Salvatore (Ferragamo) – il calzolaio dei sogni

Oggi Ferragamo è un brand a tutto tondo conosciuto sia per l’abbigliamento che per gli accessori e per molto altro, ma inizialmente faceva scarpe: la vera vocazione del fondatore Salvatore. La sua storia appassionante, fatta di successi (ma anche di cadute) e di amore per il suo mestiere è raccontata nel docufilm Salvatore – il calzolaio dei sogni che è stato inizialmente presentato fuori concorso al festival di Venezia, poi con la prima a Milano e infine nelle sale dall’11 al 13 ottobre.

Video originali dell’epoca si accostano a testimonianze della moglie, dei figli, delle nuove generazioni che oggi sono alla guida del brand, di personalità importanti nel mondo del cinema come il regista Martin Scorsese e nel mondo della moda come gli shoe maker Manolo Blahnik e Christian Louboutin che ricordano, commentano e raccontano la storia dell’amato calzolaio.

Nato in un piccolo paesino in Campania chiamato Bonito, è qui che inizia a creare e vendere le sue prime scarpe dopo una breve esperienza a Napoli. Veniva da una famiglia di contadini e i suoi genitori non volevano che facesse il calzolaio, il mestiere più umile che si potesse scegliere all’epoca. Si convinsero quando dal nulla, senza nessuna formazione, creò delle scarpe per la comunione delle sue sorelle. Un fatto straordinario se pensiamo che era solo un bambino e nessuno gli aveva mai spiegato come creare un paio di scarpe. A soli 12 anni aveva già il suo piccolo laboratorio a Bonito con due aiutanti, di cui uno di 18 anni.

Né Bonito né Napoli, tuttavia, sarebbero bastate per avere il successo da lui sperato, quindi decise di raggiungere uno dei suoi fratelli in Nord America. Una volta arrivato non aveva neanche 20 dollari eppure qualche anno più tardi riuscì a creare scarpe per le dive del cinema, prima a Santa Barbara e poi ad Hollywood, come Greta Garbo, Audrey Hepburn, Sophia Loren e molte altre. Il suo primo negozio vero e proprio venne aperto proprio in America e le sue creazioni erano richiestissime: il successo era alle stelle. Dopo questa esperienza durata ben 12 anni decise di tornare in Italia, prima al suo paese, dove incontrò la futura moglie, Wanda, e poi a Firenze, città che scelse come sede del suo laboratorio. Le difficoltà economiche lo fecero chiudere, ma Salvatore non si diede per vinto e riaprì con sede a Palazzo Spini Feroni, edificio all’epoca centrale nella città e oggi sede del museo Salvatore Ferragamo. Un esempio di come con la determinazione e il coraggio (ma anche un po’ di follia e incoscienza) si possano raggiungere i propri più grandi obiettivi. Anche il periodo della seconda guerra mondiale, che per molte aziende significò un disastro per via della difficile reperibilità delle materie prime, fu per Ferragamo un grande momento di creatività perché lo portò a realizzare le sue scarpe con i materiali più disparati, tra cui anche la carta e il sughero.

Fonte: www.ferragamo.com (qui i link esatti: 1, 2, 3)

Affascinante fu la dedizione di Ferragamo al suo lavoro, così forte da volersi migliorare sempre di più: per creare scarpe perfette (ovvero non solo belle ma anche comode) studiò all’Università anatomia, soprattutto della gamba e del piede, per capire come costruire scarpe che calzassero al meglio. Fra le sue invenzioni più conosciute c’è la zeppa in sughero, il “tacco comodo” per eccellenza, e non sono da meno le altre scarpe iconiche che poi ha realizzato. In un film di Hollywood compaiono ai piedi della bad girl protagonista un paio di scarpe nere con tacco e un grande fiocco bianco, esagerato, quasi trasgressivo, che bucava lo schermo nella realtà in bianco e nero. La calzatura realizzata con il filo trasparente è futurista, così come il logo creato per il brand dall’artista Lucio Venna. Ultima, ma non per importanza, come dimenticare la Rainbow creata per l’attrice Judy Garland? È la prima scarpa con plateau del 20° secolo.

Questa è la storia di un ragazzo che, con il suo talento e la sua genialità, è riuscito a costruire un impero. La sua passione, l’autenticità delle sue idee, dell’artigianato, del fatto a mano… Queste sono tutte sensazioni che arrivano al pubblico che desidera vedere il documentario. L’arte di sapersi rialzare e mai arrendersi, l’importanza di studiare sempre, di sapersi migliorare e imparare ogni giorno: questi gli insegnamenti che il giovane Ferragamo dà a tutti noi.

Fonte foto di copertina: Vogue.it

Alessandra Picciariello

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