Omaggio a Helen McCrory

Poco prima dell’attesissima cerimonia degli Oscar 2021 il mondo del Cinema piange la prematura scomparsa di Helen McCrory all’età di 52 anni, dopo una terribile lotta contro il cancro. Arianna Aruzza ci parla della sua carriera nel suo articolo.

L’attrice, nata a Londra nel quartiere inglese di Paddington il 17 agosto 1968, esordisce principalmente come attrice di teatro. All’ambiente teatrale, infatti, rimarrà sempre particolarmente legata, persino in seguito all’ingresso nel mondo del cinema, avvenuto nel 1994.
In ambito cinematografico ricopre per lo più ruoli minori fino al 2006, quando le viene assegnato il ruolo da co-protagonista per il film “The Queen – La regina”.

Raggiunge poi il culmine del successo sia sul grande schermo, con il ruolo di Narcissa Malfoy per la saga di Harry Potter, sia sul piccolo schermo, dando il volto a Polly Gray in “Peaky Blinders”.

Dopo la notizia della sua inattesa scomparsa sono stati numerosi i pensieri e gli omaggi rivolti all’attrice da amici, colleghi e fan, in rete e non solo.

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Million Dollar Baby: dove la boxe lascia il posto a qualcosa di molto più grande

Risale all’ormai lontano 2004 “Million Dollar Baby”, il film di Clint Eastwood che si aggiudicò ben quattro premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior attore non protagonista.

Eppure la pellicola è quanto di più vicino alla nostra epoca, per tematiche e profondità di significato.

La storia segue il percorso di Maggie Fitzgerald, da giovane squattrinata a pugile di successo. Ma segue anche la storia di due amici e colleghi, legati dalla passione per la boxe, ma in costante lotta fra loro quanto a ideali e scelte di vita.

Tratto da uno di racconti di F.X. Toole, pugile, allenatore e scrittore che dedicò la sua opera all’uomo che lo aveva introdotto al mondo della boxe, “Million Dollar Baby” rappresenta, tuttavia, molto più di un film sul pugilato: è il film sulla vita.

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Oscar 2021: le nomination

Il 15 marzo scorso sono state annunciate le candidature per la 93ª edizione dei premi Oscar.
La cerimonia si svolgerà presso il Dolby Theatre di Los Angeles il prossimo 25 aprile.

Come dichiarato dai produttori in una lettera ai candidati, a differenza di quanto avvenuto per le cerimonie dei Golden Globe e dei Grammy, in questo caso non sarà prevista una modalità di partecipazione virtuale all’evento. Tale decisione è stata dettata dalla volontà di riuscire a garantire a candidati e appassionati di cinema di tutto il mondo la possibilità di assistere all’evento di persona in sicurezza, auspicando così un quanto più precoce ritorno alla normalità.

Nel suo nuovo articolo, @Arianna Arruzza, ci segnala che tra le candidature di questa edizione spiccano quelle di “Mank” con ben 10 nomination, seguito da “The Father”, “Judas and the Black Messiah”, “Minari”, “Nomadland”, “Sound of Metal” e “Il processo ai Chicago 7”, con ben 6 nomination ciascuno.

Quest’anno più che mai, inoltre, la cerimonia sembra tesa ad annientare le barriere e a promuovere l’inclusività: tra le candidature spiccano quelle femminili e le nomination si sono rivelate ben rappresentative della realtà americana, sempre più multietnica e multiculturale.

Un buon successo anche per l’Italia, che vanta tre candidature complessive tra cui quella di Laura Pausini, che ha da poco vinto i Golden Globe con “Io sì”, colonna sonora di “La vita davanti a sé”.

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Golden Globe 2021: i vincitori

Il 28 febbraio 2021 nella cornice del Beverly Hilton Hotel (Beverly Hills) si è svolta la 78ª edizione della cerimonia di premiazione dei Golden Globe Awards.
Le limitazioni imposte dalla situazione contingente data dalla pandemia hanno sicuramente contribuito a rendere questa edizione più memorabile di altre. L’evento, infatti, si è svolto con un format parzialmente virtuale: un pubblico ridotto e atipico, costituito da lavoratori comuni – ma oggi più che mai indispensabili – come infermieri e pompieri; le due conduttrici in diretta, rispettivamente, da New York (Tina Fey) e Los Angeles (Amy Poehler) a simboleggiare il distanziamento sociale cui tutti noi siamo costretti e, infine, vincitori e candidati collegati a distanza, via Zoom.
Se volete conoscere nel dettaglio i candidati e i rispettivi vincitori vi invitiamo a consultare il nuovo articolo di Arianna Arruzza!

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Crudelia: il film che tutti aspettano

È stato di recente diffuso in rete il trailer ufficiale del nuovo e attesissimo live action di casa Disney dii cui ci parla Arianna Arruzza nel suo ultimo articolo. Si tratta di “Crudelia”, il film che intende narrare il “percorso di formazione” di uno dei villain più noti nel panorama cinematografico internazionale: Crudelia De Mon. Da Estella, sconosciuta stilista emergente dai capelli rossi, il personaggio evolverà poco a poco nella folle Crudelia, caratterizzata dall’iconica capigliatura bianconera e dalla perversa ossessione per le pellicce di Dalmata.
Il film, dunque, intende configurarsi come una sorta di prequel de “La carica dei 101”, alla stregua di quanto fece a suo tempo “Maleficent”, raccontando la storia del “cattivo” da un punto di vista del tutto nuovo.
La pellicola, prevista per maggio 2021, vanta un cast di prim’ordine: da Emma Stone (Crudelia), a Emma Thomson (la Baronessa, direttrice di una prestigiosa casa di moda) a Tony McNamara (sceneggiatore che ha già lavorato con la Stone ne “La favorita”) fino alla stessa Glenn Close (la Crudelia dei due precedenti film di animazione del 1996 e del 2000, che torna ora in veste di produttrice esecutiva). Il tutto sarà firmato dalla regia di Craig Gillespie, regista australiano noto soprattutto per aver diretto “Tonya”, biopic con protagonista Margot Robbie.
E allora, nella speranza di poter prima o poi tornare in sala, cosa aspettate a guardare il trailer e a farci sapere la vostra?

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Torino a febbraio si veste di “giallo”

Dal primo febbraio il Piemonte, come ormai noto, è passato in “zona gialla”.
Da allora sono state molteplici le novità e le idee messe in atto nel tentativo di ravvivare la nostra amata Torino. Arianna Arruzza nel suo nuovo articolo segnala le ultime iniziative della città, a partire da “A Torino l’amore profuma di fiori”, l’originale installazione floreale in piazza Castello in onore di San Valentino. Tante inoltre le riaperture dei più noti enti culturali di Torino e provincia dopo quasi tre mesi di chiusura. Tra questi la Fondazione Torino Musei, La Venaria Reale, Palazzo Reale e, non da ultimo, il Museo Egizio, che ha ideato iniziative speciali anche in occasione del Carnevale.
Brutte notizie, invece, per le stazioni sciistiche, la cui riapertura è stata nuovamente rinviata al 5 marzo.

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Il “caso” Unieuro: la beffa continua

Come volevasi dimostrare il cosiddetto “caso Unieuro” non è rimasto a lungo un episodio isolato. Al celebre post del Social Media Manager (alias SMM) impazzito del 13 gennaio scorso hanno presto fatto seguito nuove, esilaranti, vicende.
In primo luogo l’immagine pubblicata da Taffo Funeral Services che, come suo solito, ha sfruttato l’occasione per fare del black humor gratuito.
Dopodiché due risposte inattese, direttamente dal mondo dei beni culturali, in genere meno avvezzo a simili espedienti. Dapprima il Museo Etrusco di Villa Giulia, che ha pubblicato un’immagine provocatoria e una didascalia perfettamente in linea con il post del fortunato precurose di genere (il nostro #SMM impazzito). Poi, la risposta nostrana: si tratta dei due ironici post pubblicati da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’associazione torinese da anni impegnata nello sviluppo e nella promozione dell’arte contemporanea.

Dogtooth: quando la tragedia greca arriva sul grande schermo

Nell’articolo di oggi vi proponiamo una recensione di “Dogtooth”, il film di Yorgos Lanthimos arrivato nelle sale italiane soltanto l’estate scorsa.

La pellicola si inserisce nel filone di un modo innovativo di fare cinema, inaugurato dalla fruttuosa collaborazione di Lanthimos e dello sceneggiatore Efthymis Filippou, che proprio in “Dogtooth” conobbe il suo primo episodio.

Il Leitmotiv che unisce questa e altre opere di Lanthimos, tra cui il meglio noto “Il sacrificio del cervo sacro”, è quello di dare a temi e stilemi propri della tragedia greca antica una collocazione più attuale: il grande schermo.

La peculiarità di questo film è tale da renderlo poco adatto a una sinossi. In “Dogtooth, infatti, ci viene mostrato come si svolge la vita di una famiglia atipica, che dimora in una villa appartata, sita chissà dove. La casa rappresenta un vero e proprio universo parallelo, in cui qualunque aspetto della realtà viene demistificato e reinterpretato secondo modalità anomale e stranianti. All’interno di questa sorta di mondo a parte, tuttavia, ci sarà qualcuno che, a un certo punto, proverà a ribellarsi.

Dunque, se volete approfondire questi aspetti e siete amanti del cinema d’autore, non vi resta altro che guardare il film e dirci cosa ne pensate!

Il caso Unieuro: lo spot della lavatrice che impazza sul web

Se il 2020 era già stato, di per sé, un anno particolarmente insolito, il 2021 non sembra essere da meno.
È di pochi giorni fa la trovata pubblicitaria di colui che ora è divenuto comunemente noto come “il social media manager impazzito” di Unieuro. La pagina Facebook del noto brand ha infatti postato quella che apparentemente sembrava soltanto un’innocua e comunissima immagine pubblicitaria, ma che sul web, invece, pare aver lasciato tutti quanti a bocca aperta.
Anziché la solita descrizione del prodotto con una frase ad effetto, la didascalia della foto si è rivelata essere un discorso molto informale nel quale il social media manager dell’azienda raccontava ai lettori di aver fatto un corso di aggiornamento e di aver imparato a fare le “markettate”. Il tono colloquiale e scherzoso ha reso questo post un fenomeno mediatico.

I “fottutissimi” Peaky Blinders

Inghilterra, primo Dopoguerra. Siamo a Birmingham, nel quartiere di Small Heat. Qui comincia la storia dei Peaky Blinders, una gang di criminali, guidata dalla famiglia Shelby, il cui nome deriva dalla peculiare forma dei berretti che costituiscono il tipico outfit di ciascun adepto.
Sono tanti i motivi che dovrebbero spingerci alla visione di questo celeberrimo prodotto Netflix: primo fra tutti il grande realismo dell’ambientazione, capace di farci respirare, letteralmente, l’aria dell’epoca in cui ha luogo la vicenda. Colpisce, inoltre, l’elemento familiare, così ben delineato da farci sentire parte integrante della famiglia Shelby. Non da ultimo i personaggi femminili paiono avere, talora, un ruolo inaspettatamente superiore a quello maschile, anch’esso di per sé dominante. Possiamo aggiungere, infine, la classe e la bravura di Cillian Murphy, che interpreta Tommy Shelby, il boss della gang e che rappresenta, senza dubbio, il vero valore aggiunto della serie.