Corea del Sud e del Nord: Kim il-Sung contro la saggezza del mercato [parte 1]

Come la Germania, anche la poverissima Corea, potenza sconfitta, venne divisa nel 1948 in quelli che erano i due sistemi economici concorrenti. Oggi, trascorsi poco più di settant’ anni da quella divisione, chiaro ci appare il vincitore:
• il PIL pro capite dei nordcoreani, stando ad alcune stime, non supera i 583 dollari, mentre quello dei sudcoreani è di circa 31000 dollari annui (collocando lo stato in dodicesima posizione per PPP);
• secondo l’indice della libertà economica la Corea del Sud si colloca al ventisettesimo posto tra paesi più liberi del mondo con un punteggio di 90,7 punti su 100 nella categoria libertà di impresa, appena dietro la Germania (venticinquesimo posto) e davanti al Giappone, (trentesimo). La Corea del Nord, al contrario, si colloca al 180° posto con solo 5 punti su 100 nella stessa categoria;
• la Corea del Nord riesce a malapena a garantire la sussistenza in ambito agricolo, la Corea del Sud, nonostante la sua dimensione ridotta (circa 1/3 dell’Italia) si aggiudica l’ottava posizione per export e i suoi marchi sono noti in tutti il mondo (Samsung, Hyundai, LG).

Studieremo dunque, in due articoli distinti, le vicende che hanno portato questi due Stati a esiti così diversi, attraverso l’analisi svolta da Rainer Zitelmann in “La forza del capitalismo”.

Scuola di liberalismo. Intervista a Simona Ferrero

Simona Ferrero è una studentessa dell’Università degli studi di Torino, nonché redattrice di The Password. Durante il primo semestre ha avuto l’opportunità di partecipare alla Scuola di Liberalismo scrivendo, alla fine del percorso, una tesina intitolata “Sulla laicità” che le ha permesso di vincere un premio accademico. Oggi abbiamo avuto l’opportunità di intervistarla. A che…

To MES or not to MES – that is the question

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Will_Ita: per capire ciò che ci circonda e fare un figurone a cena

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Rwanda: un modello di sviluppo per l’Africa?

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Belt & Road Initiative – Il “piano Marshall” di Pechino

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