La vagina non è un tabù – il Vaginismo

Solitamente quando pensiamo alla sessualità pensiamo al piacere, a una situazione appagante, ma non per tutti è così. Esistono infatti alcune disfunzioni che possono trasformare quella che dovrebbe essere un’esperienza positiva in qualcosa di doloroso.
I tre principali disturbi che possono creare questo problema sono la la vulvodinia, la dispareunia (sia femminile che maschile) e il vaginismo.

La dottoressa Anna Zanellato, psicologa e sessuologa di Vicenza, spiega: “Mentre la dispareunia è un bruciore non sempre costante che rende difficile la penetrazione per il timore di un possibile senso di dolore, il vaginismo è una contrazione involontaria dei muscoli perineali che porta ad una impossibilità penetrativa e, di conseguenza, dolore al tentativo di un rapporto”. In alcune donne lo spasmo può essere causato dalla sola idea di introdurre qualcosa all’interno della vagina, rendendo spesso difficili anche le visite mediche. La contrazioni può diventare in casi estremi così diffusa da coinvolgere altri muscoli oltre a quelli vaginali. Non si tratta di solamente di provare un forte dolore, ma di vivere una vera e propria impossibilità penetrativa.

Il vaginismo non si presenta con anomalie degli organi genitali, nè con una mancanza di desiderio sessuale, è infatti comunque possibile, per la maggior parte delle donne che ne soffre, raggiungere l’orgasmo con la stimolazione esterna.

Zanellato spiega che, nonostante il disturbo si presenti in modo fisico visto che il problema è causato da una tensione muscolare, in questo caso possiamo parlare di una conseguenza psicosomatica. Non dipende quasi mai da un problema preesistente, anche se in alcuni casi potrebbe essere l’eredità di un’endometriosi o di un’infezione. La causa infatti non è fisica, e non esiste una cura diretta. La dottoressa inoltre sottolinea che il vaginismo, diversamente da quanto si possa erroneamente pensare, non è sempre legato direttamente ad un evento traumatico, infatti non per forza esiste un nesso di causa fra i due.

Il vaginismo porta spesso con sè delle conseguenze psicologiche, poiché chi ne soffre non riesce ad avere il pieno controllo su una parte del proprio corpo e sopratutto non riesce a vivere in maniera serena e completa la propria sessualità, vivendo un forte disagio con sé stessa ma anche con il proprio partner. Possiamo quindi affermare che il vaginismo colpisce trasversalmente anche coloro che circondano chi ne soffre.

Esistono però dei percorsi che possono portare al superamento del disturbo, i quali passano attraverso la “tecnica della desensibilizzazione sistematica, ovvero la scomposizione dell’obbiettivo in diverse piccole fasi”. Importante è allenare il muscolo, in modo da arrivare a pensare alla propria vagina non più come un muro o una porta chiusa. Ogni donna ha i suoi tempi e ha bisogno di un percorso creato appositamente per lei, meglio se con l’aiuto di un esperto.

Pur essendo un disturbo molto diffuso, circa il 15% delle donne che si rivolgono ad esperti per una consultazione ne soffre, è un argomento di cui si parla ancora molto poco. Questa assenza di informazione spesso porta la paziente a sentirsi sola e isolata nella sua situazione, rendendo ancora più difficile poter affrontare e superare il disturbo. La dottoressa Zanellato, proprio per accompagnare questo difficile e delicato percorso, ha scritto “Apriti Sesamo”, un piccolo libro che analizza l’argomento a partire dalle esperienze e i consigli di alcune donne che ne soffrono.

Se siete interessati all’argomento vi consigliamo di seguire direttamente la pagina di Anna Zanellato, che ha trattato personalmente il tema in una diretta sulla pagina di My Secret Case (che potete vedere cliccando qui)

Daniela Frezzati

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