Elvis Presley: storia di una rock star

Abbiamo spesso sentito parlare della vita complicata delle rock star, il difficile rapporto con il successo, le enormi fortune dissipate tra incontrollabili vizi e sciacallaggio manageriale. Se esiste una traccia scritta del mito della rock star, essa trae spunto da quella di Elvis Presley. Nella sua storia troviamo tutti gli ingredienti giusti, dal dolore alla rivincita, dalla solitudine alla grandezza, dall’incoscienza all’irrefrenabile ricerca. Uno dei più grandi artisti della storia del rock, che ha superato molti limiti, anche quello della morte, avvenuta a soli 42 anni.

Il regista, sceneggiatore e produttore australiano Baz Luhrmann (regista di “Moulin Rouge” e “Il grande Gatsby”) nel nuovo film dedicato a Elvis mette in risalto i contrasti di una vita fatta di luce, stelle ed ombre. Con uno stile colorato, a tratti bruciante e pungente descrive la parabola della vita dell’artista, il suo complicato rapporto con il suo manager, il Colonnello Tom Parker interpretato da uno straordinario Tom Hanks. Proprio la voce narrante del Colonnello Parker descrive l’ascesa di un Elvis amato dal pubblico e odiato dai più conservatori.

Elvis, interpretato da un affascinante Austin Butler, è originario di Tupelo, cresce povero in un quartiere abitato da afroamericani. Proprio nel suo quartiere di origine viene influenzato dal rhythm and blues e dal gospel, il suo talento straordinario farà il resto. Il film descrive bene la dicotomia tra la sua indole innovatrice, “un bianco che fa musica per neri” e le forze contrarie che lo vogliono imbrigliato in un sistema in cui altro non è che una macchina che produce denaro. La carriera del ragazzo di Memphis è sempre stata accompagnata dalle intromissioni del Colonnello. Il talento da palcoscenico si fonde all’abilità manageriale che lo vuole una icona del suo tempo, privandolo spesso del rinnovamento di cui un artista ha bisogno.

Nel film a essere centrale è anche l’industria musicale degli anni ‘50, intervallata dai quadri poliedrici della vita dell’artista. Attraverso uno stile tutt’altro che scontato e piatto, il film si compone di scene fuori dalle righe, intervallate dalle più grandi canzoni che hanno reso Elvis una star. Una composizione necessaria a far arrivare al grande pubblico le tante sensazioni di una vita complicata che ondeggia tra l’uomo e la star.

Manuele Avilloni

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