Gli azzurri alle Olimpiadi di Tokyo 2020: la seconda e ultima settimana

È l’Olimpiade dei record. A Tokyo, l’Italia chiude la sua spedizione con 40 medaglie, stracciando i precedenti primati di Los Angeles 1932 e Roma 1960 (fermi a 36 medaglie). Con 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi, l’Italia è decima nel medagliere, superata negli ultimi giorni da Francia, Germania e Paesi Bassi.
La seconda settimana del torneo olimpico ci ha permesso, in modo quasi del tutto inatteso, di superare le otto medaglie d’oro di Londra 2012 e Rio 2016. L’atletica si è dimostrata la nostra disciplina principe; il ciclismo su pista è oramai una garanzia. L’unico fallimento risiede negli sport di squadra: basket, pallavolo maschile e femminile e pallanuoto (tutte ai quarti di finale) non hanno lottato per nessuna medaglia.

L’atletica che non ti aspetti

Nel pomeriggio di domenica 1° agosto, pensavamo di aver fatto la storia dell’atletica: Marcell Jacobs diventa l’uomo più veloce del mondo, Gianmarco Tamberi l’uomo che salta più in alto. Pensavamo di aver fatto il massimo. La verità, per fortuna, è stata un’altra.
Che sia maschile o che sia femminile, la marcia parla la lingua italiana (e il dialetto pugliese). Prima Massimo Stano conquista la medaglia d’oro nella marcia 20 km, mettendosi alle spalle i due giapponesi Koki Ikeda (argento) e Toshikazu Yamanishi (bronzo). Nella stessa specialità, 24 ore dopo, anche Antonella Palmisano conquista la medaglia dal metallo più prezioso. Con Stano e Palmisano, la regione Puglia arriva a quota tre medaglie d’oro, al pari di Nazioni come Svezia, Danimarca e Spagna.
Nella stessa giornata di Antonella Palmisano, si aggiunge al medagliere un altro oro, forse il più inaspettato tra tutti. La staffetta 4×100 m maschile, dopo aver fatto record italiano in semifinale, vince la finale superando la Gran Bretagna di un centesimo. Lorenzo Patta fa una buona partenza e consegna il testimone a Marcell Jacobs. Il campione olimpico dei 100 metri straccia gli avversari e lancia il terzo velocista, Fausto Desalu. In svantaggio rispetto al britannico, Desalu passa il testimone a Filippo Tortu, che fa la magia: in 8’845’’ il sardo rimonta il corridore della Gran Bretagna e lo supera di un centesimo. “Not Italy again” è il titolo della prima pagina del giorno dopo del Daily Mail, perfetto per descrivere non solo questa gara, ma l’ultimo mese sportivo italiano.
Il bilancio finale per l’atletica, dunque, è di cinque ori, con l’Italia seconda nel medagliere della disciplina: per questo motivo l’Olimpiade di Tokyo 2020 è già storia.

Gli italiani d’oro della seconda settimana

Non esistono medaglie più belle di altre; tuttavia, esistono finali che rimangono nella storia più di altre. La finale di inseguimento a squadre del ciclismo su pista è una di queste. Il quartetto, composto da Francesco Lamon, Simone Consonni, Jonathan Milan, Filippo Ganna, sorprende già in semifinale, stabilendo il nuovo record del mondo. Nell’altra semifinale, però, la Danimarca viaggia a ritmi altrettanto elevati, ma non completa la gara a causa di un tamponamento contro uno degli avversari britannici. La finale tra Italia e Danimarca, quindi, è una bellissima incognita. Come ci si aspettava, la Danimarca parte meglio e, giro dopo giro, ruba centesimi agli atleti italiani. Nel finale, però, la situazione viene stravolta: uno stoico e storico Filippo Ganna trascina i suoi compagni in una rimonta emozionante, che ci regala il primo e unico oro nel ciclismo su pista.
Il primo oro della seconda settimana, però, arriva dalla vela. Nella categoria Nacra 17, Caterina Banti e Ruggero Tita conquistano una medaglia che mancava dalle Olimpiadi di Pechino 2008. L’ultimo oro, invece, della spedizione giapponese è di Luisi Busà: il “gorilla d’Avola” sale sul gradino più alto del podio nel karate, specialità kumite 75 kg, battendo il rivale di sempre, l’azero Rafael Aghayev, per 1-0.

Le altre medaglie della seconda settimana

Nella notte tra il 1 e il 2 agosto, l’Italia intera è spettatrice di una delle storie più belle di questa Olimpiade. All’età di 30 anni, dopo numerosi infortuni (il più grave la rottura del tendine) e conseguenti operazioni, dopo due medaglie di legno nelle ultime due Olimpiadi, Vanessa Ferrari, sulle note di “Con te partirò”, ottiene una storica medaglia d’argento nel corpo libero della ginnastica artistica. L’ex campionessa europea ottiene un punteggio superiore nell’esecuzione, ma il suo esercizio risulta meno difficile della medaglia d’oro della disciplina, l’americana Jade Carey.
A proposito di storie di Olimpiadi, Gregorio Paltrinieri ha spiazzato tutti, di nuovo. Ancora fuori forma e provato dalle fatiche delle gare in vasca, il nuotatore di Carpi ci mette di nuovo il cuore e vince la medaglia di bronzo nella 10 km di nuoto di fondo. Lo stesso giorno di Paltrinieri, sempre in acqua, arriva il secondo e ultimo argento della spedizione italiana: nel K1 200 m (canoa sprint) Manfredi Rizza ottiene il secondo posto, a 45 millesimi dal primo, l’ungherese Sandor Totka.
Chiudono il medagliere quattro medaglie di bronzo: nell’omnium (ciclismo su pista), il portabandiera Elia Viviani tenta la rimonta nelle ultime due gare della disciplina (la corsa ad eliminazione e la gara a punti), ma si deve accontentare del terzo posto; Viviana Bottaro fa la storia con il terzo posto nel kata, disciplina della new entry delle Olimpiadi di Tokyo, il karate; nella lotta libera 97 kg c’è la medaglia di Abraham Conyedo. L’ultima medaglia di bronzo e l’ultima medaglia conquistata dall’Italia viene dalla ginnastica ritmica: il gruppo formato da Martina Centofanti, Agnese Duranti, Alessia Maurelli, Daniela Mogurean, Martina Santandrea chiude la gara con il punteggio di 42.850 e regala l’ultima grande emozione all’Italia.

La débâcle degli sport di squadra

Basket, pallavolo maschile e femminile, pallanuoto. Queste le quattro squadre italiane che hanno superato i propri gironi e sono passate alla fase finale dei tornei. Tutte e quattro le squadre, però, hanno mancato l’accesso alle semifinali. Nel basket tale esito era prevedibile. I ragazzi allenati da Romeo Sacchetti hanno lottato in ogni partita del girone e nell’ultima gara contro la Nigeria strappano l’accesso ai quarti di finale. Ai quarti, però, c’è la Francia: Gallinari & Co. tentano l’impresa, ma devono arrendersi ai finalisti olimpici con il punteggio di 75-84.
Il fallimento viene dalle altre tre squadre. Ai quarti di finale, la squadra di pallavolo maschile cede al tie-break contro un’ottima Argentina: non bastano i due schiacciatori Juantorena e Michieletto, i due giocatori migliori della formazione italiana nel corso delle Olimpiadi.

La maggiore delusione rimane, però, la pallavolo femminile. Le giocatrici di Davide Mazzanti partono con la quinta e in tre partite ottengono tre vittorie di peso. Con la qualificazione in tasca, inizia il disastro: due sconfitte consecutive contro Cina (già fuori dai giochi) e Stati Uniti. Ai quarti di finale la squadra non ritrova la concentrazione e perde 3-0 contro una buona Serbia.
La Serbia è l’avversaria anche della squadra di pallanuoto maschile. Anche qui, ai quarti di finale, un’amara sconfitta: l’approccio sbagliato complica sin dall’inizio la gara; la Nazionale, allenata da Alessandro Campagna, tenta la rimonta, che però viene ostacolata dal bravissimo portiere serbo Mitrovic.

Martina Sessa

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