Torino verde: escursionismo in città

L’immagine che per lungo tempo è stata data di Torino era quella di una città dove il grigio era imperante e la bellezza era nascosta dalla nebbia. Con gli anni le cose sono cambiate e oggi Torino non mostra più al mondo solo la sua anima malinconica, ma anche la sua vitalità. Usando la parola vitalità, l’immagine che voglio evocare è proprio quella del movimento. Il cuore di Torino pulsa non solo alimentato dalle attività culturali, ma anche da quelle sportive. Capitale europea dello sport nel 2015, Torino gode del progetto propositivo delle istituzioni di incentivare e favorire la vita fisicamente attiva del cittadino. Sono tante le iniziative che perseguono questo obiettivo e tra queste non va sottovalutato il grande lavoro di tutela e rivalutazione dell’itinerario naturalistico nella collina torinese. La nebbia si è rischiarata e la Torino di oggi è verde.

La rete di sentieri che si intrecciano discreti per la collina è fitta e collega il centro della città con parchi naturali, giardini e boschi dove ci si dimenticherà di essere ancora a Torino. Il percorso escursionistico più noto in questo contesto è l’Anello Verde. Si tratta di un itinerario circolare di 34 chilometri che partendo dal Parco del Valentino riconduce l’escursionista verso il Po passando per il Parco della Maddalena e quello di San Vito, ma non prima di aver raggiunto Superga e averne ammirato la vista.

L’Anello Verde è segmentato in sei tracciati: dal Parco Leopardi al Faro della Vittoria, dal Faro della Vittoria a Reaglie, da Reaglie alla Basilica di Superga, dalla Basilica di Superga al Parco del Meisino e dal Parco del Meisino al Parco Leopardi. Ciascuno di questi percorsi è percorribile in un paio d’ore (sono lunghi dai 5 ai 7 chilometri) e i punti di arrivo e di partenza sono ben collegati al centro città dai mezzi pubblici (le linee utili sono indicate online, ma anche sulle segnaletiche lungo il percorso). I sentieri possono essere in salita ma sempre all’ombra di alberi rigogliosi, sono molto curati e ben segnalati: anche un principiante può orientarsi con media facilità tra i sentieri, senza dover pianificare nei dettagli l’itinerario. È bene comunque munirsi di una mappa (scaricabile online) che possa fungere da guida segnalando i nomi dei luoghi che si incontrano o la direzione da prendere in caso di deviazioni dal percorso principale.

Un altro itinerario possibile è segnato dal così detto Cammino Don Bosco che consiste in 140 chilometri di sentieri che si diramano da Torino, e nello specifico dal Santuario di Maria Ausiliatrice dove Don Bosco è sepolto, verso il Colle Don Bosco (Castelnuovo Don Bosco) in provincia di Asti. Il Cammino di Don Bosco si articola in tre diversi tracciati: il cammino alto, il cammino medio e il cammino basso. Il primo prevede che da Torino si raggiunga il parco di Superga, poi Cinzano e infine il Colle Don Bosco per un totale di circa 55 chilometri e un dislivello di 1300 metri. Il secondo invece da Beldissero prosegue per Montaldo Torinese, Marentino, Arignano conducendo così al Colle, per una lunghezza di 43 chilometri circa e un dislivello di 1120 metri. Il terzo, infine, partendo da Torino conduce al Colle Don Bosco in 46 chilometri passando per Pecetto Torinese, Pino Torinese, Chieri, Riva e Bottigliera d’Asti, con un dislivello di 615 metri.

Il Cammino Don Bosco, nelle sue tre varianti, nonostante appaia molto lungo, si presta anche a scarpinate giornaliere e ad escursionisti principianti, è ben segnalato (con cartelli di colore bianco-verde), non necessita di uno sforzo fisico eccessivo e prevede la possibilità di un percorso ad anello concludendo la camminata tornando a Torino. Nel caso in cui, invece, si desideri affrontare il percorso per intero, con tappe di più giorni, basti sapere che anche grazie a Strade di Colori, un progetto realizzato dalla Provincia di Torino con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una cultura dell’accoglienza e consentire ai visitatori di scoprire il ricco patrimonio di eccellenze storiche, artistiche, gastronomiche e naturalistiche, il territorio collinare è dotato di numerose strutture ricettive che rispondono ad ogni possibile esigenza.

Con la voglia di camminare e un paio di scarpe comode, basta poco per interrompere la routine cittadina. Ed anche la nostra vita sarà sempre più verde.

Rebecca Sabatini

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