Crudelia: recensione del film

È da poco uscito in sala “Crudelia”, il nuovo live action di casa Disney incentrato sulle origini di uno dei villain più amati e odiati di sempre: Crudelia De Mon – riportata all’originario nome di Crudelia De Vil.

Nonostante il fatto che il film non si configuri come un prodotto eccelso dal punto di vista cinematografico, resta comunque una pellicola estremamente godibile, grazie soprattutto ai costumi, alle scelte musicali e all’ottima performance della protagonista.

Se siete curiosi e volete scoprirne di più, non vi resta che leggere il nostro ultimo articolo! A tal proposito ci teniamo a rassicurarvi: la recensione non contiene spoiler.

#crudelia #CrudeliaDeVil #cruella #disney #EmmaStone

Perché Seaspiracy è stato criticato da vegani e non [pt. II]

Allora, avete visto #Seaspiracy?

In questa seconda puntata, @lightbluealice ci parlerà di #acquacoltura – ossia un metodo spesso pensato come “soluzione” allo sovrasfruttamento dei mari -, di certificazioni non particolarmente efficaci, di inquinamento da #plastica negli oceani, e infine dell’impatto sociale della pesca.

Sapevate, ad esempio, che alcuni pescherecci sono stati accusati di “schiavitù contemporanea”?

Come sempre, con prove scientifiche e testimonianze, analizzeremo i fatti riportati in Seaspiracy e cercheremo di trarne le somme.

Fateci sapere nei commenti se avete visto il film e qual è stata la vostra reazione!
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Perché Seaspiracy è stato criticato da vegani e non [pt. I]

Se avete qualche amic* vegan*, probabilmente vi avrà già consigliato di vedere assolutamente #Seaspiracy, il recente “documentario” su Netflix.
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Attorno al film si è creato un polverone, non solo per le verità che mette in mostra, ma anche per il modo in cui lo fa, e le critiche sono arrivate talvolta persino dalla comunità #vegan.
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La domanda a cui tenta di rispondere Seaspiracy è “esiste la pesca #sostenibile?”
Nell’articolo di @Alice Tarditi, ex-studentessa di un Master in #Sostenibilità Socioambientale delle Reti Agroalimentari, cercheremo di capirlo, anche attraverso le critiche mosse al documentario.
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Million Dollar Baby: dove la boxe lascia il posto a qualcosa di molto più grande

Risale all’ormai lontano 2004 “Million Dollar Baby”, il film di Clint Eastwood che si aggiudicò ben quattro premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior attore non protagonista.

Eppure la pellicola è quanto di più vicino alla nostra epoca, per tematiche e profondità di significato.

La storia segue il percorso di Maggie Fitzgerald, da giovane squattrinata a pugile di successo. Ma segue anche la storia di due amici e colleghi, legati dalla passione per la boxe, ma in costante lotta fra loro quanto a ideali e scelte di vita.

Tratto da uno di racconti di F.X. Toole, pugile, allenatore e scrittore che dedicò la sua opera all’uomo che lo aveva introdotto al mondo della boxe, “Million Dollar Baby” rappresenta, tuttavia, molto più di un film sul pugilato: è il film sulla vita.

#MillionDollarBaby #ClintEastwood #HilarySwank #MorganFreeman #cinemadautore #cinema #ThePassword

Soul, il nuovo film Pixar: recensione.

L’ultimo film Pixar “Soul” doveva uscire nelle sale in prossimità delle feste natalizie, ma, a causa della pandemia, la Disney ha deciso di distribuirlo in chiaro su Disney Plus il giorno di Natale.

La nostra redattrice Erika Manassero ha visto e rivisto la pellicola per scrivere poi la sua personale recensione.
Quest’ultimo cartone della pluripremiata casa produttrice Pixar è forse quello meno “da bambini” che abbiamo visto fino ad ora, dal momento che tocca temi molto delicati, ma in modo molto dolce e travolgente. Sicuramente è una pellicola che fa riflettere, specialmente gli adulti.

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Dogtooth: quando la tragedia greca arriva sul grande schermo

Nell’articolo di oggi vi proponiamo una recensione di “Dogtooth”, il film di Yorgos Lanthimos arrivato nelle sale italiane soltanto l’estate scorsa.

La pellicola si inserisce nel filone di un modo innovativo di fare cinema, inaugurato dalla fruttuosa collaborazione di Lanthimos e dello sceneggiatore Efthymis Filippou, che proprio in “Dogtooth” conobbe il suo primo episodio.

Il Leitmotiv che unisce questa e altre opere di Lanthimos, tra cui il meglio noto “Il sacrificio del cervo sacro”, è quello di dare a temi e stilemi propri della tragedia greca antica una collocazione più attuale: il grande schermo.

La peculiarità di questo film è tale da renderlo poco adatto a una sinossi. In “Dogtooth, infatti, ci viene mostrato come si svolge la vita di una famiglia atipica, che dimora in una villa appartata, sita chissà dove. La casa rappresenta un vero e proprio universo parallelo, in cui qualunque aspetto della realtà viene demistificato e reinterpretato secondo modalità anomale e stranianti. All’interno di questa sorta di mondo a parte, tuttavia, ci sarà qualcuno che, a un certo punto, proverà a ribellarsi.

Dunque, se volete approfondire questi aspetti e siete amanti del cinema d’autore, non vi resta altro che guardare il film e dirci cosa ne pensate!

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: recensione umile

L’incredibile storia dell’Isola delle rose è uno degli ultimi lavori targati Netflix Italia con la regia del giovane Sydney Sibilia.
Tratto da una storia vera, racconta l’idea geniale di Giorgio Rosa – ingegnere bolognese- di costruire un’isola artificiale al largo di Rimini, in acque internazionali, in cui vigesse l’assoluta libertà.

L’impresa, compiuta nel 1967, incontrò l’opposizione del governo italiano democristiano, tanto da portare alla sua distruzione.

Per questo il film è anche considerato come il racconto dei fermenti e delle rivolte che hanno caratterizzato gli anni 60.

#fabianabrio#netflix #isoladellerose #sydneysibilia #eliogermano #matildadeangelis #giorgiorosa #thepassword #thepasswordunito #unito

Destino, il corto d’autore che forse ancora non conoscete

Un corto Disney che forse ancora non conoscete, ma che merita di essere visto, è Destino.
Un corto non recente, dal momento che è stato realizzato nel 1945, in seguito all’incontro tra Walt Disney e Dalì; non vide immediatamente la luce, ma venne ripreso nel 2003 da Roy Disney e venne premiato al Festival internazionale del film d’animazione.
Ma di cosa tratta? Si tratta della storia dell’incontro-scontro dai risvolti surreali e onirici tra una ballerina e un giocatore di baseball: una storia d’amore semplice ma d’impatto.
Destino è disponibile nel catalogo di Disney Plus.

Recensione no-spoiler e qualche retroscena di Borat 2

Borat è un mockumentary, vale a dire un finto documentario. In questa nuova pellicola, il giornalista kazako Borat Sagdiyev (Sacha Baron Cohen) viene inviato nuovamente in America al fine di guadagnare la fiducia di Donald Trump, facendo un regalo al suo vice Michael Pence. L’oggetto del regalo ricade sulla figlia quindicenne di Borat stesso, Tutar (interpretata da Marija Bakalova). Durante il film assistiamo al tentativo di Borat di trasformare sua figlia in una donna desiderabile agli occhi degli uomini più vicini a Trump: bella, bionda, repubblicana.
La particolarità di questo film è che non tutto è finzione, ma anzi grande parte di esso è costituita da tante candid camera. Inoltre è stato girato in gran segreto durante la pandemia.
Durante le riprese Sacha Baron Cohen si è “cacciato nei guai” varie volte. Ad esempio ha pagato per partecipare con un’esibizione canora a un festival di estrema destra, di fronte a un pubblico inizialmente inconsapevole dello scherzo. Pare che poi Sacha Baron Cohen sia scappato di gran carriera a bordo di un’ambulanza che lo aspettava, evitando il linciaggio. Ma la scena più shock del film riguarda Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York e avvocato di Trump. Senza svelare troppo, riportiamo semplicemente il suo tweet in risposta a quella scena: “Il video di Borat è una completa montatura. Mi stavo infilando la camicia dopo aver tolto l’apparecchio di registrazione. In nessun momento prima, durante, o dopo l’intervista sono mai stato inappropriato. Se Sacha Baron Cohen fa credere altrimenti è un bugiardo patentato.”

Recensione di una Disney addicted al live action di Mulan

Non so voi, ma quando la Disney ha reso pubblico che avrebbe realizzato il live action di Mulan, il classico del 1998 che racconta la storia dell’eroina della Cina più famosa della storia, ho letteralmente fatto i salti di gioia non solo perché sono una millenial nostalgica e amo i live action, ma soprattutto perché…