Prevenzione e contrasto agli incendi boschivi: il D.L. 120/2021


Come è ormai tristemente noto, l’estate 2021 ha visto uno spaventoso incremento di grandi incendi, in più parti del territorio nazionale. Da una recente analisi del fenomeno da parte della Coldiretti, emerge un dato inquietante: +256% di roghi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; 6 su 10, per giunta, di origine dolosa.

Sempre la stessa Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti ci fornisce una stima delle conseguenze sul piano economico: tra lo spegnimento e la necessaria bonifica, ogni ettaro bruciato equivale a una spesa di 10mila €. Si immagini l’ammontare del danno, considerando che nella sola ultima estate sono andati in fiamme 140mila ettari di foreste.

Per contrastare questo problema – tanto sul piano sanzionatorio, quanto su quello del potenziamento delle attività di controllo del territorio – il Governo ha deciso di adottare il Decreto Legge 8 settembre 2021, n. 120, rubricato: «Disposizioni per il contrasto degli incendi boschivi e altre misure urgenti di protezione civile». Tale provvedimento è entrato in vigore il 10 settembre 2021. 

Va preliminarmente ricordato che il decreto-legge è un atto legislativo di carattere provvisorio, che il Governo può adottare soltanto in casi straordinari di necessità e urgenza (art. 77 Cost.). La Costituzione ne richiede la conversione in legge da parte del Parlamento entro 60 giorni a partire dalla sua pubblicazione.

Il decreto-legge in esame, significativamente:

  • prevede l’adozione Piano nazionale di coordinamento,
    «per l’aggiornamento tecnologico e l’accrescimento della capacità operativa nelle azioni di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi».

  • modifica l’art. 423-bis del codice penale
    Nel nostro ordinamento è infatti già prevista questa norma, volta a incriminare l’incendio boschivo. Scopo della stessa è quello di tutelare l’ambiente. Così, per chi dia alle fiamme territori boschivi, è prevista la pena della reclusione da 4 a 10 anni in caso di dolo; da 1 a 5 anni in caso di colpa.
    Con le modifiche introdotte dal nuovo decreto-legge, è stato previsto un notevole inasprimento delle misure sanzionatorie. Infatti, l’art. 423-ter, nel suo nuovo comma quinto, prevede una circostanza aggravante: quando l’incendio boschivo è «commesso con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti allo svolgimento di servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi, si applica la pena della reclusione da sette a dodici anni.» L’ordinamento ha così inteso essere meno indulgente nei confronti di quei soggetti che, per il ruolo professionale ricoperto, per primi dovrebbero esimersi dalla commissione della condotta in oggetto.

  • introduce gli articoli 423-ter e 423-quater c.p.
    Il nuovo art. 423-ter prevede che colui che sia stato condannato alla reclusione superiore a due anni per il reato di incendio boschivo si veda applicata la pena accessoria dell’«estinzione del rapporto di lavoro o di impiego nei confronti del dipendente di amministrazioni o di enti pubblici ovvero di enti a prevalente partecipazione pubblica».
    Lo stesso articolo prevede che in ogni caso – quindi anche qualora il reo sia condannato alla reclusione inferiore ai due anni – sia applicata la pena accessoria dell’ «interdizione da 5 a 10 anni dall’assunzione  di incarichi o dallo svolgimento di servizi nell’ambito della lotta attiva contro gli incedi boschivi».

    Il nuovo art. 423-quater prevede varie misure. La più importante di esse, rivolgendosi ai soli casi in cui il delitto di incendio boschivo sia commesso dolosamente, consiste nella confisca obbligatoria dei beni che costituiscono il prodotto del reato (cose materiali che provengono dal reato stesso) o il  profitto del reato (guadagno o vantaggio di natura economica derivante dall’illecito) e delle cose che servirono a commettere il reato.
    Qualora non sia possibile la confisca dei beni appena elencati, il giudice ordinerà la confisca di beni di valore equivalente di cui il condannato abbia disponibilità (cd. confisca per equivalente).

Marta Savoretto

immagine in copertina: ambientesicurezzaweb.it

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