Apple Daily: chiude il giornale indipendente di Hong Kong

foto di copertina: NewsHub

Giovedì 24 giugno è stata pubblicata l’ultima edizione di Apple Daily, giornale indipendente di Hong Kong, noto per le posizioni filodemocratiche. Nonostante siano state stampate 1 milione di copie – a fronte delle 80mile usualmente rilasciate – già a metà mattina numerose edicole avevano esaurito la loro disponibilità. La chiusura definitiva era prevista per sabato 26 giugno, data in cui sarebbero stati disattivati anche il sito online e gli account social. Il motivo per cui è stata anticipata a mercoledì notte, riportano alcuni dipendenti, potrebbe essere la salvaguardia dei lavoratori e giornalisti ed evitare maggiori arresti

Cosa ha portato alla chiusura di Apple Daily?

Apple Daily è un giornale in formato tabloid fondato nel 1995 nella regione amminsitrativa autonoma da Jimmy Lai. Da allora è stato uno dei quotidiani indipendenti più venduti in Hong Kong, diffuso nella versione stampata in cinese tradizionale e online anche in lingua inglese. Distinta per le posizioni filodemocratiche, la testata era l’ultima presente sul territorio con posizioni apertamente critiche con il governo cittadino e cinese.

Il 17 giugno cinque persone ai vertici del giornale sono state arrestate in seguito all’irruzione della polizia di Hong Kong nella sede della testata durante un consiglio d’amministrazione. Nell’edizione pubblicata il giorno successivo, le cui 500 mila copie sono state esaurite, il giornale stesso denuncia il sequestro di materiale di archivio da parte delle forze dell’ordine. È stato disposto il blocco di beni di proprietà di tre società collegate al quotidiano per il valore complessivo di 2,3 milioni di dollari.

Tra gli arrestati ci sono Ryan Law, direttore, e Tseung Kwan O, uno dei maggiori editorialisti che scriveva sotto il nome di Li Peng. L’accusa è di “collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”. Anche Jimmy Lai, fondatore di Apple Daily e attivista nelle manifestazioni in favore della democrazia e contro le politiche di Pechino, è in carcere in seguito ad un precedente blitz nella sede. Il fondamento giuridico per l’arresto dei diversi dirigenti del giornale si trova nella legge per la sicurezza nazionale introdotta a giugno 2020.

La situazione attuale ad Hong Kong

La legge sulla sicurezza nazionale va incontro alla politica del governo centrale che vuole un maggior controllo su Hong Kong. L’’obiettivo è di limitare e reprimere gli  atti considerati di sovversione e separatismo. La legge definisce pene più severe e una maggiore estensione del controllo delle forze dell’ordine e della giurisdizione cinese, tra cui  la possibilità di giudicare reati commessi dai cittadini di Hong Kong. Fin da quando è stata presentata, la proposta aveva destato in parte della popolazione preoccupazione riguardo alla libertà di espressione.

La scelta di cessare le attività deriva dai recenti avvenimenti – gli arresti, le incursioni e il congelamento dei beni – e dalla situazione attuale nella città, come riportato dal comunicato del giornale, in cui si ringraziano anche i lettori per la lealtà e il sostegno dimostrato.

Anna Franzutti

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