Iran, migliaia di studentesse avvelenate: la condanna della conoscenza

Negli ultimi mesi, il caso che sta scuotendo nuovamente l’Iran riguarda ancora una volta le donne.

In Iran si è aperto un nuovo fronte di protesta – che segue i mesi di rivolte in piazza per la morte della 22enne curda Mahsa Amini – legato alle migliaia casi di avvelenamento che hanno colpito studentesse in diverse zone del Paese. Numerose sono le rivolte di coloro che confidano nella cultura come unico strumento di repressione per un Paese che desidera sentirsi libero da ogni dogmatismo religioso e politico: questa volta proprio le donne iraniane vogliono simboleggiare una forza umanistica, liberale, laica ed eccezionale, per stimolare una vera e propria rivoluzione. Ce ne parla la nostra redattrice, Alessia Dotta (@alessia.dotta).

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La guerra dell’India alla libertà di stampa

La libertà di stampa è uno dei caratteri distintivi dei moderni stati democratici. In India, oggi, la libertà di stampa ed espressione è messa a dura prova dal governo di Narendra Modi, leader nazionalista che dal 2014 governa il paese. La nostra redattrice Re Lorenza ci racconta come dal 2014 ad oggi la libertà di stampa in India sia stata ostacolata e di come giornalisti e attivisti siano stati censurati, imprigionati e addirittura uccisi.

Misura di Inclusione Attiva: cos’è e cosa cambia dal Reddito di Cittadinanza

Entro la fine del mese dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri il decreto legge che introduce la Misura di Inclusione Attiva (MIA). Tale misura andrà a sostituire l’attuale Reddito di cittadinanza già dagli ultimi mesi del 2023. Ma nel concreto, come funziona questo nuovo sussidio? E cosa lo differenzia dal precedente? Vediamolo in questo nuovo articolo di Riccardo Piazzo.

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Un anno di guerra: cosa ci dicono i discorsi di Putin e Biden

Lo scorso 24 febbraio è stato il primo – e speriamo ultimo – anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. Questa ricorrenza è stata preceduta di qualche giorno dai discorsi del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin all’Assemblea Federale, a Mosca e di Joe Biden a Varsavia, in Polonia entrambi tenutisi nella giornata di martedì 21 febbraio. Premettendo che un confronto sistematico tra i due discorsi sarebbe quanto meno inadatto per la diversa natura e lunghezza dei due interventi, ci è sembrato potesse essere utile in questa sede riassumerne il contenuto ponendo l’accento sui passaggi più significativi e passibili di confronto.

Il decreto ‘Milleproroghe’ 2023 è legge: l’approvazione del Parlamento e le perplessità di Mattarella

Negli scorsi giorni, la massima carica dello Stato, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto Milleproroghe 2923 con riserva. Quest’articolo ci spiega cosa realmente simboleggia questo provvedimento, quali sono le nuove misure per le quali il governo Meloni, in questo nuovo anno, ha voluto attivarsi e le perplessità che da esse scaturiscono. I settori di intervento negli ultimi anni sono stati crescenti e ciò ha portato anche a degli effetti collaterali: nel corso del passaggio parlamentare, spesso, il decreto Milleproroghe incentiva a un carico eccessivo di norme che rispecchiano le sensibilità e gli interessi dei singoli partiti. Ce ne parla la nostra redattrice Alessia Dotta.
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Ognuno si credeva solo, d’improvviso furono moltitudine

Se il primo ministro Elisabeth Borne non ritirerà a breve il progetto di legge sulle pensioni, le otto sigle sindacali più importanti della Francia e la coalizione di partiti di sinistra NUPES guidata da Jean-Luc Mélenchon minacciano di bloccare il paese con scioperi a oltranza a partire dal 7 marzo prossimo. La riforma Macron – Borne, già presentata nel 2019, ma bloccata dalle proteste e dall’arrivo dell’emergenza sanitaria, prevede l’innalzamento dell’età pensionabile dai 62 ai 64 anni. La stragrande maggioranza dei francesi non appoggia la linea Macron: mancanza di “responsabilità” o difesa del sistema della previdenza pubblica? Ce ne parla la nostra redattrice Micol Cottino (@_micol.03).

Proteste in Perù: cosa sta succedendo nel Paese?

Castillo si è barcamenato un anno e mezzo al potere con un programma confuso di nazionalismo e socialismo andino, costretto ad operare ripetuti rimpasti di governo. Cade per incapacità politica e per gli eclatanti casi di malversazione di fondi pubblici. L’inizio della crisi risale al 7 dicembre 2022, quando Castillo aveva provato ad aggirare la mozione di sfiducia nei suoi confronti annunciando di voler sciogliere il Parlamento; la Suprema corte peruviana è però intervenuta immediatamente, definendo l’azione di Castillo un tentativo di «colpo di stato». Nelle ore successive, il Parlamento si è comunque riunito per votare la destituzione, nominando come nuovo presidente Dina Boluarte. Iniziano così due mesi di grande scompenso politico, caratterizzato da proteste e sommosse per tutto il Paese: ce ne parla la nostra redattrice Alessia Dotta.

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Il pane degli angeli

Si moltiplicano le polemiche in seguito alle affermazioni del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha recentemente affermato di voler ricorrere ai privati per colmare le lacune nei finanziamenti alla scuola, anche per differenziare gli stipendi del corpo docente a livello regionale, in base al diverso costo della vita. Intanto, mentre l’Italia registra uno dei tassi di analfabetismo funzionale più alti d’Europa, il governo Meloni conferma il taglio alla scuola pubblica da 4 miliardi per il 2025. Dopo vent’anni di definanziamenti, che cosa prevede la Legge di Bilancio 2023? Ce ne parla la nostra redattrice Micol Cottino (@_micol.03).

Migranti, vertice Ue: il piano von der Leyen cambia rotta

In questo articolo, la nostra redattrice, Alessia Dotta, ha deciso di trattare uno degli argomenti più controversi del nostro panorama politico attuale: l’immigrazione.
In considerazione dell’aumento del numero dei migranti verso l’Europa, si è parlato negli anni più recenti di “crisi migratoria”: una crisi che ha messo in luce le difficoltà che la stessa Unione europea ha incontrato nell’adozione di misure condivise tra gli Stati membri. In vista del Consiglio europeo straordinario del 9 e 10 febbraio, Ursula von der Leyen ha inviato una lettera agli Stati membri Ue, ove indica determinate aree di azione riguardo al tema sopraindicato, per “fare la differenza nell’immediato”. #UnioneEuropea #UE #migranti #Commissioneeuropea #politica #attualità

PASIONARIE (IN)DIMENTICATE: la fotografia al servizio di un ideale

Fotografe, antifasciste, rivoluzionarie. Gerda Taro, compagna di Robert Capa e prima donna reporter di guerra durante la guerra civile spagnola e Tina Modotti, antifascista rivoluzionaria che dedicò la sua vita all’attivismo politico e alla lotta sociale in Messico. Attraverso il racconto delle loro vite, Lorenza Re, ci presenta due figure cardine della fotografia del ‘900, che per molto tempo sono state dimenticate, quasi cancellate dalla storia. Due donne che in prima linea, sul fronte spagnolo e tra gli emarginati del Messico, hanno combattuto per la democrazia e per la libertà. Due combattenti che avevano come unica arma le loro fotografie: dirette e vere. Scatti che le hanno rese immortali.

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