I disturbi alimentari “nascosti”

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Quando parliamo di DCA e quindi di disturbi del comportamento alimentare, abbiamo spesso alcuni preconcetti e alcune idee di base che ci sono state fornite da esperienze personali, dall’influenza dei media e dai canali di informazione. Conosciamo, in generale, il significato di disturbo alimentare e abbiamo un’idea di quali siano i principali tipi: anoressia, bulimia e obesità, che richiamiamo immediatamente alla mente. Tuttavia, vi sono molte variazioni di questi principali disturbi, che si declinano in base al contesto sociale e psicologico. Proprio per l’esistenza di questo contesto è necessario essere a conoscenza di queste categorie meno conosciute, così da poter dare loro una sensazione di realtà e realizzare quali sono le dinamiche psicologiche che si celano dietro quest’ultimi.  Vi sono molte tipologie e categorie alcune più conosciute ed altre meno, per questo, potremmo definire quest’ultimi come disturbi “nascosti” quasi, sconosciuti ed ignorati dalla maggior parte dei media, spesso strettamente legati a stereotipi sociali (come la forza maschile o la golosità di chi è grasso). Vediamo di cosa si tratta.

L’ortoressia

L’ortoressia (dal greco “orto”, sano e “orexis”, appetito) è un disturbo alimentare relativamente molto recente inserito solo dal 2013 nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Alimentari e nella categoria Disturbo evitante/ Restrittivo dell’Assunzione di Cibo. Si tratta di un disordine alimentare caratterizzato dall’ossessione per cibi sani e “puri” quindi estremamente biologici (vegetali crudi, alimenti macrobiotici, sostanze senza pesticidi coltivate naturalmente e senza ingredienti “artificiali”). Quali sono le conseguenze? I soggetti affetti da ortoressia passano moltissimo tempo e investono molte energie nella ricerca e nella preparazione di questi alimenti con ripercussioni sulla propria vita personale e privata. Inoltre, questa ossessione può portare all’esclusione di tutto ciò che non viene considerato adeguatamente “sano”, causando notevoli carenze nutrizionali e danni per la salute fisica. La differenza rispetto ai più conosciuti disturbi come anoressia e bulimia è che,, in questo caso l’ossessione non è generata dalla ricerca del copro perfetto, quanto più dal cibo sano e salutare. Non ci si concentra sulla quantità di cibo inserito ma sulla qualità, quindi quanto è sano e salutare, ci si impone delle “regole” fisse su cosa può e non può essere ingerito.

Il BED o binge eating disorder

Il BED o Binge Eating disorder, chiamato in italiano sindrome dell’alimentazione incontrollata è un disturbo caratterizzato da un’alimentazione fuori pasto, con abbuffate incontrollate di cibo. Per anni, questo disturbo è stato ignorato e non classificato, considerato solo come “golosità” e usato come scusa per deridere chi si trova in uno stato di obesità; tuttavia, si tratta di un vero e proprio disturbo alimentare, che può rendere estremamente difficile la vita di chi ne soffre: spesso porta a fortissimi sensi di colpa, difficili da gestire. Qui il cibo non viene poi rimosso come nel caso della bulimia ma porta spesso a stati di obesità grave. Questo disturbo verrebbe maggiormente curato e trattato se non vi fossero ancora molti stigmi sociali e convinzioni malsane che portano a fatshaming e bullismo, anche se forse ciò che più colpisce è il fatto che chi ne soffre spesso sia completamente ignorato dai servizi medici stessi, che spesso effettuano diagnosi errate, attribuendo dolore e sofferenza mentale e fisica alla pura golosità e voglia di mangiare.

La drunkoressia

La drunkoressia (dall’inglese “drunk”, ubriaco) è un disturbo diffuso nella popolazione più giovane caratterizzato da un digiuno prolungato durante il giorno mirato all’assunzione di alcolici dell’orario pomeridiano/serale, un consumo ingente di bevande alcoliche che porta ad un eccessivo stato di ebrezza. Anche qui, nonostante sia caratterizzato da un digiuno prolungato, l’elemento che distingue il disturbo è che il digiuno è un mezzo, la volontà di dimagrire non è lo scopo fine a sé stesso, ma lo strumento con cui raggiungere lo stato alcolico desiderato. Questo disturbo alimentare è prettamente legato a situazioni sociali particolari che portano ad una pressione nell’assunzione di alcool, soprattutto negli adolescenti, e che li porta a ricercare uno stato di ubriachezza costante, nella convinzione di essere “accettati” socialmente.

La bigoressia

La bigoressia o reverse anorexia è un disturbo esclusivamente maschile (prevalente nella popolazione fra i 15 e i 23 anni) caratterizzato ma una falsata percezione corporea (opposta a quella che caratterizza l’anoressia) che porta i soggetti che ne soffrono a ritenere di essere troppo deboli, gracili e magri, mai abbastanza grossi o muscolosi. Per questo motivo, decidono di sottoporsi ad estenuanti sessioni di allenamento muscolare, abusando anche di farmaci anabolizzanti, ormoni, integratori e diete iperproteiche. I danni sono numerosi a livello fisico. Questo disturbo è poco conosciuto e nascosto anche per situazioni legate a problematiche di genere. A livello sociale, gli uomini sono spinti a nascondere i propri sentimenti e le proprie paure per la costante necessità di apparire sempre forti: l’uomo non deve mai essere debole. Per colpa di questa sbagliatissima retorica, molti uomini temono di parlarne ed esprimere il loro disagio per paura del giudizio sociale continuamente perpetrato.

Crediti immagine di copertina: https://www.fondazioneveronesi.it/uploads/thumbs/2022/02/03/disturbi-comportamento-alimentare_thumb_720_480.jpg

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