Hijra: tra transgender e sacralità

Hijra: una comunità che sfida la tradizionale classificazione di genere occidentale, tanto da essere definita il terzo sesso. Forse pochi la conoscono, ma la sua storia è antica quanto la tradizione filosofica indiana di cui fa parte. In netto rifiuto di un genere prestabilito e connotata da una dimensione sacra, questa comunità ha subìto una persecuzione culturale e politica che l’ha portata a vivere, oggi, nell’ombra. In concomitanza con il Pride Month, la nostra redattrice Rachele Gatto (@_gargantuaa_) ci illustra come possiamo comprendere la lotta di genere, anche attraverso uno sguardo interculturale che superi altri tipi di barriere.

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Malala Yousafzai e il cambiamento nelle piccolezze.

Il cambiamento ravvisabile nelle grandi cose è indubbiamente gratificante. Ma c’è una verità, a volte più scomoda da metabolizzare: il cambiamento, quello vero, parte dalle situazioni relegate al margine. Perchè i visionari, quelli che il cambiamento lo vedono, spesso hanno troppi mezzi per portarlo avanti. Troppe responsabilità. Il cambiamento parte da chi non ha nulla da perdere, da quelli che assurgono ad antieroi. Nel suo ultimo articolo, Valerio Abrami ha voluto descrivere loro tramite una figura che li incarna pienamente: Malala Yousafzai. Non una visionaria futurista, ma umile donna che, prima di vederlo, ha capito che il cambiamento va sentito. Con il cuore leggero dei piccoli passi, senza l’affanno della corsa.

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Pride Month: cosa rispondere ai fautori del “è solo una carnevalata”

Come ogni anno, in prossimità del mese di giugno, un Anti-Pride un mattino si sveglia e decide di esclamare a gran voce “il Pride è una carnevalata”, “siete voi che vi ghettizzate”, oppure ancora ”facciamo anche gli Etero-pride”, cercando consensi tra i suoi interlocutori.

Come rispondere a tono a questo tipo di affermazioni, il più delle volte espresse senza nemmeno comprendere il significato del termine “pride”? Ce ne parla la nostra redattrice Martina Rosso nel suo ultimo articolo.

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@torinopride
@arcigaytorino

Giornata Mondiale della Voce 2022: ottava edizione

La redattrice Sofia Racco ha partecipato all’evento organizzato dal Laboratorio di Fonetica Sperimentale ‘Arturo Genre’ a Palazzo Nuovo in occasione della Giornata Mondiale della Voce: nel suo ultimo articolo racconta della molteplicità di interventi che hanno affrontato da punti di vista differenti il tema dell’importanza dello strumento voce come veicolo di individualità e di relazioni collettive.

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@unitorino

Sughra: la sposa bambina

Il fenomeno delle spose bambine colpisce circa 12 milioni di ragazze ogni anno.
Oggi la nostra redattrice Natasha Asunis ci racconterà la storia di una di loro: Ghulam Sughra.
Da giovane sposa bambina, grazie al suo impegno e al perseguimento dei suoi ideali, è riuscita a diventare un’attivista per l’emancipazione femminile, riuscendo a sconfiggere i tabù e le imposizioni della sua famiglia e del suo villaggio.
La sua fondazione è riuscita ad aiutare migliaia di donne pakistane, non solo finanziariamente, ma anche cercando di renderle libere.
Il suo più grande sogno infatti era ed è che tutte le donne del suo paese possano alzare la propria voce.

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I rider di Uber Eats… da vicino

Cosa sappiamo di preciso sul caso di Uber Eats? In questa intervista per The Password, Marta Savoretto presenta il caso e intervista Giulia Druetta, l’avvocata che ha difeso i rider di Uber Eats.

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“L’Italia è una Repubblica fondata sulla morte”: nuova vignetta di @elle_fa_cose

Da sempre ci viene insegnato che: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”… Ma cosa succede quando il lavoro uccide più degli assassini?
Vorremmo fosse clickbait, ma è la verità.
Dall’inizio dell’anno al 26 settembre, le vittime di omicidio volontario sono state 211.
Possono sembrare poche, ma provate a immaginarle tutte in una stanza. Ora sembrano di più, giusto?
Bene, adesso prendiamo questa stanza e mettiamoci dentro il doppio delle persone. Poi il triplo. E aggiungiamo ancora qualcuno.
Ecco, ora avete una vaga percezione di quanti siano stati, quest’anno, i morti sul lavoro.
Nei primi 8 mesi del 2021 i morti sul lavoro sono stati ben 772.
Più di tre volte e mezzo i morti per omicidio.
Questa settimana, tra martedì e mercoledì, si è arrivati a 10 vittime nel giro di 24 ore e, solo nella giornata di ieri, 4 operai sono morti a causa di esalazioni tossiche del mosto.
Operai, lavoratori, uomini che dovevano essere ancora vivi ma non lo sono.

Vignetta e copy di @elle_fa_cose

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Être une femme ambitieuse: volonté à réprimer ou nécessité à exiger?

Depuis les année 80 les femmes sont entrées dans le monde du travail même dans des rôles importants. Cette nouvelle situation a remis en question l’autorité masculine. Les femmes fortes et ambitieuses font peur, donc on essaie d’en refréner l’atteinte par n’importe quel moyen.

L’une des solutions peut être celle de développer une nouvelle école qui ne s’appuie pas sur les stéréotypes.

Giulia Garjona, avec cet article, nous explique ce changement et pourquoi il est primordial de fare face à cette problématique

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L’Eros spiegato da Eva Cantarella: tra emancipazione, misoginia e omosessualità

In questo suo ultimo articolo, Federica Seni Ferreri spiega quanto il tema dell’Eros nelle sue diverse forme sia stato tabù per molto tempo.
Eva Cantarella, docente universitaria di Dritto Romano e Greco, è stata la prima studiosa a parlare nei suoi saggi dell’amore e della sessualità nel mondo antico.
Cosa stupisce delle sue letture? Il fatto che dopo millenni, pochi sono i passi avanti che sono stati fatti dalla società contemporanea. I diritti riguardanti le donne e la sfera omosessuale costituiscono recenti conquiste, che sono frutto di sacrifici e sforzi da chi è vissuto prima di noi. Conoscere la situazione della donna nell’antichità e paragonarla a quella dei giorni nostri ha effetti preoccupanti: pochi sono i passi avanti e, fino a qualche anno fa, la situazione della donna e degli omosessuali dal punto di vista giuridico doveva, e tuttora deve, far fronte a una grave mancanza di tutela e a condizioni svantaggiose.

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IVG: l’obiezione di coscienza e il corpo della donna come scenario dei conflitti

Sono stati molti quest’anno i movimenti e i cambiamenti radicali nell’apparente immobilità della pandemia.
Alla soglia del nuovo anno 2021 in Argentina l’aborto libero e sicuro diventa legge, le strade si riempiono di festanti mascherine e bandiere verdi.
Ma sono ancora molti i Paesi in cui questo diritto non è garantito o addirittura permesso solo in caso di stupro.
In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è regolata dalla legge 194. Lo scorso settembre, a circa 40 anni dal riconoscimento e dalla tutela per la donna che sceglie di abortire, sono scese in piazza le manifestanti rosa protestando a gran voce per l’esercizio ostacolante e irrispettoso dell’obiezione di coscienza, che spesso mette in serio pericolo la vita delle pazienti. Ma la questione è controversa e più ingarbugliata di quel che sembri. In questo articolo Arianna Guidotto analizza il fenomeno mettendone in luce le molteplici sfaccettature.

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