La magia del Natale: chiudi gli occhi, inizia a sognare

Alle porte di ogni casa sta arrivando il giorno che tutti attendiamo, nella speranza di trovare sotto l’albero un regalo (o più regali, perché no?) da parte di qualcuno che amiamo o di stupire gli invitati improvvisandosi finalmente chef o maître chocolatier e preparare cioccolate calde, biscotti pan di zenzero e piatti deliziosi.

Questi giorni di festa racchiudono in sé molti simboli: dall’albero di Natale alla stella cometa; dalle renne a Babbo Natale, l’uomo con la barba bianca più conosciuto al mondo. In questo articolo, ripercorreremo alcune curiosità che renderanno le feste ancora più dolci, per approfondire e apprezzare ulteriormente i momenti passati in compagnia delle persone giuste, immersi nell’atmosfera natalizia. Anche se quest’anno – ahimè – sarà diverso. Ma non per questo bisogna sminuire le feste: anzi, è proprio questo il momento di scatenare la creatività!

Le renne: tra nomi buffi e corna uniche nel loro genere

Le renne sono le collaboratrici più fidate di Babbo Natale: lo accompagnano nel suo viaggio attorno al mondo, trascinano la sua slitta e, caratteristica ancor più affascinante, nell’immaginario collettivo sono in grado di volare.

La loro storia è bizzarra, così come i loro nomi, che sono tratti da testi letterari e canzoni divenute celebri. Si parla di otto renne per la prima volta in una poesia del 1823 diffusasi in forma anonima, successivamente attribuita a Clement Clarke Moore, A visit from St.Nicholas o Twas the Night Before Christmas; qui vengono citati tutti i loro nomi: Comet, Dancer, Cupid, Vixen, Prancer, Donder, Blitzen, Dasher. A queste si aggiunge Rudolph, la nona renna, resa celebre dalla punta del naso rossa e luminosa, con cui può illuminare la via in presenza di nebbia.

Il nome di quest’ultima appare per la prima volta nel 1939 e successivamente in una canzone natalizia di Johnny Marks del 1949, dal titolo Rudolph the Red-nosed Reindeer, che l’ha resa la renna più famosa di tutte.

‘Twas the night before Christmas, when all through the house
Not a creature was stirring, not even a mouse;
The stockings were hung by the chimney with care,
In hopes that St. Nicholas soon would be there;
The children were nestled all snug in their beds;
While visions of sugar-plums danced in their heads;
And mamma in her ‘kerchief, and I in my cap,
Had just settled our brains for a long winter’s nap,
When out on the lawn there arose such a clatter,
I sprang from my bed to see what was the matter.
Away to the window I flew like a flash,
Tore open the shutters and threw up the sash.
The moon on the breast of the new-fallen snow,
Gave a lustre of midday to objects below,
When what to my wondering eyes did appear,
But a miniature sleigh and eight tiny rein-deer…

Estratto da A visit from St.Nicholas o Twas the Night Before Christmas di Clement Clarke Moore

Le renne (Rangifer tarandus), note come caribù, sono cervidi che possiedono le corna, chiamate palchi, la cui crescita è molto rapida; risultano anche più imponenti di quelle dell’alce, poiché superano i 100 centimetri di larghezza. Inoltre, queste ultime al tatto risultano morbide, simili al velluto, poiché coperte da una sottile peluria.

Babbo Natale o Santa Claus: una personalità divenuta leggendaria

Santa Claus o Babbo Natale, uno dei principali simboli del Natale

Le radici del personaggio di Babbo Natale sono da ritrovarsi nel vescovo e santo San Nicola: realmente esistito, originario di Myra, diventa protettore dei bambini per averne riportati in vita alcuni. Le reliquie di San Nicola sono custodite a Bari, nella basilica di San Nicola, e a Venezia, poiché furono trafugate nel 1087 da dei mercanti o, secondo altre versioni, da dei pescatori. Sono tante le versioni e le leggende che, con il passare del tempo, sono state ricamate attorno a questo personaggio .

In molte parti del mondo, seppur con nomi diversi, Santa Claus è riconosciuto come simbolo del Natale; i suoi abiti vengono rappresentati principalmente  di colore rosso, anche se non è sempre stato così.

Infatti, in passato Santa Claus vestiva con abiti di colore verde. Alcuni sostengono che il cambiamento nei colori attuali sia dovuto alla pubblicità della Coca-Cola del 1931, la prima in cui compare vestito di rosso; in realtà essa ha contribuito soltanto alla sua diffusione. Infatti, già negli anni precedenti circolavano alcune rappresentazioni del moderno Babbo Natale: un esempio è la vignetta del fumettista Thomas Nast; è del 1927 un articolo del New York Times in cui si parla di rendere nell’immaginario collettivo Santa Claus vestito di rosso.

La rappresentazione di Santa Claus sulla slitta che viene trascinata dalle renne risale al 1819, invenzione dello scrittore Washington Irving, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento.

Antica illustrazione del 1881 di Thomas Nast, che ha contribuito a creare l’immagine attuale di Santa Claus.

L’albero di Natale: tra decorazioni e tradizione

Decorazioni per albero di Natale, foto di Federica Seni

L’albero di Natale è uno dei simboli principali del periodo natalizio, perché capace di creare un’atmosfera unica. Quali sono le sue origini? Da dove viene questa tradizione?

L’albero di Natale viene generalmente addobbato nei giorni tra il 6 e l’8 dicembre, tra Sant’Ambrogio e il giorno dell’Immacolata Concezione. Tuttavia, l’abitudine di decorare abeti e alberi sempreverdi risale ai Celti, nel periodo in cui avveniva la celebrazione del solstizio d’inverno. Successivamente, altre culture e altri popoli hanno coltivato questa usanza: i Vichinghi, per auspicare il ritorno del sole nei periodi più bui; gli antichi Romani che, durante il periodo delle Calende (gennaio), decoravano le abitazioni con rami. Dapprima si configura come un culto prettamente pagano, ma l’albero di Natale fu adottato in seguito anche come simbolo del mondo cattolico e protestante.

La tradizione moderna dell’albero di Natale risale al 1441 e nasce in Estonia, precisamente a Tallinn: qui, nella piazza del municipio, viene addobbato un albero di Natale attorno al quale girano giovani ragazzi e ragazze, che danzano in cerca di un futuro amore. Ma sono tante le città che si contendono il primato della tradizione di allestire l’albero di Natale: Riga, che indica come data il 1510, o Basilea, nella quale alcune tracce di questa usanza sarebbero addirittura riconducibili al tredicesimo secolo.

In Italia, l’usanza moderna di allestire l’albero inizia nell’Ottocento grazie alla Regina Margherita, la quale richiede che un albero di Natale venga addobbato durante il suo periodo di permanenza al Quirinale, iniziato il 23 dicembre 1871.

Oggi, l’albero di Natale viene addobbato con luci, palline in vetro soffiato, dolci, biscotti, pupazzetti e frutta secca. Il puntale tradizionale che decora la punta rappresenta l’arcangelo Gabriele, a simboleggiare l’Annunciazione alla Vergine Maria; ma può anche essere sostituito da un puntale a forma di stella, simbolo della cometa seguita dai Re Magi.

Queste sono solo alcune delle curiosità sul mondo affascinante del periodo natalizio e su alcuni dei suoi simboli estremamente iconici, capaci di portare allegria in questi giorni di festa. Mai come in questo anno si prova il desiderio di trascorrere del tempo in compagnia delle persone più importanti, godendo di una piacevole atmosfera e concedendosi momenti di leggerezza e allegria. Anche questo può essere uno di quegli elementi di questa strana quotidianità in grado di farci andare avanti e sperare in un ritorno alla normalità il più in fretta possibile. Perché è questo che si aspetta a Natale a tutte le età: la sua magia.

Federica Seni

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