Qin Shi Huangdi: il primo imperatore della Cina

Tutti voi avrete sentito parlare almeno una volta del famoso “Esercito di Terracotta”, ma sapete quale particolare figura è dietro alla sua costruzione?
La nostra redattrice Malvina Montini, sinologa in erba, nel suo ultimo articolo ci racconta della figura di Qin Shi Huangdi, Primo Imperatore della Cina, un uomo dispotico, superstizioso, ossessionato dalla paura della morte e dalla ricerca dell’immortalità. Una figura ancora oggi avvolta da un alone di mistero, ma certamente una delle più conosciute e studiate quando si tratta di storia della Cina.

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10 febbraio: giorno del ricordo

Oggi, 10 febbraio, è il Giorno del Ricordo dedicato alle vittime della persecuzione nel confine orientale italiano nel secondo dopoguerra. Una vicenda in cui diversi interessi politici e nazionali si sono intrecciati per anni e di cui si è cominciato a parlare più chiaramente solo negli ultimi due decenni. Chi sono state le vittime della repressione di Tito e per quale motivo è successo tutto questo? @anna_franzu apre una finestra sulle persecuzioni avvenute in quegli anni nella regione: quella contro gli italiani che vivevano in quelle terre e il seguente esodo e quella, dovuta a motivi molto diversi, della repressione verso coloro che, slavi e italiani, supportavano il comunismo sovietico.
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Sima Qian: l’uomo oltre lo storico

Può il profondo rispetto per un genitore e il forte desiderio di essere ricordato spingere un uomo a sopportare terribili pene? In questo articolo Malvina Montini ci parla di Sima Qian, uno dei più grandi storici della Cina antica. Questo importante storico, ancora oggi esempio di pietà filiale e integrità intellettuale, si ritrovò a subire una grave umiliazione. Nonostante ciò, il desiderio di portare a termine il progetto iniziato dal padre e poter essere ricordato dai posteri grazie al suo scritto, gli diede la forza di andare avanti e completare la sua opera, lo “Shiji”, tradotto in Occidente con il nome di “Memorie di uno storico”.

L’importanza della memoria

Ogni anno il 27 Gennaio ricorre la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime della Shoah.
Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche iniziarono la liberazione del campo di Auschwitz e Birkenau, portando alla ribalta per la prima volta il genocidio nazifascista che in quei luoghi si era consumato.
Nonostante negli anni si sia parlato tanto di memoria, anche grazie alle testimonianze dei sopravvissuti come Liliana Segre e Sami Modiano, stiamo perdendo pezzi di quella memoria storica in realtà fondamentale per l’umanità costretta continuamente a subire soprusi, umiliazioni e violenze.
Ricordare e coltivare la memoria è un impegno per tutti.
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L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: recensione umile

L’incredibile storia dell’Isola delle rose è uno degli ultimi lavori targati Netflix Italia con la regia del giovane Sydney Sibilia.
Tratto da una storia vera, racconta l’idea geniale di Giorgio Rosa – ingegnere bolognese- di costruire un’isola artificiale al largo di Rimini, in acque internazionali, in cui vigesse l’assoluta libertà.

L’impresa, compiuta nel 1967, incontrò l’opposizione del governo italiano democristiano, tanto da portare alla sua distruzione.

Per questo il film è anche considerato come il racconto dei fermenti e delle rivolte che hanno caratterizzato gli anni 60.

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Corea del Sud e del Nord: Kim il-Sung contro la saggezza del mercato [parte 2]

Come la Germania, anche la poverissima Corea, potenza sconfitta, venne divisa nel 1948 in quelli che erano i due sistemi economici concorrenti. Oggi, trascorsi poco più di settant’ anni da quella divisione, chiaro ci appare il vincitore:
• il PIL pro capite dei nordcoreani, stando ad alcune stime, non supera i 583 dollari, mentre quello dei sudcoreani è di circa 31000 dollari annui (collocando lo stato in dodicesima posizione per PPP);
• secondo l’indice della libertà economica la Corea del Sud si colloca al ventisettesimo posto tra paesi più liberi del mondo con un punteggio di 90,7 punti su 100 nella categoria libertà di impresa, appena dietro la Germania (venticinquesimo posto) e davanti al Giappone, (trentesimo). La Corea del Nord, al contrario, si colloca al 180° posto con solo 5 punti su 100 nella stessa categoria;
• la Corea del Nord riesce a malapena a garantire la sussistenza in ambito agricolo, la Corea del Sud, nonostante la sua dimensione ridotta (circa 1/3 dell’Italia) si aggiudica l’ottava posizione per export e i suoi marchi sono noti in tutti il mondo (Samsung, Hyundai, LG).

Studieremo dunque, in due articoli distinti, le vicende che hanno portato questi due Stati a esiti così diversi, attraverso l’analisi svolta da Rainer Zitelmann in “La forza del capitalismo”.

Banksy a Betlemme: la Street Art come denuncia sociale

«Fondamentalmente Betlemme è stato un luogo sacro per secoli e secoli e adesso hanno costruito un enorme muro di cemento nel bel mezzo della città. È anche la tela più grande mai esistita e spero che con qualche bomboletta spray lo possiamo trasformare nell’opera d’arte più grande del mondo, ma soprattutto quella che durerà meno.» Banksy, 2007 (citazione tratta dal documentario “L’uomo che rubò Banksy”, di Marco Proserpio, 2018)

Tra i 70 muri oggi esistenti nel mondo, costruiti per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà, la barriera di separazione eretta per volere di Israele al confine con la Cisgiordania è di sicuro, suo malgrado, uno dei più noti esempi di discriminazione, ingiustizia e oppressione.

Tra gli artisti, locali e internazionali, che hanno messo a disposizione la propria arte a difesa di soprusi e discriminazioni sociali attraverso la realizzazione di graffiti sulla parte palestinese del muro che divide Betlemme, il più noto è sicuramente Banksy.

L’intento del misterioso artista di mantenere alta l’attenzione su queste tematiche lo ha spinto oltre all’espressione artistica e si è concretizzato nella realizzazione di un ostello, il The Walled Off Hotel, aperto nel 2017 a Betlemme, definito provocatoriamente dallo stesso Banksy “l’albergo con la vista peggiore del mondo”, poiché si affaccia direttamente sul muro.

Tra i numerosi murales realizzati dall’artista di Bristol a Betlemme, una ha subito una vicenda molto particolare che è stata raccontata in un documentario di Marco Proserpio con la voce narrante di Iggy Pop, “L’uomo che rubò Banksy”, presentato nel 2018 al Torino Film Festival. L’opera in questione è il controverso murales che raffigura un soldato che chiede i documenti a un asino eseguito sul muro di un’abitazione di Betlemme, asportato e venduto all’asta su Ebay.

Hagia Sofia: un dibattito interculturale e interreligioso senza tempo

La Grande Moschea Benedetta della Grande Hagia Sophia (ex Basilica di Santa Sofia) a Istanbul, il Partenone di Atene (tempio greco, poi chiesa, poi ancora moschea), la Grande Moschea di Tangeri (costruita come Chiesa), la Moschea Jamal Abdul Nasser (ex Cattedrale) di Tripoli, la Moschea degli Omayyadi o GrandeMoschea di Damasco (costruita sul sito di una basilica cristiana), la Cattedrale…

L’iperinflazione nella Repubblica di Weimar

All’indomani della IGM, la Germania sconfitta si trova a dover fare i conti con le richieste degli alleati e i forti dissensi dei cittadini che si sentono traditi dalla propria patria. Stampare moneta sembra la soluzione ma ecco che l’iperinflaizone travolge il Paese.

Giro del mondo in 26 articoli – Elfi, Troll e Gnomi: folklore nordico

Si chiamano “Huldufólk”, il Popolo Nascosto, e se vi recate in Islanda non vi azzardate a lanciare una pietra, perché potreste rischiare di colpirli! È infatti risaputo che gli islandesi amano vivere pacificamente con gnomi, elfi, nani, fate, angeli e folletti, tanto da avergli anche costruito delle mini-case in legno, sparse per tutta l’Islanda, come…