Vita da studentessa all’estero: Natale a Pechino

In Italia, quello di Natale è uno dei periodi più attesi dell’anno: le strade illuminate del centro, le decorazioni sgargianti, la cena della Vigilia… E poi arriva il 25 dicembre: scartare i regali insieme ai propri cari, la gioia di grandi e piccini, la tombola e, a volte, persino la neve. Momenti magici che ci accompagnano anche da adulti.

Questo Natale è trascorso in maniera un po’ diversa: la pandemia ci ha costretti a trascorrere la giornata di festa lontano dai parenti, limitando i contatti a qualche videochiamata. Eppure, nonostante tutte le rinunce, questo Natale ci ha permesso di riflettere sulle cose davvero importanti della vita.

Durante il percorso di laurea triennale, ho trascorso ben due anni lontana da casa, in un paese in cui il Natale non è quasi percepito: la Cina, precisamente a Pechino. In Cina, il 25 dicembre, gli studenti frequentano le lezioni come in un giorno qualsiasi. Non solo: in quella data si avvicinano già gli esami di fine semestre!

Pur non essendo una festa ufficiale, nel giorno di Natale i giovani cinese amano scambiarsi dei regali. Lo spirito natalizio è percepibile nelle decorazioni delle grandi città, mentre nei centri centri commerciali compaiono gli alberi di Natale. Nella sera della Vigilia (平安夜, Píng’ān yè), è ormai tradizione quella di scambiarsi delle mele, un augurio di pace, per via dell’omofonia tra il carattere 平 (píng), che significa pace, e 苹 (píng), che significa mela. Immaginatevi la sorpresa, per me che ignoravo la tradizione, quando un paio di amici cinesi si sono presentati con in regalo delle mele!

In quella data non si preparano cenoni, se non quello che gli studenti internazionali organizzano per conto proprio, riversandosi nelle cucine dei dormitori e preparando i piatti tradizionali con ingredienti di fortuna. Si è in tanti e cucinare per tutti è complicato, ma ciò che conta è il tempo trascorso in compagnia, ridendo e sporcandosi di farina fino alle orecchie. 

La Vigilia è anche il giorno in cui si scambiano i regali: gli studenti italiani organizzano spesso il “Babbo Natale segreto”, che garantisce risate assicurate. Anche perché manca il tempo di far compere, e i regali vengono acquistati su Taobao, un sito di shopping online. Spesso, però, la piattaforma regala (s)piacevoli sorprese, insieme a una collezione di oggetti troppo assurdi per non essere regalati.

Il giorno di Natale, poi… tutti in classe. Per fortuna, i professori capiscono lo spaesamento, e non pretendono troppo dagli studenti. Ma il momento più triste è senza dubbio quando, nel pomeriggio, si ricevono gli auguri dai propri familiari appena alzati. A tutti in quel momento deve essere scesa qualche lacrima.

La giornata trascorre poi veloce, nel prepararsi per la “Cena di Natale”, rigorosamente al ristorante italiano (italiano vero!), precisamente in pizzeria. Una volta arrivati, la situazione si scalda: ci si sente un po’ più a casa, circondati da affettati, pane, olio e pizza. Non la più tradizionale delle cene, ma di certo memorabile: tutti ben vestiti, di fronte a delle pizze fumanti, e felici nel ricevere le videochiamate delle famiglie. La serata trascorre serena, con quella che nei mesi è diventata una famiglia allargata: persone con cui si è stabilito un forte legame, con cui si è viaggiato fianco a fianco. C’è chi sta per tornare in patria per le vacanze, chi dopo aver finito il periodo all’estero… e chi, come me, nasconde il libro sotto il tavolo, perché nemmeno a Natale sa rilassarsi se gli esami si avvicinano!

Malvina Montini

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