GERD: La diga della discordia

A pochi mesi dal secondo riempimento previsto della Grand Ethiopian Renaissance Dam, la diga sul Nilo Blu, fortemente voluta dall’Etiopia per risolvere i problemi energetici del Paese, Etiopia, Sudan ed Egitto non hanno ancora raggiunto un accordo sulle quote di acqua del Nilo spettanti a ognuno di essi. I negoziati sono a un punto morto, mentre la vita di milioni di persone e gli ecosistemi che dipendono dall’acqua del fiume rischiano di essere irrimediabilmente stravolti. Nel nuovo articolo di Eleonora Bolzan approfondiremo quali sono gli interessi in gioco e le potenziali conseguenze di un mancato compromesso.

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Etiopia: cos’è successo tra governo federale e Fronte di liberazione del Tigré

Oscurato dalla seconda ondata di Covid 19 e con le poche informazioni che trapelavano a causa dell’assenza di giornalisti nella regione, il conflitto in Etiopia sembra essere passato in sordina, nonostante nel giro di un mese abbia fatto migliaia di morti e circa un milione di sfollati.
Il governo federale di Abiy Ahmed, considerate illegittime le elezioni nella regione del Tigray e usando come pretesto l’attacco delle forze tigrine alle basi dell’esercito federale, la notte tra il 3 e il 4 novembre scorsi ha lanciato l’offensiva militare contro le forze ribelli del TPLF.
Il 28 novembre il primo ministro ha annunciato la presa di Mekelle (capitale tigrina) arrivando così alla fine delle ostilità, ma non di certo alla conclusione della crisi umanitaria.

Abiy Ahmed Ali, da soldato ribelle a Premio Nobel per la Pace

“Per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea.” 11 ottobre 2019; ecco come il Comitato per il Nobel norvegese ha motivato l’assegnazione del Premio Nobel per la pace a Abiy Ahmed Ali. Un…