Che fine ha fatto Ronald McDonald?

A partire dall’apertura del primo ristorante nel 1940, McDonald’s è passato attraverso diversi cambi d’identità, probabilmente per fronteggiare le critiche sollevatesi attorno al marchio. Fra questi cambiamenti c’è il ri-orientamento da parte di McDonald’s verso un pubblico più maturo, alla moda e all’avanguardia. Questa nuova veste, però, non può più permettersi la presenza di un grosso clown con la parrucca rossa come testimonial dell’azienda. Che fine ha fatto, quindi, Ronald McDonald?

Corea del Sud e del Nord: Kim il-Sung contro la saggezza del mercato [parte 2]

Come la Germania, anche la poverissima Corea, potenza sconfitta, venne divisa nel 1948 in quelli che erano i due sistemi economici concorrenti. Oggi, trascorsi poco più di settant’ anni da quella divisione, chiaro ci appare il vincitore:
• il PIL pro capite dei nordcoreani, stando ad alcune stime, non supera i 583 dollari, mentre quello dei sudcoreani è di circa 31000 dollari annui (collocando lo stato in dodicesima posizione per PPP);
• secondo l’indice della libertà economica la Corea del Sud si colloca al ventisettesimo posto tra paesi più liberi del mondo con un punteggio di 90,7 punti su 100 nella categoria libertà di impresa, appena dietro la Germania (venticinquesimo posto) e davanti al Giappone, (trentesimo). La Corea del Nord, al contrario, si colloca al 180° posto con solo 5 punti su 100 nella stessa categoria;
• la Corea del Nord riesce a malapena a garantire la sussistenza in ambito agricolo, la Corea del Sud, nonostante la sua dimensione ridotta (circa 1/3 dell’Italia) si aggiudica l’ottava posizione per export e i suoi marchi sono noti in tutti il mondo (Samsung, Hyundai, LG).

Studieremo dunque, in due articoli distinti, le vicende che hanno portato questi due Stati a esiti così diversi, attraverso l’analisi svolta da Rainer Zitelmann in “La forza del capitalismo”.

Il Covid-19 non parla la nostra lingua

Da quando il Covid-19 è tra noi sono molti i neologismi entrati nell’uso nella nostra lingua. Lockdown; smart working; task force; recovery fund: questi sono solo alcuni degli innumerevoli anglicismi di cui l’italiano è oggi intriso.

La sindrome del “Mai Abbastanza”

Perché la società odierna è invasa dal perfezionismo dell’immagine? Quando e perché è nato questo slittamento di valori che si sposta sempre più verso l’estetica del corpo? Sara Melotti è un ex fotografa di moda e nel suo reportage si mette a nudo con la voce di chi ha vissuto all’interno di questo meccanismo che ha provocato e alimenta il processo del “beauty myth”. Siamo dei corpi da scolpire, fortificare, lenire. Siamo sempre più la cellulite da eliminare, i chili di troppo sulla bilancia,un incarnato troppo pallido o scuro. Insomma nessuno è “mai abbastanza”. Non contano più i sogni, le emozioni, le proprie qualità: l’interiorità è diventata vassalla del marketing della bellezza.
Ma che cos’è la bellezza? Che cosa invece ci rende meno belli? Siamo sicuri che sia un valore esclusivamente esteriore?

Banksy a Betlemme: la Street Art come denuncia sociale

«Fondamentalmente Betlemme è stato un luogo sacro per secoli e secoli e adesso hanno costruito un enorme muro di cemento nel bel mezzo della città. È anche la tela più grande mai esistita e spero che con qualche bomboletta spray lo possiamo trasformare nell’opera d’arte più grande del mondo, ma soprattutto quella che durerà meno.» Banksy, 2007 (citazione tratta dal documentario “L’uomo che rubò Banksy”, di Marco Proserpio, 2018)

Tra i 70 muri oggi esistenti nel mondo, costruiti per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà, la barriera di separazione eretta per volere di Israele al confine con la Cisgiordania è di sicuro, suo malgrado, uno dei più noti esempi di discriminazione, ingiustizia e oppressione.

Tra gli artisti, locali e internazionali, che hanno messo a disposizione la propria arte a difesa di soprusi e discriminazioni sociali attraverso la realizzazione di graffiti sulla parte palestinese del muro che divide Betlemme, il più noto è sicuramente Banksy.

L’intento del misterioso artista di mantenere alta l’attenzione su queste tematiche lo ha spinto oltre all’espressione artistica e si è concretizzato nella realizzazione di un ostello, il The Walled Off Hotel, aperto nel 2017 a Betlemme, definito provocatoriamente dallo stesso Banksy “l’albergo con la vista peggiore del mondo”, poiché si affaccia direttamente sul muro.

Tra i numerosi murales realizzati dall’artista di Bristol a Betlemme, una ha subito una vicenda molto particolare che è stata raccontata in un documentario di Marco Proserpio con la voce narrante di Iggy Pop, “L’uomo che rubò Banksy”, presentato nel 2018 al Torino Film Festival. L’opera in questione è il controverso murales che raffigura un soldato che chiede i documenti a un asino eseguito sul muro di un’abitazione di Betlemme, asportato e venduto all’asta su Ebay.

Whittier, la ‘Città sotto un solo tetto’

esiste una città in cui tutti gli abitanti vivono in un solo condominio, nel clima rigido dell’Alaska e a stretto contatto coi vicini casa. Voi ci vivreste mai? Fareste un’esperienza di qualche mese o scappereste subito via?

La teoria del valore

L’economia studia gli scambi tra individui, non è quindi un caso che uno dei temi più trattato dai primi studiosi di scienze economiche fosse proprio quello del valore: “sulla base di cosa avviene lo scambio?”, “Che cos’è che determina il valore di un bene” sono domande che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita.

La Via del Sale che unisce Piemonte e Liguria

Durante l’alluvione del 2 e 3 ottobre, tra le aree più colpite troviamo Limone Piemonte, numerosi piccoli paesi della provincia cuneese e del ponente ligure, Ventimiglia. Sono le aree che rappresentano i punti di inizio e di arrivo del meraviglioso percorso turistico in alta quota di cui vi parliamo nell’articolo.

Nell’attesa che i danni materiali vengano risolti e la via torni accessibile, scopriamo una parte del territorio che merita di essere valorizzata per la sua storia e lo spettacolo che ci offre.