Nelle ultime settimane, social media e testate giornalistiche non hanno fatto altro che parlare di cinema e spettacolo, a seguito della recentissima celebrazione della cerimonia dei Golden Globes 2026. A condurre l’83ª edizione del premio, svoltasi lo scorso 11 gennaio, è stata la comica e attrice Nikki Glaser. L’élite del cinema internazionale si è dunque riunita nell’evento considerato l’apertura della stagione delle premiazioni: attori, registi e celebrità di ogni tipo hanno indossato abiti di lusso e gioielli sfarzosi all’interno di una location altrettanto esclusiva, il Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills.
Le critiche
Come spesso succede, soprattutto negli ultimi anni, diverse critiche sono state sollevate in risposta a un’ostentazione così estrema di lusso ed esclusività in un periodo storico complesso come quello che stiamo attraversando. Molti hanno descritto queste celebrazioni come uno “schiaffo” alle tragedie che si stanno consumando nel mondo e negli stessi Stati Uniti. Sui social, in particolare Instagram e TikTok, hanno spopolato video edit in cui questa dinamica viene paragonata all’idea illustrata nella trilogia di Hunger Games. Il parallelismo è efficace e d’effetto: le élite sociali, sfoggiando la propria ricchezza — apparentemente incuranti del mondo che le circonda — distrarrebbero infatti la gente comune da ciò che succede al di fuori del red carpet.
Ma questi eventi sono davvero necessari?
Per molti sono un’importante celebrazione della cultura e della creatività: servirebbero a ricordarci che l’essere umano è in grado di immaginare e creare e, a volte, anche di produrre qualcosa che abbia un vero impatto sociale, in grado di trasmettere un messaggio.
I film servono anche a questo. Nelle giuste mani, una pellicola può diventare strumento pedagogico, commemorazione storica, divulgazione scientifica o persino veicolo di lotta sociale.
Basti pensare a titoli come Divorzio all’italiana (1961), Il colore viola (1985), Philadelphia (1993), Schindler’s List (1993), Il pianista (2002), C’è ancora domani (2023) …
Scandali e controversie
Nonostante ciò, le obiezioni sollevate risultano perfettamente comprensibili, dal momento che le star sfilano con abiti da centinaia di migliaia di dollari e i contenuti più diffusi riguardo questi eventi restano quelli di carattere più frivolo (chi ha indossato cosa, quali colori sono in “palette” e chi “avrebbe potuto fare di più”). L’aspetto culturale è totalmente messo da parte e dimenticato.
Oltretutto, negli anni, queste cerimonie hanno dato adito a una serie non indifferente di scandali. Nell’edizione del 2022, ad esempio, i Golden Globes sono stati boicottati. Tutta Hollywood è insorta in un vero e proprio sciopero a causa dell’evidente (e forse intenzionale) mancanza di diversity e della corruzione che caratterizzavano la Hollywood Foreign Press Association, l’associazione composta da quasi novanta giornalisti professionisti incaricati della gestione dell’evento.
Così, non solo la HFPA è stata formalmente smantellata nel 2023 e sostituita dalla Golden Globe Foundation, ma anche la stessa National Broadcasting Company (NBC) si è rifiutata di trasmettere l’edizione del 2022 e un altro centinaio di associazioni hanno negato la propria collaborazione all’evento.
Di una più recente controversia sono stati protagonisti invece i Critics’ Choice Awards — svoltisi il 4 gennaio 2026 — durante i quali il premio per il “Miglior film in lingua straniera”, assegnato a The Secret Agent di Kleber Mendonça Filho, è stato consegnato sul red carpet e non sul palco, in diretta, come da normale procedura. Il gesto è stato giudicato non professionale e irrispettoso e i fan della pellicola hanno espresso rabbia e indignazione a proposito su tutte le piattaforme social.
La risposta di alcune celebrity
Alcune celebrità del cinema e dello spettacolo hanno invece voluto sfruttare la grande visibilità di questi momenti per portare sul palco messaggi importanti. Nel suo acceptance speech, Teyana Taylor, vincitrice del premio come miglior attrice non protagonista ai Golden Globes di quest’anno, ha dedicato la sua vittoria a tutte le donne e ragazze nere con parole commoventi: «La nostra dolcezza non è una debolezza, la nostra profondità non è eccessiva e la nostra luce non ha bisogno di permessi per brillare. Apparteniamo a ogni stanza in cui entriamo». Anche Meryl Streep, nel suo celebre discorso del 2017, sottolineava come Hollywood sia piena di outsiders — persone provenienti da ogni parte del mondo, con background sociali, familiari ed economici molto variegati — rimarcando come questa diversità sia da celebrare e proteggere. Ha poi pronunciato forti parole di critica nei confronti di Donald Trump, dopo la sua agghiacciante imitazione di un reporter del New York Times con disabilità. Perché “Questo istinto a voler umiliare, quando viene espresso da un personaggio pubblico, da qualcuno di potente… è come se desse il permesso agli altri di fare la stessa cosa…”.
Altre celebrity hanno utilizzato il proprio spazio in maniera intelligente in diverse occasioni. Durante i Critics’ Choice Awards e gli Emmys, ad esempio, molti hanno cercato di incentivare la consapevolezza su diversi temi: dal genocidio palestinese, alla sempre più crescente brutalità dell’I.C.E, fino alla segregazione dei nativi americani e alla diffusione dei bias etnici che, ancora oggi, condizionano la società.
Non si può dire che questi grandi eventi mondani siano intrinsecamente positivi o negativi, la differenza di percezione sta nel modo in cui vengono presentati. Le persone appartenenti a queste realtà hanno, in qualche modo, una responsabilità nei nostri confronti in quanto spettatori? O siamo forse noi a dover sempre conservare uno sguardo critico?
Alice Musto
Fonti
Andrew Pulver, “Golden Globes 2022 will have no stars, red carpet or TV show. Diversity and ethics scandals leave the ceremony without a network broadcaster, or famous faces to broadcast, after a film industry boycott”, The Guardian, 5 gennaio 2022, ultima consultazione 17 gennaio 2026, link: https://www.theguardian.com/film/2022/jan/05/golden-globes-2022-will-have-no-stars-red-carpet-or-tv-show
BBC News, Donald Trump under fire for mocking disabled reporter, 26 novembre 2015, ultima consultazione: 17 gennaio 2026, link: https://www.bbc.com/news/world-us-canada-34930042
Colosimo Valentina, “Golden Globe 2026: il trionfo di Una battaglia dopo l’altra e la rivincita di Chalamet”, Vanity Fair, 12 gennaio 2026, ultima consultazione: 13 gennaio 2026, link: https://www.vanityfair.it/article/golden-globes-2026-premi-vincitori
@moviequotes, This speech is more relevant now than ever, [post Instagram], 8 ottobre 2025, ultima consultazione: 17 gennaio 2026, link: https://www.instagram.com/reel/DPjXFrAkTjb/?utm_source=ig_embed
