La TV è ancora decisiva?

11 marzo 2020 – un mercoledì qualunque per molti italiani, uno dei primi giorni di quarantena per la Lombardia e alcune altre province del nord Italia. Alle 21.50 il presidente Conte interviene in diretta tv per rivelare le nuove disposizioni emanate dal Governo: a partire dal 12 marzo solo uscite strettamente necessarie e chiusura di moltissime attività. L’intera Penisola si ritrova in isolamento.

L’intervento di Conte di quell’11 marzo ha registrato il 72% di share. Una cifra altissima, che dimostra quanto la televisione abbia ancora un ruolo importante, se non addirittura decisivo, come ha notato Massimo Bernardini, conduttore di Tv Talk – programma che in queste ultime settimane si è trasferito su Facebook, con una diretta ogni sabato alle 15. La scelta del trasferimento sui social media è stata dettata da motivi di sicurezza per tutti coloro che lavorano dietro le quinte del programma. Certo è che suona un po’ bizzarro parlare di quanto sia ancora decisiva la TV in una diretta su Facebook.  Harry-Potter-1280x720

Eppure, i dati mostrano che in questo periodo di isolamento gli italiani non hanno solo aumentato le ore passate sui social, a condividere fake news. No, gli italiani hanno anche aumentato le ore passate davanti alla TV, soprattutto per informarsi, ma anche per svagarsi. Basti pensare al successo di Harry Potter, una saga che ormai conosciamo tutti, ma che era esattamente ciò di cui molti di noi avevano bisogno per volare con la fantasia al di là di questa pandemia.

Così, anche in queste settimane la TV sta andando avanti, spesso con un conduttore in studio e gli ospiti, tra cui anche personaggi politici, collegati dalle loro case. Un esempio tra tutti – come dimenticarlo? – è quello di Salvini collegato con Barbara D’Urso la sera del 29 marzo: una puntata che ha diviso i telespettatori e che ha portato alcuni a firmare una petizione per la cancellazione dell’intero programma. La petizione stessa ha portato a forti discussioni sulla sua legittimità e sul futuro di alcuni programmi. Discussioni che, in tempi di isolamento, spesso si svolgono sul web. Immagine2

Tra fiction, talk show e informazione, quel che non possiamo negare è che quel mezzo “tradizionale”, che non sapeva stare al passo con le nuove tecnologie, oggi ha ribaltato la situazione e si ritrova ad essere ancora centrale e decisivo nel mondo della comunicazione. Ci stiamo abituando ad osservare una televisione fatta con gli smartphone e con i tablet, che riprende le dirette registrate sul web, che si mescola alle logiche dei social media e della messaggistica. Pensiamo ad esempio al concerto da casa “Musica che unisce” del 31 marzo, un concerto più che mai ibrido, per dirlo con le parole di Chadwick: registrato a distanza, visto in TV e intanto menzionato e ricondiviso su tutti i social.

Se pensavamo che il futuro della comunicazione fosse solo sul web, forse questa crisi ci farà imparare qualcosa sul ruolo della televisione e su quanto i media di oggi si completino l’un l’altro.

Milena Parotti

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