MANIFEST, L’APPRODO FINALE

@hyggerika descrive, in breve, # manifest e l’ultima puntata della serie statunitense, la quale si mostra come emozionante e profondamente rivelatrice perché fa capire come nella vita si possano conquistare e perdere rapporti anche in un battito di ciglia: tutto può cambiare per una scelta. È tutto connesso e Manifest ce l’ha insegnato perché ogni personaggio è perfetto nelle sue imperfezioni: possiede pregi, difetti e pensieri contrastanti, per cui sono il campione eccellente per l’esperimento divino.

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Quattro metà: esiste un punto d’incontro tra il Simposio di Platone e l’affinità tra anime gemelle?

Per concludere una giornata stancante e godersi un po’ di meritato relax l’ideale, spesso e volentieri, è sempre quello di guardare un bel film: Netflix ci propone numerosissimi titoli tant’è che a evincere è quasi sempre l’imbarazzo della scelta. Ed è proprio scorrendo che abbiamo scoperto Quattro metà: una commedia romantica in grado di far ridere e tener incollati allo schermo trattando un argomento che riporta al Simposio di Platone. Dunque, siamo davvero alla ricerca di un’anima gemella o potremmo trovare un punto d’incontro modellandoci alla persona che ci attrae?
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Cronache da Cannes: Asteroid City e contaminazioni astronomiche

Asteroid City è l’ultimo (e molto atteso) film del regista texano Wes Anderson, presentata al Festival di Cannes qualche giorno fa. Il suo nome è associato inevitabilmente alla sua estetica particolarmente riconoscibile, fatta di simmetrie maniacali e toni pastello irreali. Un’estetica eternamente replicata e imitata (vedasi anche il recente trend su Tiktok) che rischia di diventare vuota e stantia: Asteroid City potrebbe aver scongiurato questo rischio?
La nostra redattrice Sofia Racco ci racconta l’ultima fatica andersoniana direttamente dalle sale del Festival di Cannes.

A Cannes trionfa “Anatomie d’une chute”: quando il personaggio femminile é carnefice

La Palma d’Oro della Settantaseiesima edizione del Festival di Cannes é andata a Anatomie d’un Chute, film che narra la catabasi infernale di un matrimonio.
Dunque di cosa tratta questo nuovo film francese? Varrà la pena di andare a vederlo al suo debutto nelle sale cinematografiche?
L’articolo propone una breve recensione (senza spoiler) di questa narrazione fredda, clinica, sul rapporto uomo-donna e sul capovolgimento dei ruoli di genere. Scopri di più nell’ultimo articolo di Rebecca Siri.

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Viaggiare nelle location delle nostre serie tv preferite: il fenomeno del cineturismo

Il cineturismo è la tendenza di viaggiare in luoghi resi celebri dal cinema e dalla televisione. Grazie alla sempre più rapida realizzazione di nuovi prodotti televisivi, e alla loro diffusione tramite i social media e piattaforme come Netflix, questa tendenza è sempre più diffusa, soprattutto per quanto riguarda le serie tv. In questo articolo la redattrice Gabija Jonaityte (@gabolaa_ ) parla di alcune delle serie tv che hanno contribuito al boom turistico dei luoghi in cui sono state girate.

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Conservare l’umano nella disumanità: la storia di “The Mauritanian”

L’undici settembre del 2001 ha segnato un punto di non ritorno nella storia: gli Stati Uniti hanno mostrato le proprie fragilità e si è dato inizio al periodo noto come la “guerra al terrore” in nome di sicurezza e libertà rubata. Gli Stati Uniti stessi però, hanno mostrato come potessero privare della libertà altrui per primi: Guantánamo Bay, a Cuba, diventa un luogo dove abusi e violenze sono all’ordine del giorno e dove chiunque fosse sospettato di essere un potenziale nemico dello Stato americano era costretto a patire pene disumane. Lo racconta bene Mohamedou Ould Slahi, prigioniero a Guantánamo Bay dal 2002 al 2016, che riesce a mettere la sua storia su carta, che diventa film nel 2021 con “The Mauritanian”, e la cui storia sembra mostrare allo stesso tempo i lati più oscuri e migliori dell’umanità.
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Metacinema: istruzioni per l’uso e per il futuro

“Espressione utilizzata per indicare tutto ciò che in un film fa riferimento, più o meno esplicitamente, in modo diretto o metaforico, al cinema stesso.” Questa è la definizione della parola “metacinema” data da Paolo Bertetto: film che parlano di film, che riflettono su loro stessi mostrando le loro viscere. Qual è la storia di quello che si può definire a tutti gli effetti come un genere? Come riflette su se stesso il cinema negli ultimi anni? La redattrice Sofia Racco fa una breve panoramica di “film sui film” nel suo ultimo articolo.

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Lovers Film Festival: l’animazione e la rappresentatività di genere

Quanto è importante vedersi rappresentat* come genere e orientamento sessuale all’interno dei media e delle produzioni cinematografiche? In questo nuovo articolo la nostra redattrice Rachele Gatto (@_gargantuaa_) ci racconta di una proiezione avvenuta al Lovers Film Festival e della riflessione su come e quanto personaggi lgbtq+ siano stati per molto tempo nascosti e stereotipati entro canoni di genere che devono essere superati. Perché potersi riflettere nel magico schermo del cinema e della tv non è solo importante, è un diritto.

@museocinema @loversff @insight.lgbtiq.healthcare

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“Boldini e il mito della Belle Époque”: il grande successo della mostra di Asti

E’ stata prorogata fino al 14 maggio la mostra “Boldini e il mito della Belle Époque”, allestita nelle sale di Palazzo Mazzetti ad Asti e curata dallo storico dell’arte Tiziano Panconi. Un’occasione imperdibile per scoprire l’arte del pittore ferrarese simbolo della moda e della modernità che, attraverso le sue emancipate “dive”, ha saputo raccontare lo spirito di un’epoca. Un tuffo nel passato che riporta lo spettatore tra i boudoirs borghesi e le sale da ballo della frizzante Parigi di fine Ottocento. Celebratore della bellezza e allergico al convenzionalismo pittorico, Boldini sfugge ad ogni rigida categorizzazione artistica.

La nostra redattrice, Micol Cottino (@_micol.03), ci parla del pittore Giovanni Boldini nel suo nuovo articolo.

@arthemisiaarte @finestresullarte @museidiasti

All the beauty and the bloodshed: tra vita e arte

All the beauty and the blooshed- Tutta la bellezza e il dolore, è un documentario di Laura Poitrais, presentato a Venezia e candidato agli Oscar 2023, incentrato sulla potente figura di Nan Goldin. Il documentario attraversa la sua vita e le sue opere, mostrando il legame indissolubile tra biografia e arte, e accompagna questo racconto con un aspetto più politico, mostrando anche l’attivismo di Goldin. Ce ne parla la redattrice Sofia Racco nel suo ultimo articolo.