I luoghi proibiti della guerra

Nel nord-est della Germania, nello Stato federato del Brandeburgo, si trova una zona vietata all’accesso, in una delle più larghe brughiere in Europa. Risale agli anni in cui il Paese era diviso in due e nella Repubblica Democratica Tedesca (DDR) era stanziato l’esercito sovietico che usò la zona come campo di esercitazione per i bombardamenti aerei. Kyritz-Ruppiner Heide – questo il nome – oggi è in parte visitabile nelle aree delimitate che assicurano l’assenza di materiale pericoloso.

La storia

La brughiera – Heide in tedesco – già negli anni precedenti aveva gradualmente perso numerosa vegetazione boschiva. Dagli anni ’30 del ‘900 serve da base aerea per la Luftwaffe, l’aviazione tedesca. Con la Guerra Fredda e la presenza sovietica, dagli anni ’50 diventa un poligono per l’artiglieria e un deposito di carri armati e munizioni. L’accesso diventa sempre più ostacolato per arrivare poi ad impedire la connessione tra i villaggi della zona, prevalentemente agricola, che, fino a poco tempo prima, erano separati solo da una decina di chilometri di strada.

Vista dall’alto, 1964 (mil-airfields.de, fonte  U.S. Geological Survey)

Nel decennio successivo il sito nella parte meridionale viene espanso e diventa il luogo di rilascio delle bombe come esercitazione, esponendo le cittadine limitrofe ai disagi del passaggio degli aerei e delle esplosioni. I piloti partivano da un’area leggermente più a nord, vicina all’attuale città di Berlinchen. Delle due piste, una è ancora utilizzata per i voli dell’aviazione generale (AG, per scopi non militari, commerciali o di lavoro aereo), l’altra è stata adibita a stazione di accumulo di energia fotovoltaica.

Le proteste contro l’uso militare

Dopo la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione della Germania, fu deciso che i soldati sovietici dovessero lasciare entro il 1994 tutte le basi nel Paese. L’ultimo volo nell’area fu eseguito nel gennaio 1993, dopodiché né l’esercito ritiratosi, né, in seguito, le autorità tedesche, hanno ripulito l’area, che ancora contiene rovine del campo e munizioni sul terreno. I piani futuri vedevano la brughiera come un campo di allenamento nel volo radente per l’esercito tedesco (bundeswehr).

Si creò un grande movimento di protesta da parte della società civile. Nel 1992 viene fondata “FREIe HEIDe”, associazione che assume un ruolo centrale nella lotta. Altre associazioni partecipano e le azioni intraprese sono numerose e costanti. Non mancano conferenze anche internazionali e iniziative simboliche, come quella rivolta a tutti i cittadini di costruire una piramide e posizionarla in luoghi pubblici o nei giardini di casa. La piramide era la forma usata come obiettivo per il lancio delle bombe, posizionarle fuori dalle basi militari voleva ricordare che nella vita vera gli obiettivi dei piloti e dei carri armati sono edifici e luoghi abitati e rappresentava anche un gesto contro la guerra in generale. Le proteste durano per 17 anni fino a quando  finalmente, nel marzo 2009, viene confermato il divieto di utilizzo della brughiera per scopi militari con una sentenza del Tribunale Amministrativo Superiore.

E oggi?

Oggi la zona non è ancora totalmente libera. Al contrario, in una vasta parte è impossibile entrare. Nella parte nord vi sono ancora degli edifici, ma è illegale accedere per motivi di sicurezza. La sezione sud è ora visitabile, ma bisogna rimanere necessariamente sui 13 chilometri di sentieri escursionistici percorribili a piedi, in bici o moto e ben segnalati. Qui, si ha l’opportunità di salire su una torretta di 15 metri da cui si può vedere l’estensione della brughiera e della foresta e godere dell‘habitat creato, con lande sabbiose, dune, boschi di querce e faggi. Sono disponibili anche visite guidate ed in carrozza.

Il caso della brughiera in Brandeburgo è uno dei tanti spazi rubati per scopi militari, in Germania come nel mondo, e non è il solo luogo in cui l’assenza dell’azione umana (dall’ultimo decennio del ‘900 e i primi del 2000) ha dato libero spazio alla trasformazione dell’ambiente. Oggi la brughiera è l’habitat di numerose specie animali e rappresenta un’area naturale destinata ad essere sempre più curata e visitabile: il processo di recupero non è ancora terminato per quella che ora è un’area importante per la conservazione delle specie in Germania.

Anna Franzutti

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