10 febbraio: giorno del ricordo

Oggi, 10 febbraio, è il Giorno del Ricordo dedicato alle vittime della persecuzione nel confine orientale italiano nel secondo dopoguerra. Una vicenda in cui diversi interessi politici e nazionali si sono intrecciati per anni e di cui si è cominciato a parlare più chiaramente solo negli ultimi due decenni. Chi sono state le vittime della repressione di Tito e per quale motivo è successo tutto questo? @anna_franzu apre una finestra sulle persecuzioni avvenute in quegli anni nella regione: quella contro gli italiani che vivevano in quelle terre e il seguente esodo e quella, dovuta a motivi molto diversi, della repressione verso coloro che, slavi e italiani, supportavano il comunismo sovietico.
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Come si diventa giornalisti in Italia?

Come diventare giornalisti in Italia? Ce lo spiega in questo articolo Marina Lombardo. Innanzitutto è importante sapere che c’è differenza tra un professionista, che fa unicamente il giornalista di professione, e un pubblicista, che pubblica articoli ma svolge anche un altro lavoro. Per diventare un professionista non è necessaria la laurea (ma con una triennale si può accedere ai master biennali di giornalismo); è necessario invece aver svolto 18 mesi di praticantato o, in alternativa, avere frequentato una scuola biennale di giornalismo, e poi superare l’esame di idoneità, per richiedere poi l’iscrizione al registro dei praticanti.
Requisiti fondamentali sono: ottima conoscenza della lingua italiana, scritta e parlata; cultura generale; lingua inglese e curiosità dei confronti del mondo che ci circonda. È poi fondamentale ricordare che non basta scrivere ciò che si vede: un giornalista deve fare anche da mediatore intellettuale.

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Alimentazione sana e comunicazione online: disturbi e problemi

L’alimentazione sana e la comunicazione online non sempre vanno di pari passo. Foto e influencer spesso possono provocare gravi disturbi, a causa dell’immagine stereotipata dei loro corpi: fisico magro, denti bianchi, volti sorridenti, pelle liscia e perfetta diventano sinonimi di salute e di “felicità”. Ma è davvero così? Una comunicazione corretta può comportare conseguenze positive, ma, al tempo stesso, slogan incentrati sulla magrezza a tutti i costi possono comportarne di disastrose. Nel suo nuovo articolo, Marina Lombardi indaga il rapporto tra alimentazione, social e benessere psicofisico e le sue implicazioni, diverse per ogni soggetto.

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Un’app per combattere gli sprechi alimentari

Lo spreco alimentare è un fenomeno sempre più allarmante: ogni anno nel mondo circa 1/3 del cibo prodotto viene gettato via. Ma esistono dei modi per contrastare gli sprechi. Nel suo articolo Francesca Formento ci parla di un’applicazione che è stata creata con lo scopo di salvare il cibo invenduto da supermercati e altri esercenti, andando a ritirarlo sul posto a prezzi ridotti. Si chiama Too Good To Go e i suoi utenti si definiscono “Waste Worrior”. L’idea è di risparmiare sugli sprechi e sui costi d’acquisto dei prodotti, contenuti nelle cosiddette “Magic Box”. A Torino sono ormai tantissimi i bar, le pasticcerie e i supermercati che hanno aderito all’iniziativa.
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La malnutrizione nel primo mondo: i deserti alimentari

Nell’articolo di Daniela Carrabs, secondo il dipartimento dell’agricoltura statunitense, quasi 24 milioni di cittadini non hanno libero accesso a frutta, verdura e prodotti freschi. Queste persone vivono nei food desert, aree desolate in cui il junk food e la povertà prevalgono e il primo supermercato può trovarsi anche a decine di chilometri di distanza. Come è possibile che questo accada in uno dei paesi più ricchi del mondo?

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La religione sta dietro alle nostre abitudini: quanto ne siamo davvero distanti?

Tra chi professa una religione, chi è ateo e chi non si definisce c’è un filo comune che influenza i nostri comportamenti, si tratta di cultura?
Marina Lombardi, in questo articolo, ci spiega che, di fatto, sì. Anche senza che ce ne rendiamo conto, tanti aspetti della religione sono ormai radicati nei comportamenti di tutti, anche in coloro che non sono credenti. Per questo motivo, ci si tiene a fare una pausa alla domenica e si prendono le ferie in prossimità del Natale o della Pasqua; per questo ci si fanno gli auguri anche se non si crede e per questo possediamo determinate abitudini.

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La (non) vita dei campi profughi e la scuola che salva i giovani

Il nuovo articolo di Anna Franzutti ci racconta di un progetto che incentiva l’istruzione e la creatività dei ragazzi che vivono nei campi profughi. Still I rise è un’organizzazione indipendente con l’obiettivo di favorire l’educazione in alcuni dei punti più critici del pianeta. Dall’hotspot di Samos, dove tutto è iniziato, alla Siria e la Turchia, ma il progetto si sta espandendo. Da Mazí, la prima scuola costruita da Still I rise, è nata una mostra che ha fatto il giro del mondo testimoniando la vita quotidiana dei ragazzi di un campo profughi, raccolta in un libro i cui guadagni contribuiscono a finanziare il progetto educativo.
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Quando la Mole perse la guglia

Da protagonista di polemiche a simbolo più amato dello skyline torinese: la Mole veglia sulla città da più di un secolo. Difficile immaginarla diversa o peggio, assente. Nel 1953 si corse questo rischio.

Legge sulla “sicurezza globale” in Francia: le proteste e le possibili conseguenze

il 24 novembre scorso è stata approvata dall’Assemblea nazionale Francese la legge detta di “sicurezza globale”. Il progetto prevedeva modifiche riguardanti la sicurezza interna del paese e venivano date maggiori autonomie e garanzie alla polizia nazionale.
Fin dalla proposta, avvenuta in ottobre, le proteste si sono manifestate in svariate città francesi, prima fra tutte a Parigi. A scatenare le critiche è soprattutto il divieto di diffondere immagini della polizia: un fatto che per i manifestanti pone un limite alla libertà di giornalisti e cittadini di informare ed essere informati.

nuovo articolo di @anna_franzu

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Cosa mangiano i tedeschi: 7 piatti tipici

La cucina tedesca, spesso poco conosciuta, è considerata una cucina limitata. Questo perché in molti la associano esclusivamente a piatti a base di wurstel, salsicce, patate e crauti. La tradizione culinaria tedesca, caratterizzata da sapori forti e aromi decisi, è invece molto varia e spazia dai primi ai dolci. Onnipresenti, accanto a ogni preparazione, i…