La vagina non è un tabù – E se potessi non avere il ciclo ogni mese?

Ogni donna nel corso della sua vita si è detta almeno una volta che avrebbe fatto qualunque cosa per non avere il ciclo, ma che questo non è possibile.
Non è del tutto vero e in questo articolo di Monica Schianchi scopriamo come.
Esistono pillole, come la seasonique, che si prendono ininterrottamente per tre mesi e solo alla fine del terzo compare il ciclo, facendo sì che, in un anno, anziché dodici/tredici mestruazioni, una donna ne abbia soltanto quattro.
Tante donne preferiscono avere il ciclo ogni mese, per una questione di sicurezza mentale. Se invece questo non dovesse essere un problema, ricordate che, prima di intraprendere un percorso del genere, è necessario parlarne con un medico, ascoltare i suoi consigli e fare tutti gli accertamenti necessari.
Non avere il ciclo deve essere una liberazione, non un rischio.

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Il mondo dell’Arte ricorda Pinin Brambilla Barcilon

Lo scorso 12 dicembre si è spenta a Milano Pinin Brambilla Barcilon, una delle restauratrici più influenti del XX secolo, nota soprattutto per il restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci.

Nel curriculum della restauratrice, che vantava oltre 70 anni di carriera, vi sono interventi su alcune delle più importanti opere d’arte italiane.

Nel 2015 Pinin Brambilla è stata co-fondatrice del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, che collabora con L’Università degli Studi di Torino in quanto istituto di eccellenza per la formazione universitaria dei restauratori e per la ricerca scientifica nel settore dei beni culturali, e lo ha diretto fino al 2012.
Attualmente presso il Centro di Venaria è conservato il Fondo Pinin Brambilla, un archivio composto da tutta la documentazione prodotta dalla restauratrice nel corso della sua carriera.

Nel 2019 è stata insignita dall’Università di Torino della laurea Honoris Causa in Conservazione e Restauro dei Beni culturali «per aver conservato alle presenti e tramandato alle future generazioni il nostro patrimonio artistico e per aver insegnato che il restauro serve a vedere e rivedere con occhi sempre nuovi le opere d’arte».

La malnutrizione nel primo mondo: i deserti alimentari

Nell’articolo di Daniela Carrabs, secondo il dipartimento dell’agricoltura statunitense, quasi 24 milioni di cittadini non hanno libero accesso a frutta, verdura e prodotti freschi. Queste persone vivono nei food desert, aree desolate in cui il junk food e la povertà prevalgono e il primo supermercato può trovarsi anche a decine di chilometri di distanza. Come è possibile che questo accada in uno dei paesi più ricchi del mondo?

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Elezioni USA 2020 – Il crollo del soffitto di cristallo

Nel nuovo articolo di Gaia Bertolino scopriamo come, durante le elezioni americane del 4 novembre 2020, siano state molte le donne- e qualche uomo- che sono riuscite ad abbattere il soffitto di cristallo, non solo la più celebrata Kamala Harris. Un viaggio all’interno delle loro storie e il grido di speranza che hanno lanciato.

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La religione sta dietro alle nostre abitudini: quanto ne siamo davvero distanti?

Tra chi professa una religione, chi è ateo e chi non si definisce c’è un filo comune che influenza i nostri comportamenti, si tratta di cultura?
Marina Lombardi, in questo articolo, ci spiega che, di fatto, sì. Anche senza che ce ne rendiamo conto, tanti aspetti della religione sono ormai radicati nei comportamenti di tutti, anche in coloro che non sono credenti. Per questo motivo, ci si tiene a fare una pausa alla domenica e si prendono le ferie in prossimità del Natale o della Pasqua; per questo ci si fanno gli auguri anche se non si crede e per questo possediamo determinate abitudini.

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La leggerezza dello slut shaming

Ragazze, vi è mai capitato che vi criticassero per una maglietta troppo scollata? Per una gonna troppo corta? Per aver parlato troppo liberamente della vostra vita sessuale?
In questo articolo di Ilaria Cavallo si parla di questo fenomeno, che si chiama slut shaming, e che consiste nel mortificare una donna per i propri atteggiamenti sessuali o per il proprio abbigliamento, considerati sconvenienti.
Si tratta di un pregiudizio, di un’etichetta che molto spesso sono le donne stesse ad attaccare alle altre donne, come è stato per quella maestra torinese vittima di revenge porn, criticata perché una maestra “non dovrebbe fare certe cose”. O, come capita ancora troppo spesso, quando una donna è vittima di violenza sessuale e si cerca di minimizzare la colpa dell’uomo enfatizzando abiti o atteggiamenti provocanti.
Oggi come non mai si cerca di abbattere gli stereotipi, ma vedendo quanto ancora sia diffuso lo slut shaming, si capisce quanta strada ancora ci sia da fare.

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H&M sta davvero diventando più ecosostenibile?

In seguito al crollo del Rana Plaza del 2013 l’azienda svedese H&M sembra aver adottato politiche a favore della sostenibilità ambientale e del rispetto dei lavoratori.
Uno sguardo critico nei confronti della linea d’abbigliamento “Conscious”. Riuscirà H&M a diventare un’azienda climate positive entro il 2040?

La (non) vita dei campi profughi e la scuola che salva i giovani

Il nuovo articolo di Anna Franzutti ci racconta di un progetto che incentiva l’istruzione e la creatività dei ragazzi che vivono nei campi profughi. Still I rise è un’organizzazione indipendente con l’obiettivo di favorire l’educazione in alcuni dei punti più critici del pianeta. Dall’hotspot di Samos, dove tutto è iniziato, alla Siria e la Turchia, ma il progetto si sta espandendo. Da Mazí, la prima scuola costruita da Still I rise, è nata una mostra che ha fatto il giro del mondo testimoniando la vita quotidiana dei ragazzi di un campo profughi, raccolta in un libro i cui guadagni contribuiscono a finanziare il progetto educativo.
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Una newsletter a colazione

La newsletter è uno strumento di marketing con finalità informative ma ha anche un forte valore emozionale, capace di instaurare un rapporto diretto con il lettore.

Oggi su The Password vi proponiamo quattro newsletter – a nostro avviso- imperdibili!

La storia della lira tra le due guerre

Seconda parte della storia della Lira tra le due guerre.

A causa dei costi bellici, aumentò l’inflazione e la moneta si deprezzò. Nei primi anni Venti la situazione migliorò, ma l’intervento diretto di Mussolini, per contenere l’inflazione, fece crollare la lira. Per cercare di difenderla, stabilì che la Banca d’Italia fosse l’unica responsabile dell’emissione biglietti; ridusse il debito del tesoro nei confronti della Banca centrale e stabilizzò il debito.
Nel 1930 si andarono a ridurre gli investimenti in impianti e attrezzature, che porteranno a una riduzione della produttività, che il governo maleinterpretò, riducendo ancora di più la produzione. I titoli persero valore, cosicché tutti i creditori si precipitarono in banca per prelevare i propri soldi, mandando in crisi il sistema bancario.
Nel 1936 si decisero a svalutare la moneta e a sospenderne la convertibilità, rendendola più competitiva, anche se i benefici si videro poco, a causa della crescente spesa pubblica.