Murakami: un mondo caotico a ritmo di Jazz

Il 12 gennaio il celebre scrittore giapponese Haruki Murakami ha festeggiato il suo sessantanovesimo compleanno, perciò, in occasione di questo evento, vi presentiamo una delle figure più importanti nel mondo letterario del nostro secolo.

Cominciamo col dire che leggere un libro di Murakami ed ascoltare musica jazz sono due azioni inscindibili: le lettere si convertono in note e le pagine in spartiti, ma con l’aggiunta di profonde riflessioni poetiche e di un’arte della parola magistrale.
La sua passione per questo raffinato genere nasce fin dall’adolescenza, quando Haruki frequenta locali jazz e si ritrova spesso a vagare ubriaco per le strade notturne delle cittadine nipponiche in cui svolge i suoi studi. L’elemento astratto musicale è fortemente presente nella sua produzione letteraria e funge da vera e propria colonna sonora 1. Da qui deriva un altro suo grande interesse: il cinema. Egli stesso afferma di aver visto più di duecento film in un solo anno.

Prima di scoprire la sua grande dote per la scrittura Murakami, insieme alla moglie, apre un jazz bar a Tokyo, il Peter Cat, dal nome di un suo vecchio gatto; infatti, quando trasferiscono il locale in una zona più centrale di Tokyo gli arredi vengono trasformati in stile totalmente “felino”: tavoli, tazze e quant’altro rispecchiano la sua peculiare passione per i gatti. Anche questa buffa caratteristica si può facilmente riscontrare all’interno dei suoi libri: la presenza dell’animale non è affatto rara.
Ma penetrando nella profonda essenza dello scrittore scopriamo una figura estremamente solitaria e indefinita, con una propensione verso la malinconia che traspare all’interno dei suoi scritti e che presenta un mondo dominato da contraddizioni ed incertezze, con personaggi indipendenti che non lottano contro il loro ineluttabile destino di solitudine, ma riescono a conviverci e a trovare un equilibrio. Incontriamo ragazze sfuggenti e trasparenti, storie di abbandono e addii mai pronunciati, paure umane, ma anche una sorta di limbo tra realtà e finzione, grazie alla presenza di fatti razionalmente inspiegabili.
L’incredibile abilità di Murakami sta nella completa libertà che lascia al lettore, non presentandogli mai un finale definito e piatto, né tantomeno un lieto fine poco verosimile. Ci mostra un mondo sincero, costituito da elementi caotici e razionali che coesistono, sostenendo l’idea che l’uomo è contraddizione e che non è necessario cercare una sola ed unica verità. Murakami scava nell’anima del lettore, lo mette completamente a nudo di fronte a se stesso e attraverso una scrittura straniante riporta alla luce sentimenti e riflessioni sepolte da tempo.

Sai, il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.

Haruki Murakami, I salici ciechi e la donna addormentata

Si può trovare la playlist di musica Jazz citata nei libri e quella ascoltata da Murakami stesso su Spotify.

Eleonora Grossi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...