Mulan: la storia “vera”

L’eroina cinese più famosa del cinema

Uno degli ultimi film Disney uscito lo scorso anno, “Mulan”, ha fatto molto parlare di sé e non sempre ha incontrato il favore del pubblico; ce ne ha parlato Ilaria Cavallo nel suo articolo. Tra i punti che hanno fatto discutere, le critiche rivolte all’attrice protagonista per la sua presa di posizione nei confronti delle proteste di Hong Kong e la scelta di distribuire il film solo su Disney+ a un costo non proprio popolare fino al dicembre scorso. Tralasciando le critiche legate al nuovo action movie e guardando, invece, ai contenuti del lungometraggio animato della Disney del 1998, chi non si ricorda del “potentissimo, simpaticissimo e indistruttibilissimo” drago Mushu, del grillo Cri-kee e della simpatia di Yao, Ling, e Chien Po? La nostra generazione è cresciuta con questo film e ha imparato a memoria le sue canzoni (tra le quali non possiamo non ricordare “Farò di te un uomo”), legandosi molto alle vicende di Mulan e degli altri personaggi.

Ma chi era veramente Mulan?

È realmente esistita o è solo un personaggio di fantasia? Per rispondere a queste domande bisogna rifarsi alla letteratura cinese. Mulan è uno dei personaggi leggendari e letterari cinesi più noti di sempre. “La ballata di Mulan” (木兰辞, Mùlán cí) è una canzone popolare risalente al periodo delle Dinastie del Nord e del Sud (220 d.C. -589 d.C.), periodo caratterizzato da una forte divisione interna in Cina, sotto la dinastia degli Wei del Nord (北魏, běi wèi). Purtroppo, la versione originale di quest’opera non è arrivata fino a noi, ma ne conosciamo la storia attraverso la famosa “Antologia di poesie Yuefu” (乐府诗集, yuèfǔ shījí) assemblata dal letterato Guo Maoqian sotto la dinastia Song (960 d.C. –1279 d.C.). In seguito, la storia di Mulan venne ripresa in altre composizioni, come in quella del drammaturgo Xu Wei.

Eroine a confronto

La ballata di Mulan inizia con l’immagine della protagonista intenta a tessere, preoccupata al pensiero che l’esercito imperiale stia reclutando i soldati della riserva, tra i quali anche l’anziano padre. Sapendo che lui non avrebbe potuto sopravvivere alla guerra, la giovane decide di arruolarsi al suo posto, travestendosi da uomo e partendo per la guerra, nonostante la riluttanza dei genitori. Mulan combatte sotto mentite spoglie per ben dodici anni nell’esercito imperiale e al suo ritorno incontra l’imperatore della Cina in persona, il quale le offre ogni tipo di ricompensa e un’alta carica ufficiale. Ma la giovane rifiuta le offerte dell’imperatore: tutto ciò che vuole è tornare al paese natale. Giunta finalmente a casa, Mulan viene accolta calorosamente dalla famiglia e, per la prima volta dopo tanto tempo indossa abiti da ragazza e si fa bella. La ballata si conclude con lo stupore dei suoi vecchi compagni d’armi alla vista del reale aspetto dell’eroina, non essendosi mai accorti che il valoroso guerriero fosse in realtà una donna. Emblematici sono gli ultimi versi:“… 双兔傍地走,安能辨我是雄雌?” (shuāng tù bàng de zǒu, ān néng biàn wǒ shì xióng cí?), ovvero “Se due conigli corrono insieme, come si potrà distinguere il maschio dalla femmina?”.

La differenza tra la trasposizione cinematografica e la ballata è data dal fatto che il personaggio di Mulan è una persona ordinaria che non riceve aiuti da creature magiche o spiriti, e che riesce ad andare avanti facendo affidamento soltanto sulle proprie forze: un personaggio in cui chiunque potrebbe identificarsi, e che per questo è ancora oggi tanto amato.

Mulan oggi

Non vi sono prove certe dell’esistenza di Mulan ma, nonostante la sua storia sia narrata solo all’interno di opere letterarie, la ballata a lei dedicata è ancora studiata nelle scuole cinesi. Quando i bambini cinesi frequentano i primi anni di scuola media, “La ballata di Mulan” rappresenta per loro un vero e proprio tormento poiché devono impararne il testo a memoria. Questo non si distanzia molto da ciò che anche noi dobbiamo fare fin da bambini, un esempio per tutti la “Divina Commedia”, ma la lunghezza del testo non lo rende certamente amato dai piccoli cinesi. La ballata, inoltre, è scritta in cinese classico che, volendo, possiamo paragonare al nostro latino, e viene assegnata ai bambini senza una traduzione in cinese moderno. Quindi, oltre alla difficoltà nella memorizzazione, vi è anche un passaggio ulteriore, in cui i bambini devono riportare dal cinese classico al cinese moderno il testo, così da poterlo leggere e recitare a memoria.

Leggenda o realtà che sia, Mulan è dunque ben presente nella cultura cinese.

Malvina Montini

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