I Moon Walker: una piacevole new entry nella scena indie americana

Viviamo in un’epoca confusa, piena di aspettative che non si realizzano, una classe politica che va in direzione opposta al sentimento pubblico, o che non va da nessuna parte. Cerchiamo qualcuno che sappia rappresentarci ed esprimere i nostri valori al meglio, ma ovunque ci giriamo c’è solo un caos di promesse e grandi parole che si perdono nell’aria.

Cos’era la vita prima della pandemia? Nessuno ormai sembra ricordarlo più. Pare quasi che dal 2020 in avanti sia iniziata una discesa verso la distruzione di tutto quello che si era provato a costruire nel tempo.

In questo contesto qualcuno sente il bisogno di esprimere tale disagio a parole, magari attraverso una musica ritmata, che mette insieme generi diversi e con dei testi attuali che raccontano una verità spesso disturbante.

Tra le proposte estive della scena indie americana si può inserire una nuova band: i Moon Walker, composta da Sean McCarthy, alla batteria, e da Harry Springer alla chitarra, voce e produzione. Il duo di Denver (Colorado) aveva già alle spalle un passato musicale nel gruppo The Midnight Club, ma è stato durante la pandemia che ha iniziato a comporre i primi testi da cui poi è nato l’album Truth to Power. Dare sfogo alla propria voce ha avuto un effetto catartico per riuscire a combattere la ripetitività delle giornate di lockdown che si susseguivano in una monotonia senza fine.

La prima canzone della band è Tear Down the Wall, scritta nel giorno delle elezioni negli Stati Uniti del 2020. È la prima canzone in cui compare l’opinione politica del gruppo, con lo sguardo rivolto soprattutto alle conseguenze che ha avuto il governo Trump, il quale portò a livelli estremi i valori repubblicani, ma anche a tutta la classe politica in generale.

I Moon Walker parlano di argomenti molto attuali che spaziano dalla politica a temi di natura sociale, basta sentire la prima canzone, Devil, che apre l’album con un ritmo lento, ma incalzante, in cui viene rivendicata l’autocoscienza individuale, che spesso viene messa a tacere appena si accende la televisione:

Turn on the television
Accendi la televisione
Don’t gotta think for nothing
Non devo pensare per niente
I pay the cable bill monthly so they can do it for me
Pago l’abbonamento mensilmente in modo che possano farlo per me
Load up on information
Carica le informazioni
Don’t gotta filter nothing
Non devo filtrare nulla

La realtà mediatica ha sulla gente un effetto travolgente e di assuefazione, ma non deve essere una scusa alle decisioni che si prendono e ai risultati a cui queste portano. È uno dei capri espiatori a cui ci si rifà maggiormente nella vita quotidiana e lo spiegano anche i Moon Walker nella canzone The Tv made me do it. Il testo, scritto qualche tempo prima del 6 gennaio 2021, riesce a dare una spiegazione esemplare a “it” con l’insurrezione a Capitol Hill anche se il messaggio è ben più ampio e si rivolge a una cerchia più vasta rispetto alle persone che parteciparono all’assalto del Campidoglio.

Showed up early at the capitol
Ci siamo presentati presto al Campidoglio
Bright and early with a gun pulled
Brillanti e in anticipo con una pistola puntata
We were following orders by the president and his owners
Stavamo seguendo gli ordini del presidente e dei suoi proprietari
Wore the mask of a movement
Indossavamo la maschera di un movimento
The TV made us do it
La TV ce lo ha fatto fare

Lo stile musicale dei Moon Walker si rifà certamente a grandi figure del rock come: Radiohead, Led Zeppelin, The Talking Heads, The White Stripes, Pink Floyd e altri ancora. In un’intervista con Jaye Maverick del sito “Rising Artists”, alla domanda “How would you describe the music that you typically create ?” (Come descriveresti la musica che crei di solito ?) gli artisti risposero: “Angry, political, and fucking rock ‘n roll!” (Arrabbiata, politica e fottutamente rock ‘n roll!): una sintesi perfetta di tutto il loro lavoro, che si spera continui ancora per molto.

Maria Ottaviano

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