The Hunters – I Cacciatori

La prima stagione di The Hunters, ideata da David Weil e uscita il 21 febbraio scorso, è la novità di Amazon Prime. La serie è composta da 10 episodi da un’ora ciascuno e nonostante la lunghezza riesce a tenere gli spettatori incollati allo schermo grazie alla suspense, al mistero e ai colpi di scena inaspettati.

La serie è ambientata negli Stati Uniti nel 1977: protagonista è Jonah Heidelbaum (Logan Lerman), giovane ragazzo di quartiere, timido e insicuro, amante dei fumetti e dei supereroi. Jonah vive da solo con la nonna Ruth, ebrea sopravvissuta ai campi di concentramento, fin quando quest’ultima non viene uccisa da un uomo che, negli istanti prima di morire, sembra riconoscere.

Il ragazzo assiste impotente alla scena e dopo questo avvenimento viene preso sotto la tutela di Meyer Offerman (Al Pacino), un vecchio amico della nonna con cui aveva condiviso gli anni di prigionia ad Auschwitz. Jonah vuole vendicarsi della morte della nonna e Meyer gli offre un modo per farlo: l’assassino è in realtà è un ex nazista e come lui sono in tanti ad essersi trasferiti in America alla fine della seconda guerra mondiale.

Il signor Offerman, proprio per vendicarsi delle violenze subite durante la guerra, ha messo su una squadra, i Cacciatori appunto, per trovare e uccidere tutti i nazisti presenti sul suolo americano che, nel frattempo, si sono uniti in un’organizzazione per creare un Quarto Reich, sotto la misteriosa figura del Colonnello. Tutti questi omicidi hanno smosso anche l’FBI e in particolare Millie Morris, giovane ispettrice afroamericana che si mette sulle tracce degli assassini, capendo fin da subito che la questione è molto più complessa di quel che sembra e tocca anche cariche importanti dello Stato: sono stati infatti proprio gli americani a volere in patria le menti più brillanti tra i nazisti per sottrarli alle mani dell’Unione Sovietica durante la guerra fredda, nella cosiddetta operazione Paperclip (graffetta).

L’ambientazione è ben riuscita e ci cala completamente nei mitici anni ’70 grazie ai costumi, i colori, la colonna sonora e i personaggi che spesso diventano macchiette. La squadra dei cacciatori infatti è un mix di figure che sembrano uscire da un fumetto: oltre al leader Meyer Offerman e alla new entry Jonah, abbiamo i coniugi Murray e Mindy, sempre insieme dopo le tragedie subite nei campi di concentramento, l’ex attore Lonny Flash, con problemi di autostima, Roxy Jones, una giovane madre afroamericana, Joe Torrance, veterano della guerra in Vietnam e Sister Harriet, ex spia dell’MI6 e forse il personaggio più misterioso del team.


Tutta la serie è giocata su due piani temporali paralleli: da una parte il presente, che vede le avventure della squadra dei cacciatori, e dall’altra il passato, ovvero ciò che è accaduto durante la seconda guerra mondiale: sono molte le scene ambientate nei campi di concentramento, scene crude e spietate ma indispensabili per capire l’evoluzione dei personaggi.

Il fulcro dell’intera trama è la questione della vendetta: “la miglior vendetta è la vendetta” secondo le parole di Offerman, ma quali sono i limiti? Tutto è ammesso o alcune azioni rischiano di trasformarci proprio nei mostri che stiamo cercando di eliminare? è proprio questo su cui Jonah si interroga per tutta la storia, e troverà la sua risposta solo nell’atto finale, dopo un colpo di scena che lascia intuire una prossima seconda stagione per la serie.

Marta Fornacini

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