Differenze di genere: (quasi) tutta colpa del cervello, lo dice la scienza

Uomo e donna non potrebbero essere più distanti l’uno dall’altra: diverso modo di comportarsi, diversi nell’aggregazione con i propri simili, diversi nel modo di pensare, di agire, etc.
Come recita il detto “gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”, e ancora non hanno inventato un traduttore universale che ci aiuti a capire cosa passa nella testa dei maschietti e viceversa.
Si tende a generalizzare concludendo che sia tutta una questione di sesso, ma se invece la motivazione fosse molto più profonda?

Decenni di studi e ricerche hanno infatti dimostrato che le differenze sono riscontrabili prima di tutto nella funzionalità dell’organo che ci rende esseri umani: il cervello. È proprio nel “centro operativo” nel nostro organismo che si evidenziano le più remote divergenze tra maschio e femmina.
A questo punto ci si domanda: esiste un cervello maschile e uno femminile? Secondo la scienza è proprio così.

Il cervello è l’organo più affascinante e complesso del nostro sistema, ed a oggi alcune delle sue funzionalità sono ancora oggetto di studio. E come si svolgono indagini per capire le funzionalità del cervello, dei team di ricercatori si sono dedicati alla comprensione delle sue mansioni in rapporto ai due sessi. Il risultato: anche il cervello ci rende dissimili.
Le prime ricerche sull’encefalo hanno preso avvio dai primi anni del Novecento nel corso del quale gli studiosi si sono interessati al funzionamento del cervello basandosi su calibrazioni della cassa cranica, peso e dimensione dell’organo – tra le più note le indagini svolte dal nostro connazionale Cesare Lombroso, padre della fisiognomica, che studiava il rapporto tra cervello e tendenza alla criminalità – ma è stato l’avvento della tecnologia a fornire mezzi più efficaci per compiere indagini più approfondite.

In medicina il cervello è stato suddiviso in quattro aree, i lobi, raggruppati in due emisferi: l’emisfero destro e quello sinistro. A questi sono state associate alcune competenze specifiche:

  • All’emisfero sinistro appartengono competenze di carattere logico, miglior utilizzo della ragione e vi compete un’attenzione maggiore a praticità e ordine;
  • All’emisfero destro sono associati aspetti legati alla sfera astratta, come una maggior empatia, immaginazione più sviluppata, la gestazione delle emozioni e la percezione artistica.

Dati questi elementi, le caratteristiche dei due emisferi celebrali sono state associate ad abilità e competenze riscontrabili in uomo e donna associando all’uno l’emisfero sinistro, quello più logico, e all’altra l’emisfero destro creativo ed empatico.

A confermare questa suddivisione lo stereotipo che gli uomini eccellessero in generale nelle materie scientifiche e che le donne fossero migliori nelle discipline umanistiche.
Dunque gli uomini usano l’emisfero sinistro e le donne l’emisfero destro?

Uno studio condotto dall’Università della Pennsylvania (USA) ha fatto un inaspettato passo avanti facendo luce su questo mistero.
La neuroscienziata Ragini Verma, una ricercatrice universitaria, ha condotto un’indagine su un gran numero di soggetti per tracciare una mappatura del cervello alla ricerca di informazioni utili riguardo alle sue connettività. I risultati sono stati un’autentica sorpresa rendendo evidenti alcune divergenze tra uomo e donna.
Verma con il suo team hanno utilizzato avanzate tecniche di neuroimagining – con particolare attenzione alla visualizzazione del tensore di diffusione (il DTI, diffusion tensor imaging) – per fare un tracciato, tramite risonanza magnetica, delle connessioni che avvengono all’interno del cervello. La procedura consiste nella visualizzazione in vivo, sia nei dettagli strutturali e anatomici, sia durante l’esecuzione di alcuni compiti motori e cognitivi.

Sono stati presi come campione quasi 1000 soggetti volontari di ambo i sessi con età compresa tra gli 8 e i 22 anni, e il risultato conferma che esistano alcune differenze neuro-biologiche tra uomo e donna a livello dell’interconnessione cerebrale: nel cervello maschile prevale una comunicazione intraemisferica (interne ai due emisferi), in quello femminile la comunicazione è di tipo interemisferica (da un emisfero all’altro).    L’indagine ha inoltre dimostrato come questo tipo di connessioni emisferiche siano già presenti nei soggetti più giovani, ma che aumentino nel periodo adolescenziale fino a stabilizzarsi in età adulta.

cervello-uomo-donna

Avviene dunque che i cervelli maschili siano strutturati in modo da facilitare il dialogo tra la percezione e le azioni coordinate, abilità che rende gli uomini eccellenti nelle attività motorie e più predisposi all’analisi spaziale, mentre i cervelli femminili prediligono la comunicazione tra processi analitici e intuitivi rendendole più empatiche, predisposte nel fare più cose contemporaneamente e migliori in quanto capacità mnemoniche.
Maggiori dettagli dello studio sono reperibili sulla rivista «Proceedings of the National Academy of Sciences».

Scientia docet.
Dunque questo studio rivela che alcuni radicati stereotipi sui due generi non siano poi così errati, e per quanto non faccia piacere ammetterlo sembra proprio vero che gli uomini siano migliori nella lettura delle mappe mentre le donne siano campionesse del multitasking.
Diversi sì, ma allo stesso tempo complementari.

Ilaria Cavallo

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