avviso, quella di Daniele Ciprì, classe 1962, e Franco Maresco, classe 1958. Ma nonostante questo, i loro lavori dallo stile inconfondibile si sono scavati una nicchia ben nascosta di appassionati.

I due iniziano a lavorare nelle reti dell’allora Fininvest, per poi approdare alla Rai. Enrico Ghezzi, critico cinematografico e autore televisivo, li inserisce in Blob, contenitore satirico estremamente longevo. Qui danno vita a Cinico TV, che cementerà la cifra stilistica di tutta la loro produzione. E si tratta di un’estetica dell’orrido, del repellente. Lo scenario, immobile di una Sicilia in rovina, attraversato da personaggi grotteschi e miserabili (quando non apertamente deformi), quasi dei freak. Spesso interpretati da attori non professionisti, incredibilmente genuini nella loro resa di un mondo grottesco e privato della speranza. Relitti umani in mezzo a ruderi industriali, ripresi in bianco e nero, scelta volta ad amplificare il senso di disagio e di “vuoto interiore” che si può provare. L’assurda e paradossale comicità delle scene proposte porta a una risata amara e un po’ colpevole.

hqdefault
Come dicevamo, miseria, desolazione, paesaggi.

Il primo lungometraggio del duo, Lo zio di Brooklyn, mantiene invariata la formula, pur espandendola nel minutaggio. Una vicenda ricca di paradossi e povera di spiegazioni, con varie storie di miseria intrecciate tra loro e coperte di un vago alone onirico. Lo zio del titolo rappresenta per molti versi l’emblema di questa “vaghezza”: persino il suo vero nome rimane celato, addirittura nel finale in cui tenta di rivelarlo; ma rappresenta anche la rara eccezione, nel cinema di Ciprì e Maresco, per il suo finale tendente al positivo, con la promessa di una dimensione altra libera dalle sofferenze umane.

Eccezione già smentita dal successivo Totò che visse due volte. Film a episodi ambientato sempre in una Palermo all’aroma di apocalisse, ricco di sottotesti morali e religiosi, pur essendo in superficie blasfemo. Un film sulla morte di Dio e sulla disperazione dei miserabili, in cui chi chiede aiuto è eternamente destinato a non riceverlo, soffocato tra una realtà duale di bassi istinti e accettazione della miseria. Nel 1998, anno della sua uscita, fece scalpore per il tentativo da parte della censura di vietarne la proiezione, generando una polemica e un caso tale da scuotere il mondo politico.

miranda_marcello
Un esempio del livello di blasfemia e provocazione raggiunto in Totò che visse due volte (1998)

Fu proprio questo caso, infatti a far proporre dal governo di allora un decreto teso a ridimensionare il potere della censura al solo “vietato ai minori”. Il mancato successo di pubblico, forse anche per una distribuzione limitata, non ricompensò però la perseveranza dei nostri. E la critica, come non mai divisa sulla loro opera, non aiutò.

Il loro terzo e ultimo film, Il ritorno di Cagliostro, uscito nel 2003, racconta -col solito stile cementato nei lavori precedenti- il tentativo fallimentare di creare una “hollywood siciliana” da parte del solito campionario di “caricature viventi”; anche questo film ha un successo molto ridotto.

Oggi, dopo un ritorno al mondo televisivo su La7, la coppia ha iniziato a perseguire carriere separate, ma è innegabile che la loro opera, per quanto limitata rispetto ad altri esponenti del nostro cinema, abbia saputo essere provocatoria nell’esplorare la bassezza della condizione umana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...