Premi del pubblico

Se provaste a cercare su Google le voci: “Innovazione significato” trovereste scritto: “Introduzione di sistemi e criteri nuovi”. Si può dedurre, quindi, che tale processo porti inevitabilmente a qualcosa di utile e positivo per il futuro.

Se, poi, parliamo di innovazione del linguaggio in televisione, possiamo immaginare una comunicazione inclusiva, che rispetta e difende le minoranze.

E invece no, poveri illusi.

Su RAI2, ai Seat Music Awards, è stato il duo Pio&Amedeo a ricevere un premio per – citiamo testuali parole – “aver innovato il linguaggio televisivo e per saper cogliere le sfaccettature della vita quotidiana rendendole spettacolari con ironia e irriverenza”.

Ricordiamo a tutti che i due comici hanno fatto un intero monologo ripetendo la f-word e la n-word, e sottolineando il fatto che le vittime di omofobia e razzismo dovrebbero farsi una risata!

Beh, cari @pioeamedeo82 e @instarai2, complimenti per aver perpetrato un sistema così antiquato: anche essere retrogradi in tutto è una novità. Negativa, ma pur sempre una novità.
Copy di Rossella Cannella; vignetta di Daniela Montella (@vignette_incazzate).

#pioeamedeo #razzismo #omofobia #seatmusicawards #Rai2 #ThePassword #ThePasswordUnito

Olimpiadi 1968: un pugno in faccia al razzismo

È con l’inizio dell’autunno 1968 che il pugno nero inizia a svettare nei cieli del mondo, alzandosi dal gradino più alto del podio delle #olimpiadi di Città del Messico.
Col passare degli anni il pugno nero è diventato un modo per combattere contro il razzismo, riacquistando sempre più valore in seguito alle proteste nate dopo la morte di George #Floyd.

A parlarcene nel suo nuovo articolo è Gaia Bertolino.

#specialeolimpiadi #olimpiadi1968 #cdm1968 #tommiesmith #blm #blmitalia #georgefloyd
#thepassword #thepasswordunito #unito #gaiabertolino

Pose, tra fiction e realtà

Il 2 maggio è iniziata l’ultima stagione di “Pose”, lo show FX creato da Ryan Murphy. La serie racconta della comunità LGBTQ+ nera e latina delle ballroom di New York, a cavallo fra gli anni 80 e 90. Nelle prime due stagioni abbiamo assistito a innumerevoli e spettacolari ball e abbiamo avuto occasione di riscoprire pezzi di storia contemporanea dimenticati troppo velocemente. “Pose” è un’occasione per fare un viaggio in realtà sconosciute e per approfondire la conoscenza di figure ormai mitologiche della scena delle ballroom di New York.

#pose #netflix #serietv #lgbtq+ #ThePassword #DanielaCarrabs #ThePasswordUnito

Zero: l’eroe del Barrio

Zero è la nuova serie Netflix Italia lanciata il 21 aprile che porta alla ribalta gli italiani di seconda generazione. Ambientata nel Barrio, estrema periferia milanese, dove ogni giorno Omar e la sua crew dovranno combattere per difendere Il Quartiere, la propria vita e le proprie radici. Zero è una storia di inclusività, di riqualificazione, di amore e amicizia.
L’obiettivo della serie è scardinare alcuni stereotipi tipici della nostra cultura attraverso le parole di un cast giovanissimo che parla la nostra stessa lingua e con un accompagnamento musicale che passa da Mahamood a Madame.
Ce ne parla @FabianaBrio nel suo ultimo articolo.
#zero #netflix #netflixitalia #ilbarrio #inclusività #uguaglianza #razzismo #italianidisecondagenerazione #serietv #antoniodikeledistefano #thepassword #thepasswordunito

I profili social tra attivismo e leggerezza

I social sono un mezzo di diffusione potentissimo ed è giusto sfruttarlo il più possibile per le ragioni giuste. @anna_franzu oggi ci presenta quattro interessanti profili di due coppie torinesi, che utilizzano la loro fama per normalizzare la realtà che vivono ogni giorno. Momo e Raissa ci mostrano le discriminazioni e i pregiudizi che affrontano nella loro vita di coppia mista, rispondendo sempre con ironia e astuzia all’odio. Giulia e il marito Andrea mettono invece in evidenza gli ostacoli che ancora si presentano a chi vive in carrozzina, senza però lasciare che questi siano una ragione per abbandonare il loro sogno: visitare tutte le meraviglie del mondo.
#annafranzutti #thepassword #unito #profili #attivismo #positività #pregiudizi #razzismo #disabilità #viaggiare #ironia #tiktok
@raissarussi @mibayed @_giulia_lamarca @ted

#stopasianhate: un problema a lungo sottovalutato

Gli Stati Uniti si ritrovano a fare i conti con uno storico problema, sottovalutato da decenni: il razzismo nei confronti delle minoranze asiatiche. L’attentato alle Spa di Atlanta del 16 marzo, costato la vita a otto vittime, ha confermato che non si parla più di casi isolati ma di qualcosa di più radicato e sistemico, come tristemente denunciato dal movimento #stopasianhate. Le aggressioni proseguono senza che la polizia americana sembri seriamente intenzionata a fare qualcosa per arginare questa situazione, risultando a volte anche complice.

#stopasianhate #razzismo #odiorazziale #statiuniti #usa #atlanta #aggressioni

#StopAsianHate: l’intervista a Tianzi Yang (@discoveringchinawithbao)

Sempre legato al tema del #StopAsianHate, già affrontato in precedenza, la nostra redattrice Malvina Montini indaga ulteriormente sul crescente razzismo che si va sviluppando verso persone asiatiche, guardando alla situazione italiana e non solo.

Attraverso le parola di Tianzi Yang, fondatrice della pagina Instagram @discoveringchinawithbao, la nostra redattrice indaga su quello che è il razzismo, così come viene percepito dalle persone che lo subiscono e promuovendo la pagina di Tianzi come una porta su una “nuova Chinatown multiculturale”, in cui possa esistere un sano scambio di opinioni e possa crearsi uno spazio di reciproca conoscenza.

#stopasianhate #StopAsianHate #Stop #discoveringchinawithbao #paginainstagram #noalrazzismo #solidarietà #isoliamoilrazzismo #iononsonounvirus #JeNeSuisPasUnVirus #statiuniti #italia #malvinamontini #stophate

Tag:
@discoveringchinawithbao
@radiocinaitalia
@europeanguanxi
@alessiainprogress
@hubitaliacina
@cinainitalia
@incinalamondo
@parliamodicina
@chineseaffairs
@chinacommunication
@china_files
@lorenzolamperti
@anvedicina
@sviluppoitaliacina
@unione_giovani_italo_cinesi
@confuciounito
@fior_di_cina
@nonsolobacchette

Le conseguenze sociali del Covid: #StopAsianHate

Le aggressioni razziste nei confronti di cittadini di origine asiatica sembrano aumentare, soprattutto dopo il Covid-19.
Daniela Carrabs ci parla del movimento #StopAsianHate, nato negli USA in risposta a queste discriminazioni.
L’associazione si prefigge di portare all’attenzione pubblica questi episodi e combattere gli stereotipi alla base di queste violenze.

@stopaapihate @a3pcon

“I want my dad” – Il grido sordo a Rochester

E’ il 29 gennaio 2021 e nella città di Rochester (USA, Stato di New York) una bambina di nove anni, durante una crisi psicotica, viene costretta a salire su un’auto della Polizia Locale dopo essere stata immobilizzata con le manette per poi ricevere dello spray urticante negli occhi.
In questo articolo Gaia Bertolino analizza la vicenda verificatasi a Rochester poche settimane fa e quella avvenuta nella medesima cittadina dieci mesi fa che hanno visto morire il quarantunenne Daniel Prude.
La domanda sorge spontanea: a quanti episodi di violenza dobbiamo ancora assistere prima che il privilegio bianco si trasformi in un mero ricordo?
#rochester #razzismo #privilegiobianco #america #elbapope #danielprude #blacklivesmatter #blm #blmitalia #uguaglianza #thepassword #thepasswordunito #unito #gaiabertolino

Blackface: non si scherza sulla pelle degli altri

“Non sono razzista, ma…” è diventata una frase obsoleta, se non sei razzista, non lo sei e basta e non esiste congiunzione avversativa che tenga. È comunque importante dire che non tutte le frasi, comportamenti, atteggiamenti razzisti che si possono avere sono volontariamente fatti con l’intento di essere discriminatori e offensivi, ma la loro reiterazione…