Peppino Impastato: un ragazzo che ha segnato il destino

A 44 anni dalla morte, Peppino Impastato continua ad essere una figura di riferimento per chi crede in un mondo più giusto. Spesso si tende a pensare che esistano dei limiti insuperabili, delle “condanne” che ognuno di noi si porta dietro per tutta la vita e dalle quali risulta impossibile smarcarsi. La storia di Peppino smentisce questa tesi, dimostrandoci l’esatto contrario: c’è gusto nello sfidare una sorte infausta, c’è grandezza nel battersi, anche a costo della propria vita, per riuscire ad invertire una rotta indesiderata. Il destino ci aspetta, costi quel che costi, e se scommettiamo su una causa giusta, non potrà che restituirci un esemplare esempio di giustizia, di onore e di libertà. Il bene che forse è uno dei pochi degni di rendere meraviglioso il percorso tortuoso del vivere.

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L’eredità di padre Pino Puglisi, detto 3P

Oggi, 28 anni fa, un prete minuto con le orecchie grandi e un cuore ancora più grande, veniva assassinato davanti al portone di casa sua dai sicari di Cosa Nostra.
La sua colpa? Aver puntato sui giovani, aver cercato di togliere dalla strada e dal giro della malavita quanti più ragazzi possibile, aver messo in pratica i precetti del Vangelo.
Padre Pino Puglisi, detto 3P, è stato il primo prete assassinato dalla mafia e oggi, nel giorno del suo 84° compleanno e anniversario di morte, vogliamo ricordarlo con l’insegnamento più grande che ci ha lasciato: se ognuno fa qualcosa…
Leggi perché è stato definito un prete antimafioso e in che modo ha sfidato Cosa Nostra nell’articolo di @beblitzz.

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“Fine pena mai”: la Corte costituzionale in tema di ergastolo ostativo

Con un comunicato emesso il 15 aprile 2021, la Corte costituzionale ha ritenuto incompatibile con la Costituzione l’attuale disciplina dell’ergastolo ostativo, noto come “fine pena mai”.

Nel suo nuovo articolo, #MartaSavoretto esamina questo severo istituito che ha rappresentato, all’indomani della strage di Capaci, la dura risposta dello Stato agli attacchi della mafia.

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Giornalisti uccisi per mano mafiosa: la storia di Mauro De Mauro

Nel 2017 lo Stato Italiano ha riconosciuto il 21 marzo come “Giornata Nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, voluta da Don Ciotti a partire dal 1996.

Tra l’infinita lista delle vittime innocenti di mafia figurano undici giornalisti italiani uccisi perché facevano il loro lavoro e sulla cui morte aleggia una nube di mistero.

Tra questi ricordiamo Mauro De Mauro, rapito nel 1970 da Cosa Nostra perché vicino a verità fondamentali che non avrebbero dovuto mai vedere la luce.

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Quel che resta dopo la morte di Riina

Di Salvatore “Totò” Riina si è scritto e raccontanto quasi tutto: libri, film e serie televisive negli anni ci hanno descritto le atrocità di cui “il capo dei capi” è stato capace. Quello di cui forse non siamo, o vogliamo, essere tutti completamente coscienti è il segno che la sua storia lascia in noi, in…

Beppe Alfano, giornalista controcorrente

Esistono molti modi di fare giornalismo: esiste il giornalismo televisivo, quello radiofonico, quello online e il più classico su carta stampata; esistono molti tipi di giornalisti, divisi principalmente per le materie di cui si occupano, e poi esistono quei giornalisti che, proprio per come lavorano, diventano eroi. Senza volerlo essere, senza aspirare a divenirlo, alcuni…

23 maggio 1992: ogni fatto umano non è invincibile

Il 23 maggio in Italia viene associato ad un solo anno, il 1992: anno di terremoti veri e propri, culminati – o forse generati – da una strage che ha sventrato non solo l’autostrada che porta dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, ma l’Italia intera. La storia che ha portato a questa strage è, purtroppo,…

3 semplici e grandi missioni

Giovedì 14 gennaio 2016 si è svolto al Centro Sonika di Moncalieri il secondo incontro per la riapertura del presidio Peppino Impastato. Davanti a circa una ventina di ragazzi, già presenti al precedente incontro, la responsabile Maria Josè Fava ed il referente di uno dei due presidi di Ivrea, hanno delineato i tre pilastri di ogni…

Bastaddi, ovvero quando i buoni così buoni non sono

di Giulietta De Luca L’anno è il 1941. Il colonnello nazista Hans Landa, soprannominato “il cacciatore di ebrei”, fa irruzione in una casetta della campagna francese e ordina la strage della famiglia ebrea Dreyfus, lasciando in vita solamente la figlia maggiore, Shosanna, che fugge a Parigi e si crea una nuova identità. In una storia…

Uno scontro lungo (almeno) vent’anni

Immaginiamo un salotto, un divano, un tavolino, delle tazzine di caffè e due amici, due ex colleghi di cui uno più anziano e con più esperienza dell’altro. Immaginiamoli parlare del loro lavoro, delle difficoltà e delle speranze che vi hanno riposto e delle soddisfazioni, a volte amare, che la passione per il loro mestiere gli…