“I Peccatori” e la magia del blues: un’analisi (parte seconda)

Dopo aver recensito il nuovo film di Ryan Coogler, “I Peccatori”, la nostra redattrice Gaia Sposari indaga (con spoiler!) sui concetti di appropriazione e assimilazione culturale e analizza il modo in cui questi vengono rappresentati all’interno della pellicola.
Dal blues al rock n’ roll, passando per il jazz, le comunità afroamericane hanno avuto un ruolo centrale nella creazione e nell’evoluzione di generi musicali che oggi tutti amiamo, spesso senza che questo merito sia stato loro riconosciuto.

Ma come viene affrontata questa stessa questione nel film? Scopritelo nella seconda parte dell’analisi!

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“I Peccatori” e la magia del blues: una recensione (parte prima)

“I Peccatori”, ultimo film del regista Ryan Coogler, rappresenta la sua prima esplorazione del genere horror. Ambientato nel sud degli Stati Uniti durante la segregazione razziale, il film mette in luce i concetti di comunità e appropriazione culturale, in primis attraverso il personaggio del vampiro Remmick ma anche approfondendo il legame tra la musica blues e l’occulto. In questa prima parte dell’articolo, la nostra redattrice Gaia Sposari fornisce una recensione del film, in preparazione ad un’analisi più dettagliata dei temi che lo caratterizzano.

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Tyler The Creator, i cellulari e la “cringe culture”

Al listening party per il suo ultimo album, “Don’t Tap The Glass”, Tyler The Creator ha vietato l’uso dei telefonini. Sembrata inizialmente una mossa per evitare dei leak prima delle data di uscita, Tyler ha poi precisato sul suo account Instagram che è stato anche per fare un esperimento: “ho chiesto a degli amici perché non ballano in pubblico e alcuni mi hanno detto che è per via della paura di essere registrati” e di “diventare un meme”.

In questo articolo riflessione, la redattrice Gaia Sposari parte da “Don’t Tap The Glass” e la figura di Tyler The Creator per parlare della cringe culture e le sue conseguenze sul nostro modo di ascoltare e vivere la musica.

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Da abbonamenti ad armamenti: la nuova economia di Spotify

Diminuzione delle royalties, meri centesimi per stream e ora un investimento in droni kamikaze: l’ultima mossa economica di Spotify è sicuramente la prima del suo genere e non sarà la meno controversa.

Daniel Ek, il CEO del gigante dello streaming svedese, ha deciso di investire 600 milioni di euro nella compagna di armamenti AI tedesca Helsing, creatrice di droni a munizioni circuitanti di ultima generazione usate persino nel conflitto Russia-Ucraina.

Gaia Sposari ci parla di come la comunità musicale ha reagito a questa mossa di Ek e come questa notizia si aggiunga ad altri controversi investimenti finanziari da parte di Spotify.

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Breve storia (e declino) della hit estiva

Sapevate che la hit estiva nasce all’inizio del ventesimo secolo? Vi accorgete che una hit estiva vera e propria quest’estate non è ancora uscita? Chi legge potrebbe non essere d’accordo, eppure i dati parlano chiaro: le classifiche variano di settimana in settimana e per la prima volta sembra che nei lidi e nei bar ci sia più varietà musicale. Perché? Cosa è successo alla hit estiva? Ce ne parla la nostra redattrice Gaia Sposari nel suo nuovo articolo.

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Glitter, spade e Hallyu: ecco “KPop Demon Hunters”

“KPop Demon Hunters” è il debutto alla regia di Maggie Kang e l’ultimo film di animazione della Sony Pictures Animation, studio ben conosciuto per i film “Spider-Verse”. Il film, uscito su Netflix, parla del girl group HUNTR/X, non solo pop stars, ma anche cacciatrici di demoni pronte a difendere la barriera tra il mondo umano e quello demoniaco con il potere della loro musica. Il film rientra perfettamente nel fenomeno della “korean wave”, che ha preso in pieno non solo l’Italia, ma tutto il mondo – soprattutto se si parla di K-Pop. Ma il film quanto affronta le conosciute problematiche dell’industria? Ce ne parla Gaia Sposari in questa recensione senza spoiler.

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Un anno di Kendrick vs Drake: arriva una causa legale

Poco più di un anno fa Kendrick Lamar ha rilasciato “Not Like Us”, una hit che sembrava aver decretato la fine di una lunga faida con il “collega” Drake. Il dissing, però, è stato riaperto da Drake con una causa legale in risposta all’esibizione di Kendrick al Superbowl 2025, che non fa che rigirare il dito nella piaga.
Cosa può rendere questa questione ancora così discussa? Per saperne di più leggi l’ultimo articolo della nostra redattrice Gaia Sposari.

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The Rise and Fall of a Midwest Princess: la trionfale gioia saffica di Chappell Roan

Conosci una delle nuove stelle nascenti del pop queer e femminista, Chappell Roan? La cantante statunitense ha recentemente raggiunto tantissima fama dopo aver aperto i concerti della collega e amica Olivia Rodrigo in Nord America per il suo Guts Tour. Cresciuta in una campo caravan nel Missouri, in una comunità chiusa e religiosa, Roan ha usato questa sua nuova identità da popstar per esprimere al meglio il suo amore per la musica e, soprattutto, per le donne e il mondo queer. Gaia Sposari ci parla di questa stella nascente e del suo primo album, The Rise and Fall of a Midwest Princess.

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Di “bundling” e royalties: perché la relazione tra Spotify e i suoi artisti sta diventando tossica

Lo sapete che il prezzo di Spotify potrebbe aumentare ancora? E’ già successo negli Stati Uniti, dove il prezzo per un account Premium è salito da 9.99 a 10.99 dollari. Il motivo è l’aggiunta di un nuovo servizio, ovvero la possibilità di ascoltare audiolibri. Il voler investire in questa aggiunta ha però avuto un effetto negativo sulla distribuzione delle royalties tra artisti musicali. Non è nemmeno la prima volta che Spotify cerca di andare a risparmio per quanto riguarda la giusta paga dovuta ad artisti, casa discografica, produttori e compositori.

In questo articolo Gaia Sposari ci parla della difficile relazione pubblica ed economica tra Spotify e gli artisti sulla sua piattaforma, partendo da l’inizio di quest’anno fino alle ultime notizie.

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Beyoncé, il country e l’intersezionalità – parte seconda: identità artistica tra radicalismo e capitalismo

Nella prima parte di questo articolo, la nostra redattrice Gaia Sposari ci parla dell’ultimo album di Beyoncé, “COWBOY CARTER”, che intende reclamare il genere country dopo il suo “whitewashing”, atto che accade molto più del dovuto a generi che hanno radici in tradizioni di persone razzializzate. Un’altra caratteristica del country, però, è sempre stata l’essere un genere nato nell’ambito delle comunità di classe bassa e lavoratrice. Quanto è impattante questo atto quindi se a farlo è comunque una milionaria?

In questo articolo si discuterà di come spesso l’ambito economico venga ignorato quando si parla di arte ed intersezionalità – soprattutto quando molti artisti usano la propria appartenenza a minoranze come parte integrante della propria immagine pubblica ed artistica.

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