Lieto fine (?): nuova vignetta di @vignette_incazzate

Immaginate di essere una donna nel 2021 e sapere che i vostri diritti sono continuamente messi in discussione e calpestati da chi non possiede nemmeno una vagina.

Questo è quello che è successo in Texas, dove è entrata in vigore la “legge del battito cardiaco” proposta dal governatore Abbot.
La nuova legge vieta l’interruzione volontaria di gravidanza dopo appena sei settimane di gestazione, compresi i casi di stupro e incesto.
È la più restrittiva di sempre negli USA e rende l’accesso all’aborto estremamente impossibile, poiché nel primo periodo della gravidanza quasi nessuna donna sa di essere incinta.

E, come se non bastasse, la legge prevede che chiunque possa denunciare i medici e chi aiuti una donna a ottenere una IVG, mettendo in atto una vera e propria caccia alle streghe.

Ringraziamo la nostra @vignette_incazzate, che con la sua vignetta ci ricorda che la libertà finisce dove la parità e i diritti vengono negati, anche in un Paese che si definisce democratico come gli USA.

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IVG: l’obiezione di coscienza e il corpo della donna come scenario dei conflitti

Sono stati molti quest’anno i movimenti e i cambiamenti radicali nell’apparente immobilità della pandemia.
Alla soglia del nuovo anno 2021 in Argentina l’aborto libero e sicuro diventa legge, le strade si riempiono di festanti mascherine e bandiere verdi.
Ma sono ancora molti i Paesi in cui questo diritto non è garantito o addirittura permesso solo in caso di stupro.
In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è regolata dalla legge 194. Lo scorso settembre, a circa 40 anni dal riconoscimento e dalla tutela per la donna che sceglie di abortire, sono scese in piazza le manifestanti rosa protestando a gran voce per l’esercizio ostacolante e irrispettoso dell’obiezione di coscienza, che spesso mette in serio pericolo la vita delle pazienti. Ma la questione è controversa e più ingarbugliata di quel che sembri. In questo articolo Arianna Guidotto analizza il fenomeno mettendone in luce le molteplici sfaccettature.

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La controversa circolare piemontese sull’aborto farmacologico

Ricordate il caso dell’Umbria di questa estate, quando la Giunta aveva previsto l’obbligo di ricovero ospedaliero di tre giorni per l’assunzione della pillola abortiva, la RU 486? Le proteste erano state molte e il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva risposto dichiarando l’aggiornamento delle linee guida, avvenuto il 13 agosto 2020: ora le Linee di…

Un piccolo passo avanti nell’applicazione della Legge 194?

Il mai risolto dibattito sull’IVG (interruzione volontaria della gravidanza) si era riacceso a giugno, quando la Regione Umbria, guidata dalla presidente leghista Donatella Tesei, aveva abrogato la decisione presa dalla precedente amministrazione regionale, ripristinando l’obbligo di ricovero ospedaliero di tre giorni per l’assunzione della pillola abortiva, la RU 486. L’IVG infatti – di cui abbiamo…