Il ciclo del progresso

il

“Period. End of sentence.” È un documentario Netflix diretto da Rayka Zehtabchi e finanziato dalla Oakwood School di Los Angeles nel 2018. Questa pellicola di 25 minuti ha inoltre recentemente vinto il premio Oscar 2019 come migliore cortometraggio documentario.
India, 2018. Due bambine sedute su una carpai ridono imbarazzate. Una ragazza avvolta in un velo rosso vermiglio si rifiuta di parlare perché si vergogna. Un’altra tutto a un tratto si irrigidisce. A causare queste reazioni istintive è una semplice ma incisiva domanda che immediatamente introduce il tema del documentario: che cosa sono le mestruazioni? Ancora più singolare agli occhi di chi ha maggiore consapevolezza rispetto a certe tematiche è lo sguardo spaesato di un gruppo di ragazzi che in un primo momento pensano si stia facendo riferimento al ciclo scolastico e che poi, una volta compresa a fondo la domanda, suppongono si tratti di una qualche malattia.

In India le donne sono state educate a vergognarsi del proprio ciclo, a nasconderne le prove, cambiandosi lontano dagli uomini. Come se dentro di loro ogni mese accadesse qualcosa di malvagio e pericoloso conosciuto solo da Dio che però, quando ricorre, non permette loro né di accedere ai templi né tantomeno di pregare: “Dio non ascolta le preghiere di una ragazza che sanguina”, raccontano alcune delle giovani donne di un villaggio a circa 60km da Nuova Delhi. Fra loro molte hanno una storia da raccontare, come per esempio Sneha, che, ispirandosi ad un’altra donna del suo villaggio, sogna di diventare una poliziotta. Il suo scopo è quello di “salvarsi dal matrimonio” ed ottenere quindi l’indipendenza economica. Insieme a lei, Shabana è una delle figure predominanti di questo cortometraggio. Viene ripresa più volte mentre si dedica ad incontri volti a diffondere la consapevolezza necessaria affinché il ciclo mestruale venga gestito nel migliore dei modi, spiegando alle telecamere come lentamente l’uso dei “pannolini” stia sostituendo quello dei panni di stoffa, causa di troppe infezioni.

Un altro personaggio del documentario è Arunachalam Muruganantham, un imprenditore sociale originario di Coimbatore (Tamil Nadu). Egli ha inventato un macchinario in grado di produrre assorbenti a basso costo e attraverso numerose campagne si sta impegnando a sensibilizzare l’India riguardo le pessime condizioni igieniche nelle quali versano le donne durante le mestruazioni.

image
Alla domanda “che cosa sono gli assorbenti?” molte delle ragazze intervistate non sanno rispondere o spiegano di non avere i soldi per poterli acquistare. È per questo motivo che durante le riprese verrà loro insegnato ad utilizzare la macchina di Muruganantham, e ciò permetterà loro, innanzitutto, di diffondere gli assorbenti a basso costo nei villaggi limitrofi e in secondo luogo di trovare un lavoro. Il nome che queste donne scelgono per il loro prodotto è “Fly”, parola che simboleggia il fatto che le donne finalmente possano “prendere il volo” verso l’indipendenza economica e verso una migliore igiene personale. Purtroppo però le mestruazioni in India sono un tabù così grande che le donne che lavorano in questo sistema sono obbligate a dire ai loro parenti (specialmente maschi) che producono pannolini per bambini o addirittura a nascondere loro la verità. Successivamente la figura della giovane Suman ci introduce all’organizzazione di questo lavoro, raccontando quali orari e regole vengano applicate e di come spesso le lavoratrici siano costrette a rispettare i ritmi di erogazione dell’energia elettrica.
Il cortometraggio procede illustrando le varie difficoltà che le produttrici di assorbenti incontrano, come per esempio promuovere nel modo corretto l’efficienza del loro prodotto e convincere i proprietari dei negozi a venderlo, il tutto accompagnato dalla presenza costante degli uomini del villaggio e dai loro sguardi di curiosità e disapprovazione. Oltre a questo, vengono però analizzati tutti i grandi aspetti positivi del progetto, come il fatto che una moglie si senta finalmente rispettata dal marito o che una sorella sia in grado di fare un regalo al fratello grazie al proprio lavoro.
Durante le riprese molte donne manifestano interesse rispetto a questa piccola ma grande impresa, acquistando gli assorbenti o proponendo di contribuire con il loro aiuto. Per molte si tratta del primo lavoro retribuito. Sneha all’inizio non aveva idea di quanto questo potesse avere importanza, ma oggi per esempio i suoi ricavati finanziano l’addestramento in polizia.

“La creatura più forte del mondo creata da Dio non è il leone, non è l’elefante, non è la tigre. È la donna.”

Arunachalam Muruganantham.

Asia Sevega

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...