La voce dei pesci: il podcast di Michele Bravi

L’illustrazione in evidenza è la copertina del podcast disegnata dall’illustratore Lorenzo Tomacelli.

Michele Bravi, cantautore di 26 anni che ha rilasciato a gennaio il suo ultimo album “La geografia del buio”, ha intrapreso un nuovo progetto. Con il podcast “La voce dei pesci” continuano ad essere protagoniste le parole, questa volta non in nota. Si presentano in forma di chiacchierata con un ospite durante la quale Michele tocca, con accurata spontaneità e con la sensibilità che lo caratterizza, alcuni aspetti della vita e dell’interiorità umana. I quattro episodi durano circa un’ora ciascuno: il primo è stato pubblicato a maggio 2021 e ad ogni puntata partecipa un ospite che vive e lavora a contatto con le parole nelle loro diverse applicazioni.

La voce è il filo conduttore del podcast, la parola parlata, cantata o letta, necessariamente espressione di precedenti riflessioni silenziose. Il cantante presenta infatti il progetto come “un invito all’ascolto”, qualcosa che:

prova a dare voce a riflessioni e confronti solitamente muti perché è da pensieri silenziosi che nasce la letteratura, la musica e la creatività”.

Nel corso delle quattro puntate sono disseminate citazioni e titoli di opere letterarie che potrebbero offrire validi suggerimenti di lettura. Nel primo incontro ascoltiamo Andrea Bajani, scrittore di romanzi e reportage. Tema centrale è lo spazio, fisico e percepito, e le case – argomento che costituisce anche il nucleo dell’ultimo libro pubblicato dall’autore. È invece Massimo Recalcati, psicoanalista, accademico e saggista, l’interlocutore del secondo episodio. Tema fondamentale sono ora le immagini, quelle che sono evocate dalle parole e che danno potenza ai testi. Ci si dovrebbe sempre ricordare di questo potere ed essere cauti nel loro utilizzo. Proprio di scelta delle parole, e di come il loro uso possa cambiare nel tempo, si parla nel terzo episodio con la giornalista Selvaggia Lucarelli. L’ultima puntata del podcast ruota attorno al concetto di caos, che può essere ispirazione; Michele ne parla con con Stefano Bollani, compositore e musicista jazz.

Questi – e i futuri episodi – sono e saranno accessibili su Spotify. Il podcast ruota attorno al valore delle parole: un concetto caro al cantante che si è espresso al riguardo anche al concerto del Primo Maggio in diretta Rai di quest’anno. I pensieri e le intenzioni che si celano dietro ad un discorso, una canzone, una poesia, un testo, ne costituiscono la base. Che si tratti di una frase urlata a qualcuno o di un romanzo di centinaia di pagine, dietro c’è sempre un lavoro di ricerca che passa inosservato, ma che è il fondamento di quel che poi verrà trasmesso. L’atto di comunicare comporta una responsabilità e necessita attenzione. Con i suoi ultimi lavori, Michele Bravi dimostra di dedicargli la cura che merita.

Anna Franzutti

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