Il (vero) Signore delle Mosche

Il presupposto egoismo degli esseri umani viene da sempre usato da scrittori e ideatori di programmi televisivi come pretesto per raccontare storie intriganti e tenere le persone incollate alla tv. Alla domanda “Cosa farebbe un gruppo di ragazzi se lasciati soli su un’isola?” ha provato a rispondere William Golding nel suo celebre “Il Signore delle Mosche”, ma un’altra storia ci dimostra una realtà diversa: anche lo storico Rutger Bregman nel suo “Humankind” risponde, ma stavolta con un episodio vero, che potrebbe cambiare la percezione che abbiamo del prossimo. Ce lo racconta la nostra redattrice nel suo nuovo articolo.

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Matteo Messina Denaro: una latitanza durata 30 anni

Dopo quasi trent’anni di latitanza la fuga di Matteo Messina Denaro dalla giustizia è finita in una clinica privata di Palermo, il 16 gennaio 2023. Il mafioso, uno dei leader di Cosa Nostra, era in cura per un tumore al colon da circa due anni, sotto il falso nome di Andrea Bonafede. Lo attendono le…

DA CUNEO A TORINO. È ARRIVATA EVENTVM: UNA SOLA APP, TANTO DIVERTIMENTO

Un’app per raccogliere eventi musicali, culturali, mondani e molto altro: The Password ha intervistato Giacomo Giacca (@jack.giacca), uno degli ideatori e fondatori di Eventvm (@eventvm). Un’idea nata a Cuneo che con la nuova applicazione ha in breve tempo inglobato manifestazioni di Savona e Imperia, e a dicembre è uscita anche su Torino. Potete scoprire di più sulla creazione del progetto, sulle persone che ci sono alle sue spalle e sul suo futuro nell’ultimo articolo della nostra redattrice Rachele Crosetti (@rachelesuitetti).

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Bechdel Test

Siamo così sicuri che i nostri film preferiti rispettino l’uguaglianza di genere? Molte volte ci troviamo davanti opere cinematografiche degne di lode, ma capita che non ci accorgiamo che i personaggi femminili, ove presenti, esistono solo se relazionati a personaggi maschili, dialoghino tra loro solo su argomenti che riguardano gli uomini. Un problema sollevato già nel 1929 da Virginia Woolf e sul quale si è concentrata la fumettista Alison Bechdel dagli anni Ottanta ad oggi. Nel suo ultimo articolo la redattrice Giulia Calvi (@giulia_calvi) ci racconta il rapporto tra cinema e parità di genere attraverso la lente del “Bechdel Test”.

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PASIONARIE (IN)DIMENTICATE: la fotografia al servizio di un ideale

Fotografe, antifasciste, rivoluzionarie. Gerda Taro, compagna di Robert Capa e prima donna reporter di guerra durante la guerra civile spagnola e Tina Modotti, antifascista rivoluzionaria che dedicò la sua vita all’attivismo politico e alla lotta sociale in Messico. Attraverso il racconto delle loro vite, Lorenza Re, ci presenta due figure cardine della fotografia del ‘900, che per molto tempo sono state dimenticate, quasi cancellate dalla storia. Due donne che in prima linea, sul fronte spagnolo e tra gli emarginati del Messico, hanno combattuto per la democrazia e per la libertà. Due combattenti che avevano come unica arma le loro fotografie: dirette e vere. Scatti che le hanno rese immortali.

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Dispercezione corporea: lo specchio delle paure

Guardarsi allo specchio e trovare sempre un difetto, provare disagio e sentirsi inadeguati rispetto agli attuali canoni di bellezza: si tratta di Dispercezione. La nostra redattrice @origin_ale affronta questa tematica nel suo nuovo articolo a stampo divulgativo-informativo (e non medico-psicologico), focalizzandosi sui riflessi di una società distorta e, per questo, contorta.

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@martinabaiardi.fitnessfood
@maruskaalbertazzi
@giorgiabellini_dca

Rumore Bianco (White Noise)|Baumbach mette in scena DeLillo

Una lunga serie di incidenti automobilistici di tutti i tipi e la voce del professore di Cultural Studies Murray (Don Cheadle) che li commenta per i suoi studenti. Così si apre l’ultimo film di Noah Baumbach, Rumore Bianco, tratto dall’omonimo libro del 1985 dello scrittore statunitense Don DeLillo.
Si potrebbe dire che nella scena iniziale trovino spazio i temi cardini della storia, ovvero morte/violenza, rappresentazione dei moderni media e dialogo tra realtà e finzione, che si intersecheranno ripetutamente all’interno della vicenda narrata. Ne parla Chiara Lionello nella sua ultima recensione.

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Quando l’istruzione ti cambia la vita: “L’educazione” di Tara Westover

“L’educazione” di Tara Westover è un romanzo autobiografico edito Feltrinelli. Tara ci racconta la sua infanzia, trascorsa con la famiglia mormone tra le montagne dell’Idaho, con un padre folle e un fratello violento. A 17 anni Tara si iscrive al college e scopre che il mondo non è quello che le raccontava suo padre, che con un’educazione si può imparare a pensare con la propria testa e diventare una persona diversa. Riuscirà Tara ad emanciparsi o lacerare i legami familiari sarà troppo doloroso?
Una storia vera, un romanzo di formazione sull’importanza dell’educazione di una potenza incredibile. Ce ne parla la nostra redattrice Irene Rolando.
Link in bio.

Tag: @itsmetarajane

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Hepburn-Givenchy: la moda oltre la morte

Che cosa ci fanno insieme un “little black dress”, un collier di perle multifilo e lunghi guantoni corvini? Semplicemente Holly Golightly, frutto dell’unione di un intraprendente stilista parigino e di un’aggraziata attrice di origini belga.
Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy incantarono gli Anni ’50-’60, uniti dalla passione per abiti di seta ed eleganti accessori di tutte le fatture. Ed è proprio questo legame che Alessia Congiu (@origin_ale) presenta nel suo nuovo articolo per The Password.

@audrey.hepburn
@givenchy

Il teatro come forma di vita: quale maschera scegliamo di portare nella vita di tutti i giorni?

Quante maschere indossiamo nell’arco di una vita? Ogni mattina, alzandoci dal letto, ne mettiamo una che poi durante le ore successive cambiamo in base a chi ci troviamo davanti. Il teatro si può definire come arte e in quanto tale cosa significa portare su un palco ciò che cerchiamo di essere e dimostrare ogni giorno? E soprattutto, cosa comporta mostrare a tutto tondo le emozioni che ci pervadono dall’interno in attesa di esplodere al momento giusto?

#ilteatrocomevita