1964: la Biennale della rivoluzione pop

L’arte contemporanea sembra essere ancora fonte di indignazione e scalpore, perfino per noi fruitori del 2021, abituati a qualsiasi tipo di provocazione. Come avrebbe reagito il meno smaliziato pubblico degli anni ’60 alla famosa banana di Cattelan?
La Biennale di Venezia del 1964 fece conoscere al mondo la pop art newyorkese, destando addirittura lo scandalo della Chiesa. Qualcuno parlò di “morte dell’arte”. Perfino il Presidente della Repubblica non si presentò alla cerimonia di apertura. A giudicare dalle reazioni a quella che poi venne definita la Biennale “della rivoluzione”, il pubblico contemporaneo e quello di 57 anni fa hanno davvero molto in comune. L’articolo è di Daniela Carrabs.

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Salvatore Garau: l’arte invisibile agli occhi.

L’arte può perdere completamente la propria forma tangibile e diventare totale assenza? Qual è il confine tra opera d’arte e filosofia? La pandemia ha influito sulla concezione dell’arte contemporanea?
Sono tutte domande che sorgono spontanee nel momento in cui osserviamo una Scultura Invisibile, ultimo progetto dell’artista Salvatore Garau, che ha deciso di trasformare il “niente” in un capolavoro.
Come ha fatto ce lo racconta @GiuliaCalvi nel suo nuovo articolo.

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