Forse non tutti sanno…cos’è la fika svedese

Il caffè è nell’immaginario comune un qualcosa di inscindibile dalla cultura del Bel Paese, al di là della provenienza dei suoi chicchi. Nella nostra mente tutte le varianti del caffè all’italiana non proprie della nostra tradizione sono relegate senza alcuna magnanimità ad imitazioni di scarsa qualità, sebbene siano popolari al pari dell’espresso italiano. Ciò che forse però non è una verità universalmente conosciuta è che al di là delle grosse tazze di caffè americano, che campeggiano sovrane nelle produzioni cinematografiche e televisive statunitensi, e del ristretto bevuto in un sol sorso al bancone dei nostri bar, esiste un’altra consolidata tradizione legata al consumo del caffè.

In Svezia, e nello specifico a Stoccolma e dintorni, ricopre un ruolo fondamentale nella vita sociale e insieme lavorativa degli svedesi la fika, la pausa caffè. Le fredde giornate svedesi sono scandite da almeno due pause caffè, una nella tarda mattinata e una nel primo pomeriggio e sono occasioni di svago prese molto seriamente perché pregne di significato nell’economia del proprio benessere psico-fisico. La pausa caffè in Svezia comprende non solo una bevanda calda, dallo speziato caffè nordico al semplice caffellatte, ma anche un piccolo dolce da consumare insieme (i kanelbulle o le chokladbollar ad esempio). Sarebbe riduttivo però definirla una ‘merenda’: c’è una vera e propria filosofia che regge questa tradizione. Gli svedesi non considerano la fika come una semplice occasione per socializzare, ma come un fondamentale momento di pausa che implica un dovere sociale nel momento in cui si viene invitati a prenderne parte e che è volto a migliorare la coesione lavorativa del gruppo e spezzare la routine del singolo. Risulta infatti che proprio grazie a questo momento di convivialità, così radicato nella cultura, lo stato d’animo degli svedesi, soprattutto negli ambiti lavorativi, sia tra i più positivi in Europa.

Forse noi italiani abbiamo ancora qualcosa da imparare riguardo al caffè e forse dovremmo smettere di considerarlo solo il carburante che alimenta una vita frenetica, concentrandoci di più su come sia da sempre stato, anche per noi, un momento di condivisione e aggregazione, pur non avendolo mai abbinato ai deliziosi kanelbulle svedesi.

Rebecca Sabatini

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