E tu? Ti tatueresti mai un brand?

Lo skinvertising non è altro che la pratica di tatuarsi a fini di marketing.
Ma, quali motivi spingono una persona a tatuarsi il nome o il logo del brand? Quali casi sono i più curiosi e conosciuti?

Da Reebok a Greenpeace, questo fenomeno si mostra con caratteristiche ed esiti sempre diversi. Ce ne parla la nostra redattrice Natasha Asunis nel suo ultimo articolo.

Tabù: la normalizzazione passa per la pubblicità 

Sempre più brand si stanno muovendo verso le tematiche dell’inclusività, dell’autenticità e di una diversa concezione di bellezza, con una strategia di marketing orientata a una “estetica del normale”.

Nel 2022 sono però ancora molti i tabù e i pregiudizi in cui siamo immersi, in particolare riguardo la concezione del corpo femminile.

Molte campagne pubblicitarie stanno puntando proprio ad una sovversione di questi stereotipi, nell’ottica di una cosiddetta comunicazione “disruptive”.
Ne parla Rebecca nel suo nuovo articolo.

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Inclusività nella moda e l’esempio di Louboutin

Oggi si stanno facendo dei piccoli passi per cercare di abbattere le barriere e far sì che tutti si sentano rappresentati nelle campagne dei vari brand di moda, per trasformarsi in un nuovo sistema che sia più inclusivo da tutti i punti di vista.

Un esempio è dato dal celebre brand di scarpe di lusso Louboutin, famoso per le scarpe dalla suola rossa, simbolo di sensualità ed eleganza.
La campagna di Natale 2020 firmata Louboutin non fa uso di modelle e modelli dalla bellezza stereotipata, ma presenta la nuova collezione all’interno di una cornice allegra e del tutto atipica.

Se volete saperne di più consultate l’ultimo articolo della nostra redattrice @_style_aholic_

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