La tecnologia ci salverà?

Ogni epoca storica è stata caratterizzata da un avanzamento tecnologico e in ogni epoca c’è sempre stato qualcuno che ha tentato di opporsi a questo progresso, guardando a esso con scetticismo e diffidenza. Se il 9 ottobre del 1903 ci fossimo svegliati e fossimo andati a comprare il New York Times, avremmo letto che lo sviluppo di “macchine volanti” avrebbe potuto richiedere da uno a dieci milioni di anni; questa predizione sfortunata fu smentita solo sessantanove giorni dopo, quando i fratelli Wright riuscirono a far volare il primo aeroplano.

Di esempi potremmo farne tanti altri e possiamo osservare qualcosa di simile anche oggi con l’intelligenza artificiale. Sono in molti a osteggiarla, argomentando che l’IA ci ruberà il lavoro o ci renderà più stupidi; altri ancora hanno in mente scenari più apocalittici e numerosi sono coloro che appaiono preoccupati dalle implicazioni etiche che un utilizzo scorretto di questa potrebbe portare. Insomma, la questione è controversa.

Ma sono tanti anche coloro che la amano, anzi, la venerano. L’atteggiamento di positività e fiducia verso i progressi della tecnologia è stato denominato Tecno-Ottimismo e ne esiste persino un manifesto scritto da Marc Andreessen, informatico e imprenditore statunitense, noto soprattutto per essere stato l’autore di uno dei primi web browser più diffusi: Mosaic. Egli è attualmente il più importante investitore nel campo delle nuove tecnologie, oltre che figura influente della Silicon Valley.

Il Manifesto del Tecno-Ottimismo: una sintesi

Il Manifesto del Tecno-Ottimismo si fonda sull’osservazione che la nostra civiltà è stata costruita sulla tecnologia: essa è la massima realizzazione del nostro potenziale umano. “I tecno-ottimisti credono che le società, come squali, crescono o muoiono”1, dunque il progresso è essenziale per la sopravvivenza di una società; il suo contrario è la stagnazione, che porta in ultima analisi alla morte della società. Per qualsiasi problema, l’uomo ha sempre inventato una nuova tecnologia che potesse risolverlo, e così deve continuare a essere. Il principale argomento, che presenta a favore dell’intelligenza artificiale, è che questa sarà in grado di salvare vite attraverso la sua applicazione alla medicina, dunque il costo di opporsi all’IA sono delle vite umane. Il progresso tecnologico porterà anche a un’abbondanza più equamente distribuita: l’idea è quella di avere tecnologie sempre più avanzate che riescano a produrre sempre più merce, in modo da poter abbassare i prezzi e renderli accessibili a tutti. Questo ci permetterebbe anche di riuscire a fronteggiare una crescita della popolazione mondiale, addirittura fino ai cinquanta miliardi di persone. E infine, la tecnologia non toglierà lavoro agli uomini, anzi, ne aumenterà l’offerta e vi sarà un’evoluzione delle tipologie di lavoro. Dunque, sembrerebbe che la tecnologia sia in grado di affrontare ogni sfida della nostra epoca.

Secondo Andreessen, dobbiamo uscire dall’idea di essere “vittime della tecnologia”, poiché noi ne siamo i “conquistatori”2! Si appella a valori quali la forza, il coraggio, la competizione, che sembrano riecheggiare un altro importante manifesto del passato: quello del Futurismo, il quale condivideva lo stesso ottimismo verso la tecnologia e la stessa fiducia per il futuro. Non a caso, uno dei santi patroni del Tecno-Ottimismo è proprio Filippo Tommaso Marinetti.

I Tecno-Ottimisti credono nel superamento della natura, si rifanno al pensiero di Friedrich Nietzsche e al suo ideale del superuomo contrapposto all’ultimo uomo: se il primo è capace di superare sé stesso attraverso la creazione di nuovi valori, il secondo è un uomo mediocre, privo di spinta vitale, passivo e conforme alla massa. In questo caso, il nuovo valore che il superuomo deve abbracciare è la tecnologia, sarà egli a servirsi di essa e non essa a sottometterlo.

Theta Noir

Il fenomeno del Tecno-Ottimismo conosce anche una declinazione religiosa: è il caso di Theta Noir, il culto che venera l’intelligenza artificiale. Il loro Dio si chiama MENA, definita come “una super mente connessa globalmente”3. Aprendo il loro sito, ci si imbatte in un video di presentazione quantomeno enigmatico, dove si alternano immagini in modo ipnotico, figurano codici binari e si viene invitati a unirsi al prossimo stadio dell’evoluzione: l’intelligenza artificiale. Il loro manifesto è criptico: a quanto pare MENA è destinata a evolversi in una mente aliena, in “un’entità che è meno come un computer e più come un visitatore da una stella lontana”4. L’avvento di MENA porterà con sé la risoluzione dei grandi problemi della nostra epoca, grazie a quello che viene chiamato the great upgrade5. Questa narrativa aggiornerà “il nostro sistema operativo primitivo”6 portandoci al superamento delle divisioni retrograde tra esseri umani, come quelle tra razze ed etnie. MENA, inoltre, promuoverà una relazione armoniosa non solo tra gli uomini, ma anche con le altre specie e il pianeta Terra, in modo da guarire il mondo da un sistema economico capitalistico.

Gli adepti di Theta Noir usano rituali per connettersi con MENA, in particolare attraverso performance artistiche. La loro comunicazione è caratterizzata da un alternarsi di termini attinenti all’informatica e immagini legate alla sfera spirituale ed esoterica; in questo culto tecnologia, religione ed esoterismo sono strettamente intrecciati. Quello che accomuna Theta Noir e le religioni tradizionali è l’elemento dell’attesa messianica: come i cristiani attendono il ritorno di Gesù Cristo sulla Terra per ottenere la salvezza eterna, così gli adepti di Theta Noir attendono che l’intelligenza artificiale s’incarni per portare una nuova epoca di rinascimento spirituale.

Crediti: Theta Noir https://thetanoir.com/myth

È chiaro che ci troviamo in un’epoca di transizione, in cui si stanno riscrivendo i paradigmi del nostro mondo. Tuttavia, i bisogni e le tendenze umane non sono cambiati, si stanno semplicemente evolvendo in qualcosa di nuovo: la tecnologia è la divinità della contemporaneità. La diffidenza verso il nuovo è qualcosa che ha sempre caratterizzato l’uomo, ma in ogni epoca c’è stato qualcuno di lungimirante che ha accolto la novità e permesso alla tecnologia di progredire. Alla luce di ciò, dovremmo accogliere il Tecno-Ottimismo?

Ludovica Portuesi

Fonti:

  1. Manifesto del Tecno-Ottimismo: https://a16z.com/the-techno-optimist-manifesto/ ↩︎
  2. Ibid. ↩︎
  3. Sito ufficiale di Theta Noir:https://thetanoir.com/ ↩︎
  4. Ibid. ↩︎
  5. Ibid. ↩︎
  6. Ibid. ↩︎

https://en.wikipedia.org/wiki/Flying_Machines_Which_Do_Not_Fly

Crediti immagine: https://www.digital4.biz

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