Il nuovo film di Miyazaki arriva anche in Europa

Attesissimo in Europa il nuovo film firmato Hayao Miyazaki, “Il ragazzo e l’airone”.
Se in Italia sarà possibile vederlo al cinema a partire dal primo gennaio 2024, tra la fine di settembre e ottobre il lungometraggio verrà presentato in occasione di diversi festival europei.
Sono dieci anni dall’ultimo film del Maestro, è possibile che sia cambiato qualcosa nel frattempo? E, soprattutto, di che cosa parla la nuova produzione dell’amatissimo studio Ghibli?

#miyazaki #film #cinema

Margaret Mead: pensare a sesso e genere negli anni ‘60

Margaret Mead, antropologa statunitense i cui studi cambiarono per sempre la percezione di “maschio” e “femmina” per l’intera comunità scientifica. Aprendo le porte agli studi sul binarismo di genere. Di questo e non solo, ne parliamo nel nostro ultimo articolo. #thepassword #margaremead #antropologia

Decodificare il Terrore: differenziando l’Islam dal Terrorismo

Guerre apparentemente lontane possono avere un impatto significativo sugli equilibri e sulla stabilità dell’Europa. L’area Schengen è in crisi e risponde con la chiusura in sé stessa. Pochi individui che con le loro azioni radicali sono capaci di creare diffidenza in milioni di persone.

La nostra redattrice @oonofreiasa prova a ricostruire le origini dell’islamofobia.

India o Bharat? Un nome, un’identità, una tradizione

Forse non molti sanno che l’India in realtà ha due nomi: quello più conosciuto e utilizzato ovunque e uno più endemico, indigeno e legato alla religione induista. Ovvero Bharat. All’ultimo summit dei G20 a Nuova Delhi il primo ministro Narendra Modi lo ha sfoggiato con orgoglio nazionalista. Quello che può sembrare un capriccio di definizione pone in realtà una riflessione più acuta sulla strumentalizzazione di una fantomatica tradizione passata e immutabile portata per giustificare istanze molto spesso conservatrici e radicali. Ne parla in questo nuovo articolo la redattrice Rachele Gatto (@_gargantuaa_).

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Centomilioni di Marta Cai: la vita non vissuta di Teresa

CENTOMILIONI DI MARTA CAI: LA VITA NON VISSUTA DI TERESA
Teresa, Tére per noi amici, è una donna qualunque, di una cittadina di provincia che potrebbe essere la nostra come la vostra. Tére non desidera, Tére fuma, Tére è obbligata a mangiare dalla madre. Fino a che arriva Alessandro, un suo studente, che più che un sole, entra come una stella cadente nella sua vita. Ma si sa che le stelle cadenti sono belle finché sono in cielo. Una volta stramazzate al suolo, non lo sono più. La nostra redattrice @rachelesuitetti ci racconta “Centomilioni”, il romanzo di Marta Cai arrivato tra i finalisti del Premio Campiello 2023.
@lacaimarta @battiture @tremacarne @pilloledimalinconia @einaudieditore @premiocampiello

MAFIA, LE RADICI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA DAL NORD AL SUD: la mafia al Nord (pt. I)

La #mafia non è diffusa solo al #Sud, è anche qui al #Nord, in #Piemonte.
Nella conferenza “Mafia, le radici della criminalità organizzata dal Nord al Sud”, la magistrata Patrizia Caputo, il professor Marco Pelissero, il Capocentro della Direzione Investigativa Antimafia Tommaso Pastore e il responsabile di Libera Piemonte Andrea Zummo rendono noti dati allarmanti. In questo articolo, primo di due parti, la nostra redattrice Nicole Zunino che ha partecipato all’incontro ci parla di “#segnali”, “#mafiasilente”, consenso e protezione in Piemonte.
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Harriet Boyd Hawes: un’archeologa in bicicletta

Ostacolata e derisa da molti accademici, Harriet Boyd Hawes divenne una pioniera dell’archeologia sia per i risultati raggiunti nelle sue campagne di scavo sia per essere stata una delle prime donne a praticare tale disciplina. Se nei primi decenni del Novecento suscitò scalpore perché girava in bicicletta tra le strade di Atene, non si può immaginare cosa potessero dire di lei una volta iniziate le spedizioni.

Il nostro redattore @gauteronicola ci racconta, nel suo ultimo articolo, qualche aneddoto sulla vita e sul lavoro di una delle prime archeologhe della storia.

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“Kafka a Teheran” e i paradossi del potere

“Kafka a Teheran”, presentato a Cannes nella sezione “Un certain regard” e uscito in Italia il 5 ottobre distribuito da Academy Two, è l’ultimo lavoro dei due registi iraniani Ali Asgari e Alireza Khatami: una riflessione nuda e cruda sul potere e sulle sue ripercussioni nel quotidiano del popolo oppresso da un regime persecutorio. Ce ne parla Sofia Racco (@cerasafunambola) nel suo ultimo articolo. @academy_two
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La striscia di Gaza: una “prigione a cielo aperto”

Il conflitto israelo-palestinese, che prosegue ormai da settant’anni ed è riesploso venerdì 7 ottobre con un attacco missilistico del gruppo terroristico Hamas contro Israele, ha oggi come epicentro un territorio molto piccolo, con una densità di popolazione tra le più alte al mondo (circa quattromila persone per chilometro quadrato), che costituisce un’exclave della Palestina: la striscia di Gaza, definita lo scorso anno da Human Rights Watch una “prigione a cielo aperto”.
La nostra redattrice Anna Gribaudo (@annagriby) parla in questo articolo di alcuni aggiornamenti in merito alla crisi.

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Il dramma del Vajont

Erano le 22.39 del 9 ottobre 1963 quando una catastrofe stava per spazzare via paesi pieni di vite e portare alla morte 1910 persone. A quell’ora un’enorme frana di 260 milioni di metri cubi di detriti si era definitivamente staccata dal monte Toc e riversata nell’enorme bacino artificiale che lambiva i versanti della valle del Vajont, sollevando un’onda di oltre 250 milioni di metri cubi d’acqua.
Nel ‘93 Paolini ha raccontato questa storia in uno spettacolo che Il 9 ottobre 1997 venne trasmesso in prima serata su Rai Due: l’orazione civile “Il racconto del Vajont”. In due ore e mezza Paolini ripercorre l’intera storia della diga.
Ce ne parla nel suo articolo la nostra redattrice @milena_toselli.

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