Alexey Navalny: le idee e le strategie dell’oppositore di Putin

Alexey Navalny, ormai famoso per il tentato avvelenamento avvenuto lo scorso agosto 2020, è ora al centro dell’attenzione dei media occidentali. Ma chi è e quale ruolo ha nella Russia di oggi?

Navalny: le idee politiche e la lotta alla corruzione

Laureato in economia e in legge, avvocato e giornalista, Alexey Navalny ha 44 anni e la sua carriera politica è iniziata nei primi anni 2000 all’interno del partito liberale. La sua notorietà in Russia è aumentata grazie ad un blog e a un canale YouTube, in cui denuncia la corruzione delle più alte sfere del paese. Giocano a suo favore l’abilità di sfruttare i nuovi canali di comunicazione, il suo forte carisma, il patriottismo e il nazionalismo espressi per legittimare le sue lotte politiche, prima fra tutte quella contro la corruzione. il Post riporta che, secondo alcuni analisti citati dal Wall Street Journal, l’opposizione russa è riuscita a riguadagnare terreno proprio grazie a Navalny e alle sue strategie di attivismo innovative. Nel corso degli anni, Navalny ha sostenuto i partiti anti-immigrazione “a difesa della cultura russa”, schierandosi anche contro le minoranze presenti in Russia. Ha partecipato più volte alla Marcia Russa, una manifestazione annuale in cui sono presenti gruppi xenofobi. Nel 2008 si è espresso a favore del conflitto in Georgia per la regione dell’Ossezia del sud e nel 2014 ha appoggiato e sostenuto la guerra in Crimea contro l’Ucraina.

L’avvelenamento e il ritorno in Russia

Per l’avvelenamento subito nell’agosto 2020, Navalny ha accusato gli agenti del FSB (Servizio di Sicurezza Federale) e Vladimir Putin, portando a sostegno delle prove, pubblicate dal sito di giornalismo investigativo Bellingcat. Il presidente russo, però, ha sempre respinto le accuse, anche in modo ironico. Come si può vedere in un’intervista, alla domanda diretta al riguardo, Putin risponde con un sorriso e la frase: “non c’era bisogno di avvelenare qualcuno, se i servizi segreti avessero voluto farlo, avrebbero portato a termine il lavoro”.

Nonostante le dichiarazioni esplicite secondo cui una volta tornato in Russia sarebbe stato immediatamente arrestato, Navalny è ritornato nel territorio nazionale appena ha potuto. Questa mossa può essere vista come un’ottima strategia politica. Grazie a questa azione, infatti, la vicenda è sotto gli occhi dell’opinione pubblica di moltissimi paesi. I capi di Stato, compresi quelli dell’Unione Europea, ne chiedono la scarcerazione e gran parte dell’opinione pubblica ne stima il coraggio, a prescindere dalle opinioni politiche perseguite. Navalny ha dichiarato che con la scelta di tornare in Russia non voleva passare per eroe o coraggioso, ma, come ha scritto in un tweet, “semplicemente non me ne sono mai andato. Ci sono finito in Germania; ci sono arrivato in un’unità di terapia intensiva”. Inoltre, è consapevole che per mantenere il ruolo di oppositore politico deve operare dall’interno del paese, perché dall’estero perderebbe la visibilità necessaria in Russia.

L’opposizione dal carcere e le manifestazioni in suo sostegno

Attualmente, Alexey Navalny sta scontando 30 giorni di reclusione, ma dal luogo di detenzione ha continuato a pubblicare sui social. Tra i post del suo account Instagram, si trova un video registrato direttamente nell’aula del processo in cui si rivolge ai giovani, incoraggiandoli a “non avere paura” e a “continuare a reagire contro la corruzione, perché se non lo facciamo noi adesso, perdiamo il diritto per sempre”. Nel frattempo, sono state organizzate una serie di manifestazioni in molte città del paese, dal Pacifico fino a San Pietroburgo, per chiedere la liberazione di Navalny e durante le quali sono stati arrestati numerosi dei suoi sostenitori, tra cui la moglie Yulia (già rilasciata). Oltre a ciò, è stato pubblicato un video documentario di quasi due ore in cui viene denunciato un complesso residenziale di proprietà di Putin: un palazzo di più di 17 mila metri quadri in 17mila ettari di terreno. Sarebbe costato più di 1 miliardo di euro e finanziato, secondo l’inchiesta, da persone vicine al presidente con posizioni importanti nel paese.

L’impatto di quest’ultimo video pubblicato è stato di portata internazionale, così come lo sono state le proteste in Russia contro la sua incarcerazione. Si conferma così l’efficacia della strategia politica perseguita da Navalny e dai suoi collaboratori.

Anna Franzutti

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