Movember: un paio di baffi per combattere lo stigma sulla salute mentale maschile

Siamo ormai nel mese di novembre, che in molti Paesi del mondo si trasforma in Movember, il mese con i baffi. Questo particolare evento annuale ha lo scopo di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile sui principali problemi che riguardano la salute fisica e mentale degli uomini.
Proprio la salute mentale maschile, purtroppo, rappresenta ancora un tabù, dal momento che gli uomini, oltre alle difficoltà che stanno vivendo, spesso si trovano costretti ad affrontare anche la paura di non essere “abbastanza forti”, con conseguenze nocive per il loro benessere. Ed ecco che la ricorrenza del Movember ci aiuta a parlarne e a diffondere consapevolezza, un paio di baffi alla volta.

@il.arya @movember @telefonoamico.torino @tuttoannodato

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Alla riscoperta di Agnès Varda, la voce femminile della Nouvelle Vague

“L’eccezione, la quota o l’elemento decorativo”.
Così si sentiva Agnès Varda, regista, mentre contribuiva alla Nouvelle Vague francese circondata da uomini.
In questo articolo la nostra redattrice Giulia Menzio va alla scoperta del sentimento che ha trasformato questa artista in una delle protagoniste del Novecento creando storie originali e innovative e personaggi femminili inediti e brillanti.

E tu conoscevi Agnès Varda? Scrivicelo nei commenti!

Ma quindi quando ti laurei? La pressione degli studenti fuori corso

Al giorno d’oggi si ha la percezione che l’università sia un passaggio importante nella vita di molti studenti poiché, nell’immaginario comune della nostra società, laurearsi implica la possibilità di avere un futuro lavorativo migliore. Molti giovani decidono di intraprendere questo percorso, ma non sempre si va incontro alla conclusione sperata. Infatti per chi viene classificato come studente fuori corso la pressione e la tensione possono trasformare un ambiente di crescita e cultura in un luogo di ansia e stress.

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La gestazione per altri è reato universale: tra legge e retorica

Dal 16 ottobre la GPA è “reato universale”: una formulazione su cui è necessario soffermarsi, in quanto retoricamente incisiva ma imprecisa dal punto di vista giuridico. A questo proposito, nell’articolo si analizza il principio di giurisdizione universale, le circostanze in cui orientativamente si applica e le contraddizioni che presenta rispetto a quanto previsto dal DDL Varchi.

@gaia_romaano

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Criptoginia, o la “sparizione” delle donne

Che fine hanno fatto i contributi delle donne allo sviluppo della nostra società? Per secoli sono stati sistematicamente sottovalutati o addirittura occultati.
Molti di noi conoscono già questo fenomeno, ma come chiamarlo? Adesso possiamo dargli un nome: criptoginia.

Il termine è stato recentemente coniato da due studiosi valenciani che propongono anche alcune buone pratiche per invertire la tendenza e dare finalmente il giusto valore al ruolo delle donne nel mondo.
Scopri queste pratiche nell’ultimo articolo della nostra redattrice Giulia Menzio!

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Women & the City 2024: in dialogo con Irene Facheris per superare gli stereotipi di genere

Si è da poco conclusa la seconda edizione del Festival Women & the City, organizzato nella nostra città dall’associazione Torino Città per le Donne. La redazione di The Password ha avuto l’opportunità di partecipare all’evento di domenica 13 ottobre intitolato “Superman e superwoman/supereroi superati: affrontare maschilità e femminilità senza stereotipi”, con la scrittrice, attivista e podcaster Irene Facheris.
Durante questo incontro, Facheris e tre coppie di interlocutori e interlocutrici si sono confrontati, tra riflessioni ed esperienze personali, su tre tematiche di grande attualità.
In questo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini, vi raccontiamo com’è andata.

Tag redattrice: @il.arya
Tag articolo: @torinocittaperledonne
@cimdrp
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Questa non è una fiaba: la vita di Michaela DePrince

Il 10 settembre scorso si è spenta Michaela DePrince, una giovane étoile della danza classica.
Di origine africana, Michaela trascorse la sua infanzia in Sierra Leone, durante gli anni della guerra civile. Grazie all’adozione da parte di una famiglia americana, riuscì a trasferirsi negli Stati Uniti e a realizzare il suo sogno di diventare una ballerina.
Nonostante il successo, il passato di Michaela fu segnato da sofferenze inimmaginabili, che lei affrontò con un coraggio e una forza straordinari.
In questo articolo, scopriremo la sua storia.
Ce ne parla la nostra redattrice Anna Baracco.

@nina.baracco

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La Medea di Euripide: maga, amante, madre, dea, straniera. Un’icona femminista – parte prima.

Il personaggio classico di Medea per noi si identifica il più delle volte con la tragedia di Euripide: la donna ripudiata e bandita, il cui conflitto la conduce al crimine ripugnante dell’uccisione dei figli, come vendetta contro il marito. Ma la sua storia è mai stata analizzata da un’altra prospettiva?
@greta_sberna

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L’odio online che avvelena i social

Oggi i social sono parte integrante delle nostre vite e ci permettono di compiere azioni impensabili fino a qualche decennio fa, come comunicare con persone dall’altra parte del mondo o ricevere informazioni in tempo reale su ciò che più ci interessa. Tuttavia, essi presentano molti lati oscuri. Uno di questi è l’odio online, che si diffonde come un veleno attraverso conversazioni, commenti e contenuti violenti.
In questo articolo della nostra redattrice Ilaria Vicentini, scopriamo insieme come si può manifestare l’odio online, quali sono alcune possibili cause e conseguenze e come possiamo comportarci per combattere questo fenomeno che spesso rende il web un posto davvero difficile da frequentare.

Tag redattrice: @il.arya

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Le donne afghane hanno perso la voce

Si sente parlare spesso della disparità dei diritti tra uomini e donne, di discriminazione di genere e di misoginia. Da ormai diverse generazioni le donne lottano per ottenere il riconoscimento del loro valore, manifestano pubblicamente il proprio disagio, chiedono a gran voce delle leggi che possano essere giuste e inclusive. Ma cosa succede se ad una donna viene tolta la voce?
Questo è solo uno dei tanti diritti fondamentali che negli ultimi anni sono stati negati alle molte donne afghane che si trovano a vivere sotto il governo talebano, che le annulla giorno dopo giorno.

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