Thailandia: quando un post vale 43 anni di carcere

Nel suo nuovo articolo, Marta Fornacini ci racconta la vicenda di Anchan, una 65enne condannata a 43 anni e 6 mesi di carcere per aver offeso la corona attraverso Facebook e YouTube.
Siamo in Thailandia e qui non è la prima volta che succede: secondo l’articolo 112, che prevede il reato di lesa maestà, altre persone in passato erano state condannate a 20, addirittura 35 anni di carcere.
Ma questa condanna arriva in un momento particolare per la corona e per il governo thailandesi: i giovani sono in piazza da mesi per chiedere democrazia e diritti, e per ora sembra che né la pandemia né l’asprezza delle pene possa fermarli.

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Il seno femminile nella storia dell’arte

La rappresentazione del seno femminile nell’arte figurativa abbraccia una storia complessa e davvero antica, poiché le prime riproduzioni dell’organo femminile risalgono al Paleolitico, per poi evolversi – nel suo significato materno, ma anche erotico, sensuale ed estetico – nel corso dei secoli successivi. Ripercorrerne le tracce può offrire un valido spunto per una riflessione più…

La rivendicazione dei capezzoli

Nell’ambito dalla rappresentazione della nudità sui social media, che già di per sé non è consentita, spicca una particolare problematica che riguarda una parte del corpo che, pur presente in entrambi i sessi, viene censurata in modo selettivo solo in quello femminile: i capezzoli. Anche se abbiamo alle spalle millenni di storia dell’arte che ritrae…