Piero Angela: la divulgazione scientifica a misura di tutti

Il 13 agosto 2022 Piero Angela ha lasciato questo mondo: come un fulmine a ciel sereno la notizia ha colpito milioni di persone che, grazie a lui, hanno saputo appassionarsi alla scienza ed alla storia fin dalla tenera età, iniziando a coltivare una passione che in alcuni casi sarebbe poi sfociata, un giorno, in un mestiere di vita. Al tempo stesso la grandezza di questa persona ha saputo trasmettere curiosità e voglia di scoprire anche, ed inaspettatamente, a quelle persone che non avrebbero mai pensato di poter trovare qualcosa che potesse interessarle in ciò che lui aveva scelto di proporre.

Mente divulgatrice per eccellenza, nacque a Torino il 22 dicembre 1928 cominciando la sua carriera giornalistica in Rai come cronista radiofonico, divenendo poi inviato ed infine conduttore del telegiornale stesso. La sua notorietà è dovuta, però, all’innovazione riguardante la divulgazione scientifica: fu realizzatore di numerosi programmi televisivi di divulgazione di tipo anglosassone, con i quali ha fondato, per la televisione italiana, una solida tradizione documentaristica. Tra questi ricordiamo Quark (1981), SuperQuark (1995) e i loro derivati.

Tra i numerosi doni che ha saputo lasciarci il più grande è stato la sua abnegazione: durante la sua carriera è stato in grado di creare un modo di insegnare che per il nostro Paese, in quel momento, era per lo più inesistente o, meglio, non era mai stato cercato prima. La sua semplicità è stata d’esempio per molti. Grazie a lui la Cultura ha trovato una scorciatoia che le ha permesso di entrare nelle case di tutti e i risultati si possono dire più che soddisfacenti. Gli ascolti da record raggiunti con il passare degli anni hanno saputo attrarre un pubblico di ogni età, restituendogli così il  merito più grande, quello di esser stato capace di entrare nella vita delle persone quando queste meno se lo sarebbero aspettato.

Degno di nota è soprattutto il suo ultimo comunicato ufficiale, rilasciato quando malato sapeva che la sua fine era ormai vicina, pubblicato da un profilo Instagram di SuperQuark. Il finale è come l’abbraccio di un amico resosi conto di essere pronto a salutarci, senza alcun rimorso:

È stata un’avventura straordinaria, vissuta intensamente e resa possibile grazie alla collaborazione di un grande gruppo di autori, collaboratori, tecnici e scienziati. A mia volta, ho cercato di raccontare quello che ho imparato. Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese».

Come sappiamo il suo lavoro sarà continuato dal figlio Alberto, erede di tutto rispetto, e da tutte quelle persone per cui il modo più semplice per ringraziarlo è quello di non dimenticare la cosa più importante: con un mondo da scoprire non bisogna mai scordarsi di essere curiosi.

D’altronde Piero, come sappiamo, ha saputo spendere una vita nel cercare di migliorare il mondo come meglio poteva, dandoci il più grande invito a non smettere di continuare la sua immensa opera. L’ultimo insegnamento, come ci ha raccontato Alberto nel giorno dell’ultimo saluto, è stato l’invito a non sprecare la nostra, l’unico modo per non aver paura della morte: come disse Leonardo Da Vinci e come a lui piaceva ricordare, ‘siccome una giornata ben spesa dà un lieto dormire così una vita ben usata dà un lieto morire’.

Andrea Bordonaro

Crediti foto in evidenza: wikimedia commons

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