Italia, dieci giovani da cui ripartire (parte 2)

Sono ormai passate diverse settimane da quella sciagurata notte al Barbera di Palermo. La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali in Qatar rappresenta una pagina nerissima per lo sport tricolore in generale. Dopo la partita con la Macedonia, è risultato evidente agli occhi di tutti la necessità di investire e di costruire sui giovani, per non fallire nell’impresa anche nel 2026. Ecco quindi altri cinque ragazzi nati dopo il 2000 che potrebbero far parte di quella spedizione, qualificazione permettendo. La prima parte si è focalizzata sul reparto arretrato (clicca per andarlo a leggere), qui invece l’attenzione è posta sulla mediana e sull’attacco.

Nicolò Fagioli

Vederlo giocare a calcio è un piacere, perché è un ragazzo del 2001 che conosce il calcio. Conosce i tempi di gioco, che sa come ci si smarca, quando si passa la palla, come si passa la palla”. Così Massimiliano Allegri su Fagioli nel 2018, quando il centrocampista non era ancora maggiorenne. Un attestato di stima niente male da parte dell’allenatore della Juve. E i due si ritroveranno alla fine di questa stagione. Sì, perché il regista/trequartista ora si trova in prestito alla Cremonese ed è protagonista di una stagione incredibile, che potrebbe portare la squadra lombarda in Serie A. Poi ai posteri l’ardua sentenza. Le qualità ci sono tutte: grande tecnica e visione di gioco in primis. I numeri in questa stagione dicono 3 gol e 7 assist. Ha tutto per far bene anche nella massima serie, bisogna capire dove. La Juve a centrocampo dovrebbe cambiare qualcosa, ecco che Fagioli potrebbe portare freschezza. Non è escluso che venga girato un altro anno in prestito, questa volta in Serie A. E occhio alla Lazio: Sarri potrebbe lasciar andare Milinkovic-Savic alla Juve, a patto di accogliere a Formello il centrocampista dell’Under 21.

da calciomercato.com

Fabio Miretti

Da un centrocampista di scuola Juve ad un altro. Fabio Miretti è una mezzala classe 2003 che quest’anno si sta togliendo buone soddisfazioni tra la Juventus Primavera (con cui è arrivato a un passo dalla finale di Youth League, la Champions dei giovani) e l‘Under 23 dei bianconeri. In aggiunta, è ormai aggregato da diverso tempo con la prima squadra e ha già collezionato qualche minuto in A, nel match contro la Salernitana del 20 marzo 2002. Piemontese DOC (è nato a Pinerolo), milita alla Juve dal 2011 e ai tifosi juventini tornano alla mente bellissimi ricordi quando si parla di centrocampisti prodotti dal vivaio con il sangue bianconero. Nel lungo periodo può essere importante per la Juve e per la Nazionale, ma bisognerà capire il suo impatto con il calcio dei grandi. Per adesso è titolare nell’Under 20 con Scalvini (anche per lui vedi la prima parte) e in stagione i gol sono 6, conditi da 4 assist.

da La Stampa

Samuele Ricci

Si cambia sponda di Torino. Nei granata milita Samuele Ricci, arrivato in questa sessione invernale di mercato dall’Empoli con la formula del prestito con obbligo di riscatto. Nato nel 2001, nella sua prima stagione in Serie A ha già giocato come regista in una mediana a 3 come quella toscana e in un centrocampo a 2 tipico di Juric. Il compito è stato sempre lo stesso: dettare i tempi di gioco. E dopo un periodo di apprendistato durante il quale ha fatto più di qualche panchina con la maglia granata, Juric se lo coccola: “Ha visione di gioco e controllo di palla. Deve alzare il livello per diventare un centrocampista completo“. E dal tecnico croato può sicuramente imparare molto. Intanto per il regista italiano sono 31 le presenze stagionali tra A e Coppa Italia, con 1 gol e altrettanti assist.

da Tuttosport

Matteo Cancellieri

È di scuola Roma il primo giocatore del reparto avanzato. Classe 2002, Matteo Cancellieri milita oggi tra le fila del Verona di Tudor, una delle sorprese più piacevoli di questo campionato. Il suo debutto in stagione e in Serie A lo si deve però a Eusebio Di Francesco, che in Veneto ci è stato poco e male, ma ha avuto il merito di farlo esordire. Le presenze non sono comunque moltissime, appena 11, con un gol segnato. Esterno d’attacco, gli piace partire da destra per convergere con il suo piede naturale, il sinistro. Non banale è anche la sua fisicità, abbinata a una buona velocità. La prossima stagione sarà importante: dovrà riuscire a convincere Tudor di poter puntare su di lui, anche perché probabilmente in attacco il Verona cambierà qualcosa (Barak potrebbe salutare). Se dovesse farcela, allora anche le porte dell’Under 21 potrebbero aprirsi in maniera più stabile.

da giuanlucadimarzio.com

Luca Moro

Come punte centrali si fa fatica. Solo Scamacca sembra essere pronto a ricoprire quel ruolo, ma vanta una sola presenza in Nazionale e una stagione da titolare in A, con il Sassuolo. Osservando tra i più giovani nessuno sembra dare serie garanzie di rendimento futuro: Moro, Petrelli, Colombo ed Esposito sono alcuni nomi, ma quest’anno si è parlato molto di Lorenzo Lucca, che, però, non segna da ottobre. Uno che ha segnato con grande regolarità quest’anno in Serie C a Catania è Luca Moro, da gennaio di proprietà del Sassuolo. E i neroverdi di attaccanti se ne intendono (vedi Raspadori e Scamacca per citare gli ultimi). 21 gol in 28 presenze per l’attaccante classe 2001, il cui futuro è tutto da scrivere. Potrebbe rimanere al Sassuolo, visto che, salvo colpi di scena, Scamacca dovrebbe partire, con l’Inter in pole, ma anche con la sua permanenza potrebbe farsi le ossa a Reggio Emilia per poi prendere il suo posto. Altrimenti, un’altra opzione può essere il prestito.

da gianlucadimarzio.com

Matteo Revellino

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