Una strada divide Atene

Ha dato il via a un acceso dibattito il risultato dei lavori sull’Acropoli di Atene diretti da Manolis Korres, architetto e restauratore, ingegnere civile e professore di Storia dell’Architettura presso la National Technical University di Atene. Durante il lockdown, infatti, il sito archeologico più noto e visitato della Grecia ha subìto un intervento di “rimodernamento” e, per essere più accessibile ai visitatori, sono state realizzate delle nuove strade sulla rocca.

L’intervento è consistito nella realizzazione di passerelle in cemento stese su una membrana sintetica che protegge le rocce del sito. Sebbene sia facilmente rimovibile, proprio per il fatto che il materiale utilizzato stoni con la storicità del monumento, il lavoro è stato definito “eccessivo” dall’opposizione, in particolare dall’ex primo ministro Alexis Tsipras.

«Molte generazioni di studiosi hanno provato a mettere ordine in questo caos, compreso me stesso» sostiene invece Korres, capo dell’Acropolis Restoration Service, in un’intervista a The Guardian. E aggiunge anche: «La questione è salvaguardare quello che c’è qui. In un ospedale un dottore si occupa dei suoi pazienti, per me invece i pazienti sono le pietre».

Lo scopo principale è rendere maggiormente fruibile il sito a tutti i visitatori, compresi quelli che faticano a raggiungere il tempio di Atena e soprattutto i disabili. Grazie a Korres non è solo stato aggiustato l’ascensore del sito, ma è anche stato ampliato. Purtroppo, a prima vista, la salita al tempio risulta a molti un’ardua impresa: i gradoni consumati da milioni di turisti e il suolo accidentato non facilitano certo la visita. Tanto è vero che ogni anno almeno 150 visitatori si fanno male cadendo.

I pro e i contro

Vi sono certamente moltissimi vantaggi da quest’ultimo cambiamento all’Acropoli di Atene: primo fra tutti, bisogna dirlo, l’apertura del sito archeologico a tutti gli appassionati e interessati purtroppo limitati ancora dalle molte barriere architettoniche.

«Ho visto persone in sedia a rotelle che si avvicinavano per la prima volta al Partenone e mi sono sentita felice. […] Questo dovrebbe renderci particolarmente felici perché dare gioia alle persone è significativo quanto la protezione dei nostri beni culturali» dichiara il Ministro della Cultura e dello Sport Lina Mendoni.

Non contenta di ciò, tuttavia vi è una parte della popolazione e di studiosi che crede che questo intervento sia un danno all’immagine della città. Il contrasto del cemento e delle pietre dei templi è troppo vistoso e per molti non è affatto gradevole. Nonostante le strade siano costruite con un materiale drenante, la rocca si è poi allagata al primo temporale dopo moltissimo tempo che non accadeva. Infine, qualcuno sostiene che l’intervento sia stato anche effettuato per agevolare il turismo di massa, specie quello delle navi da crociera che fanno tappa in giornata ad Atene.

Altri interventi oggetto di critiche

Questo non è di sicuro il primo intervento di restauro e rimodernamento che suscita così tanti commenti negativi. Basti pensare in Italia al museo dell’Ara Pacis a Roma, tanto criticato per il suo aspetto, oppure ai recenti lavori di asfaltatura alla già esistente pista ciclabile sul lungotevere. Sempre a Roma, fa discutere il nuovo progetto di restauro per portare all’antico splendore il pavimento del Colosseo e il quasi mancato investimento dei soldi dello stesso bando nella manutenzione del monumento.

Nicola Gautero

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