Whittier, la ‘Città sotto un solo tetto’

Avete presente quella spiacevole sensazione di quando ci si alza dal letto, si fa colazione e ci si prepara consapevoli che da lì a poco si dovrà lasciare il piacevole tepore della casa per infilarsi nel traffico e nel freddo invernale della prima mattinata per andare in aula? Ecco, questa sensazione, se abitate a Whittier e dovete andare a scuola, probabilmente non la conoscete. Immaginate un unico grande palazzo popolare di 14 piani, un edificio abbandonato, le strutture dedicate alla pesca, un porto e una stazione: questa è Whittier, la città nordamericana in cui per fare la spesa e vivere la routine quotidiana non è necessario uscire neanche in cortile.

Whittier si trova in Alaska, a nord est della penisola di Kenai
La città dell’Alaska meridionale è omonima del vicino ghiacciaio, che prende il nome dal poeta  John Greenleaf Whittier

Ve ne avevamo già parlato qui, e la cittadina situata nel sud-est dell’Alaska, dimora di due centinaia di abitanti (217 nel 2014), nasce come base militare statunitense. Era il 1943, durante la Seconda guerra mondiale, quando l’esercito vide in questa ansa sull’Oceano Pacifico il luogo ideale per far sorgere Camp Sullivan, la base da cui controllare le mosse del Giappone, di cui si temeva un’invasione. Fu mantenuta e rafforzata in funzione strategica antisovietica. Sempre iniziativa militare fu quella di costruire un aeroporto, e prima un porto, adattato in seguito per il trasporto di prodotti petroliferi, e di far passare una ferrovia. Tuttora la città di 50 km quadrati è collegata alla più vicina città, Anchorage, solo tramite il treno e una strada ed entrambe devono percorrere l’Anton Anderson Memorial Tunnel che ogni sera chiude alle 22.30. Questo rende complicata la vita sociale di chi vorrebbe trascorrere una serata in città e che potrebbe trovarsi a dover dormire in auto, come ci racconta con molta serenità un’insegnante dei 35 studenti di Whittier in un video del canale youtube Indie Alaska (https://youtu.be/naPguX84Amg).

Il Buckner Building abbandonato

Nel complesso sono due i grandi edifici: uno (in copertina) è quello abitato adesso, chiamato in origine Hodge Building, e poi Begich Tower in seguito al terremoto e conseguente tsunami del 1964 che rese abbandonato l’altro palazzo, il Buckner Building. È lui l’attrazione che più attira i turisti in questo luogo così isolato. Sono infatti molte le crociere che approdano durante tutta l’estate, rendendo il turismo uno degli ambiti occupazionali principali di chi vive tutto l’anno nella “City under one roof”. Oltre ai servizi indispensabili (polizia, poste, scuola, ospedale), gli altri lavori disponibili riguardano la manutenzione e il mantenimento delle strutture, che generano ruoli quale l’addetto a “bellezza e arredo”, o alla pesca, naturale occupazione di chi si trova a vivere sulla costa e isolato dal mondo.

Questo isolamento però non è vissuto dagli abitanti come distacco sociale. Infatti, sembra proprio che vivere nello stesso palazzo sia ben diverso dal vivere in un condominio di una tipica città, se quel palazzo è l’unico nel raggio di chilometri. Inevitabilmente, i vicini si conoscono tutti e alcuni si considerano una famiglia; come potrebbe andare diversamente? Se ci si sente improvvisamente soli basta scendere al piano in cui si trova la bottega, o percorrere i corridoi e le scale e prendere l’ascensore; qualcuno con cui fare due chiacchiere si trova sempre.

Anna Franzutti

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