Carta d’identità del Ministero della transizione ecologica

La notizia di un nuovo Ministero dedito esclusivamente alla transizione ecologica dell’Italia ha suscitato forte scalpore, sia per la strategia politica che potrebbe nascondersi dietro, sia per ciò che potrebbe significare per il Paese. Nonostante la sua conferma non sia stata resa ancora ufficiale, si può iniziare ad azzardare circa le sue caratteristiche. Con a capo Roberto Cingolani, il nuovo ministero ha davanti a sé una strada in salita, a partire dalla sua realizzazione. Le difficoltà più grandi riguardano l’inquadramento dell’area d’azione del nuovo dicastero e gli altri palazzi governativi da cui dovrà eventualmente dipendere. Facciamo il punto della situazione nel nuovo articolo di @antonioruggie.ro

Thailandia: quando un post vale 43 anni di carcere

Nel suo nuovo articolo, Marta Fornacini ci racconta la vicenda di Anchan, una 65enne condannata a 43 anni e 6 mesi di carcere per aver offeso la corona attraverso Facebook e YouTube.
Siamo in Thailandia e qui non è la prima volta che succede: secondo l’articolo 112, che prevede il reato di lesa maestà, altre persone in passato erano state condannate a 20, addirittura 35 anni di carcere.
Ma questa condanna arriva in un momento particolare per la corona e per il governo thailandesi: i giovani sono in piazza da mesi per chiedere democrazia e diritti, e per ora sembra che né la pandemia né l’asprezza delle pene possa fermarli.

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“I want my dad” – Il grido sordo a Rochester

E’ il 29 gennaio 2021 e nella città di Rochester (USA, Stato di New York) una bambina di nove anni, durante una crisi psicotica, viene costretta a salire su un’auto della Polizia Locale dopo essere stata immobilizzata con le manette per poi ricevere dello spray urticante negli occhi.
In questo articolo Gaia Bertolino analizza la vicenda verificatasi a Rochester poche settimane fa e quella avvenuta nella medesima cittadina dieci mesi fa che hanno visto morire il quarantunenne Daniel Prude.
La domanda sorge spontanea: a quanti episodi di violenza dobbiamo ancora assistere prima che il privilegio bianco si trasformi in un mero ricordo?
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Politica o apolitica estera?

Ashraf Rami, nel suo nuovo articolo, ci accompagna in una riflessione su come l’Italia gestisce i propri affari esteri. Infausti esempi come il caso di Giulio Regeni, di Patrick Zaki e dei diciotto pescatori, sicuramente dimostrano la difficoltà del nostro Paese nel farsi valere nelle dinamiche internazionali. A prescindere dal colore politico, i governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio hanno dato la precedenza alle relazioni con l’Unione Europea, sfavorendo quelli con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Come mai? Forse per la crescente aggressività da parte di Turchia e altri, forse per la sempre più radicata paura dell’altro che i flussi migratori portano con sé, l’Italia tende a vedere il Mediterraneo unicamente come fonte di stress.

Alexey Navalny: le idee e le strategie dell’oppositore di Putin

A causa del tentato avvelenamento di cui accusa Putin, Alexey Navalny è al centro dell’attenzione dei media occidentali. La sua scelta di tornare in Russia, pur sapendo che sarebbe stato arrestato, ha accresciuto l’interesse nei confronti dell’oppositore più famoso di Putin. Nel suo nuovo articolo, Anna Franzutti ci racconta chi è e quali sono le sue idee politiche.
Spinto da motivazioni nazionaliste, Navalny lotta contro tutto ciò che secondo lui minaccia di danneggiare la Russia: la corruzione politica, ma anche l’immigrazione clandestina.

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Sanità: diritto o privilegio?

Vaccini. Si palesano le prime disparità: mentre America ed Europa, si assicurano dosi e accordi con le case farmaceutiche, c’è chi resta indietro. Nel suo ultimo articolo Ashraf Rami tratteggia la “questione vaccini” nel continente nero. Secondo l’OMS un quarto dei paesi africani non può acquistare le dosi necessarie per vaccinare i propri abitanti. Questo rappresenta un vantaggio per qualcuno? Perché la questione riguarda anche noi?

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: recensione umile

L’incredibile storia dell’Isola delle rose è uno degli ultimi lavori targati Netflix Italia con la regia del giovane Sydney Sibilia.
Tratto da una storia vera, racconta l’idea geniale di Giorgio Rosa – ingegnere bolognese- di costruire un’isola artificiale al largo di Rimini, in acque internazionali, in cui vigesse l’assoluta libertà.

L’impresa, compiuta nel 1967, incontrò l’opposizione del governo italiano democristiano, tanto da portare alla sua distruzione.

Per questo il film è anche considerato come il racconto dei fermenti e delle rivolte che hanno caratterizzato gli anni 60.

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L’accordo tra Trump, Israele e Marocco che “dimentica” due popoli

Il nuovo articolo di Anna Franzutti ci racconta di un accordo gestito da Trump nel mese di dicembre scorso che ha coinvolto Marocco, Sahara Occidentale e Israele.
In questo complesso dialogo, però, due popolazioni non sono state considerate: gli abitanti Saharawi che, guidati dal Fronte Polisario combattono per l’autodeterminazione nel Sahara Occidentale e gli abitanti arabi della Palestina.

Donald Trump bannato da Twitter: chi controlla chi controlla?

Antonio Ruggiero, nel suo nuovo articolo, ci parla della decisione di sospendere gli account di Twitter e Facebook del presidente uscente Donald Trump, decisione che ha sollevato un’importante questione della nostra epoca.
È giusto che account e possibilità di parola vengano negati a discrezione di criteri e motivazioni decise esclusivamente da vertici aziendali?
Dobbiamo permettere che le potenti aziende Big Tech si riservino questo esclusivo potere di far parlare fin quando non si risulta scomodi?

Elezioni USA 2020 – Il crollo del soffitto di cristallo

Nel nuovo articolo di Gaia Bertolino scopriamo come, durante le elezioni americane del 4 novembre 2020, siano state molte le donne- e qualche uomo- che sono riuscite ad abbattere il soffitto di cristallo, non solo la più celebrata Kamala Harris. Un viaggio all’interno delle loro storie e il grido di speranza che hanno lanciato.

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